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che il Monostomum mutoAile, come le uova di questa specie (che vive in varl organi di Uccelii d'acqua) davano ^egni di vita anche 4-5 giorni dopo la morte deir organismo ospite e che le uova vivevano anche due giorni dopo la morte dell' animale che le portava. I Miracidi rimanevano poco viventi entro il guscio deir uovoquando gli animali,che li racchiudevano, erano dati a mangiare aile Rane ed erano stati da queste digerite da ventiquattro ore.
Inoltre R. Blanchard (1) asserisce che il Trichocephalus homims sopravvive 48 ed anche 78 ore al raflreddamento del cadavere.
Che pure VOxyuris vermicularis sopravviva alla morte dell' ospite lo si puô desumere da una prova sperimentale dc'i Grassi (S). Egii nel 1879, dopo essersi assicurato che il suo intestino non albergava Ossiuri, ingeri sei femmine di taie Elminto, riscontrate ail' autopsia di un individuo morto da 24 ore ed ebbe un risuitato positivo dâ taie infezione.
Intorno alla Irichina spiralis del Maiale si hanno alquanti dati. Difatti il Railliet (3) opina che essa résiste in vita tre mesi, pur essendo putrefatta la carne, nella quale trovasi incistata; il Neumann(4), invece, asserisce che résiste in vita circa cento giorni; ed a ciô il Piana (5) é in grado di aggiungere che la putrefazione délie carni, ancorché giunga allô sfacelo non ne détermina la morte.
Da osservazioni dovute al Normand e Bavay (6) e ad altri si desume che l'Anguillula intestinalis sopravvive alfa morte deU'ospite per il fatto che in autopsie poteronsi rinvenire insieme ad essa le larve rabditiformi.
Per il Cysticercus cellulosae del Maiale il Leuckart (7) opina che la vitalité di esso sembra in nessun caso durare più a lungo di 2-3 settimane dopo la morte deU'ospite, e ciô anche nei casi di rapporti molto favorevoii, quando, cioé, ne sia impedita la putrefazione. In
(1) R. Blanchard, Traité de Zoologie médicale, I, p. 786, Paris, 1888.
(2) B. Grassi, v. R. Blanchard, loco citato, p. 714.
(3) A. Railuet, Traité de Zoologie médicale et agricole, t* éd.» p. 496, Paris,
(4> L. G. Neumann. Traité des maladies parasitaires non microbiennes des animaux domestiques, 2* éd., p. C93, Paris, 1892. .
(5) G. P. Piana, Studio sulla Trichina spiralis e salla TricliiDosi. La Ctinica veterinaria X, n« 8-9, Milano. 1887.
(G) Normand e Bavât, y. Rmlliet, loco cilalo, p. 560.
(7) R. Leuckart, Die Parasiten des Menschen, Loipzig u. Heidelberg, 1863-76.
VITALITÀ DEGLI ENDOPARASSITI 533
autunno ed in inverno ha egli potuto cons^rvare, adunque, vivi nel loro mezzo iino a 14 giorni i Cisticerchî del Maiale e da ciô ne detrae che gradi profond! di calore non agiscono in alcun modo nocivamente sopra di essi. Oltre a ciô dagli studi del Perroncito(l) sappiamo che Tha potuto riscontrare vivo oltre il 29<' giorno dalla morte deir ospite e tal fatto è stato pure confermato da R. Blanchard (2) per i Cisticerchi délia coscia del Maiale.
Per il Cysticercus bovis sappiamo anche dal Perroncito (3), çhe si avrebbe la morte nelle carni asciutte e ben conservate entro 14giorni dalla macellazione, perô di taie Cisticerco ne ha rinvenuti degli esemplari vivi anche dopo 14 giorni nella lingua di Vilello. Oltre a ciô R. Blanchard (4) riferîsce che dopo 14 giorni il Cisticerco in parola si ritiene morto, mentre lo Zschokke (5), sperimentando sopra se stesso, constatô che non se ne ottiene la morte entro li giorni, ma bensl entro tre settimane.
Per il Demodex foUiculorum THenle (6) ha potuto constatare che sopravvive per qualche giorno alla morte dell' ospite.
Infme ricorderô che degli studi dal lato igienico (congelamento, riscaldamento, salatura, etc., délie carni) e sperimentale si son fatti sulla sopravvivenza délia Trichina spircUis, in Italia dal Perroncito, De Capitani, Grassi, Corradi (7), Piana (8) e qualche altro e air Estero dal Leuckart, Krabbe, Chatin, Fjord, Rupprecht, Kûhn, Girard e Pabst, Schmidt, Bouley, André, Fourmant, Mos- 1er (9), etc. Sempre dal lato igienico e sperimentale si son fatti' anche degli studi sulla sopravvivenza del Cysticercus ceUulosae, del Cysticercus bovis dal Perroncito, Guzzoni, De Capitani, Caritâ, Lanzîllotti-Buonsanti, Lemoigne, Cobbold, Lewis, Pellizzari,
(1) E. Perroncito, Trattato teorico epratico sulle malattie più comuni degli aniniali domestici, Torlno, 1886 ; cf. p. 198. — Id., / parassiti deW Udmo e degli animali utilû Milano, 1882; cf. p. 132.
(2) R. Blanchard, loco eitato, p. 390.
(3) Perroncito, / parassiti, p. 230. — Trattato, p. 196.
(4) R. Blanchard, loco eitato,
(5) Zschokke, v. Brusafbrro, Igiene delta came. Torino, 1898; cf. p. 2à.
(6) Hbnle, y. p. Minoazzini, Zoologia mtdica. Roma, 1898; cf. p. 368.
(7) E. Perroncito, / parassiti, p. 414-415.
(8) G. P. Piana, loco eitato,
(9) Nbumann, loco eitato, p. 356-357.
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Zûrn (1), Calandruccio (2), Griglio» Zschokke, Ostertag, Reissmann (3), Marano (4) e qualchedun'altro. Ma tali osservazioni non entrano ne! nostro argomento.
Metodo adottato. — Per precisare la durata délia soprawivenra délie varie specie di parassiti dopo la morte deir ospite, ho tenuto questo metodo : Procuravo la morte violenta degli animali con mezzi meccanici (strozzamento, distruzione deir asse cérébrospinale, ecc), perché con mezzi chimie! si poteva in molli casi indurre la morte anche ai parassiti in essi contenuti, quindi li lasciavo esposti air aria alla temperatura deirambiente o ad una temperatura inferiore, che producevo artificialmente. Dôpo un certo numéro di ore li sezionavo, ne isolavô con accuratezza i parassiti, e, per assicurarmi délia vitalité loro, li ponevo in una soluzione di cloruro di sodio air 1 «/o scaldata a 38° G. trattandosi di Elminti provenienti da animali a sangue freddo, oppure in acqua semplice o calda o fredda. Trattandosi di Protozoi la soluzione di cloruro di sodio la usavo al 0,75 %• Questo procedimento, che, del resto, fu largamente adottato dal Perroncito (5) per stabilire la durata di vitalitâ del Cysticerais cellulosa^i, serve benissimo per riattivare il movimento in quel parassiti, in cui é molto indebolito, e per ridestarlo in quelli, i quali, sebbene vivano ancora, si mantengono per la scarsa vitabilitâ immobili. Deducevo la vitabilitâ dei parassiti dalla vivaciLâ maggiore o minore dei loro movimenti e dal tempo occorrente per ottenerli.
Riguardo aile ricerche istituite suUa vitalitâ dei parassiti umani, mi son servito diintestini provenienti da cadaveri usati per esercizi anatomici. Da tali intestini toglievo accuratamente i parassiti contenuti e li trattavo subito con il metodo suesposto.
(1) E. PERROnaTo, 1 partissiti, p. 132149.
(2) S. Calandruggio, Processo pratico per rendere innocua la carne di maiale panlcata. Uollettino deU'Àccad, Gioenia di se, nalwrali in Catania, fasc. 47, maggio, 1897.
(3) y. G. Savaresb, Manuale di ispezione délie carni. Milano, 1900; cf. p. 2iâ.
(4) S. Marano, Sut trattamcnto délie carni suine leggermente panicate. Giomale délia Soc. ital. d'igiene, XXI, n» 4, 1900.
(5) E. Pbrroncito, 1 parassiti^ p. 119.
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RisuLTATi OTTENUTi. — I risullati délie mie ricerche sono riassunti nelle tavole qui annesse.
CoNGLusiONi. — I risullati délie precedenli osservazioni permettono di trarre le seguenti conclusioni :
1*" Corne legge costante gli endoparassiti animali sopravvivono per un tempo più o meno luogo ai loro ospiti.
2^ La resistenza vitale varia : a) A seconda délia specie e délia classe a cui appartengono i parassiti. b) A .seconda dello stadio vitale in cui i parassiti si trovano.
3"* I Protozoi parassiti e commensali dei Vertebrati a sangue caldo hanno, dopo la morte dell' ospite, una resistenza minore di quella dei Protozoi parassiti degli animali a sangue freddo.
4« Rispetto ai Vermi si puô dire che i Trematodi ed i Cestodi aduUi hanno una durata di vitalité minore di quella dei Nematodi adulti.
Questi dati hanno un valore per spiegare quanto viene ammesso da taluno circa le migrazioni dei parassiti dopo la morte degli ospiti. Infatti taluni hanno sostenuto che le sedi aoomale, in cui sono stati riscontrati molti parassiti nelle autopsie, non erano quelle che gli Elminti occupavano allorchè Tospite era in vita. Queste ricerche, dimostrando per una quantité di parassiti la vitalité dopo la morte deir ospite, danno la massima probabilité a tall migrazioni post-mortem.
I dati sopra riportati, specialmente quelli che riguardano rUomo, possono avère un certo interesse per la biologia générale e per la medicina légale. Infatti per la prima é importante di conoscere la durata délia vitalité délie forme parassitarie incluse entro i cadaveri, per la seconda i dati detti sono pur di un certo valore, perché la presenza di un parassita vivente o morto in un cadavere puô agevolare il medico-legale a stabilire, con una data approssimazione, l'epoca délia morte deir ospite. OItre a ciô debbo aggiungere che tutti i dati suddetti riesciranno in certo quai modo giovevoli a chi s'intéressa di studî igienici.