I. regina Macq
Tachina larvarum Meig.
Thereva nobilitaia,
Curtonevra stabulans Macq.
/lnr/iomi/ia cantcu/arts Meig.
i. sca/arts Meig.
>4. tncisurata Lett.
A. manicata Meig.
>4.sa//afnx.
Teichomyza fusca Mace.
Mydœa vomiturationis Rob-Dcs.
Piophila casei Meig.
Drosophila melanogastra.
D. funebris.
Polletiia rt^is Rob.
Phora rufipes Meig.
Chrysomyia polita L.
ilrc/itrcs d0 Parasitologie, XH, n* 2, 1908.
290 A. 8PLEND0RE
Di tali specie due sole furon veriflcate nel Brasile : la Lucilia tnacellaria nelle miasi cavîtarie; e la Dermatobia cyanit>entris nella forma dermatosa.
Il seguente caso, occorso nella mia elinica privata, porta alla conoscenza che, in Sâo Paulo, deve prendersi in considerazione, per lo meno, un'altra Mosca con proprietâ antropofaghe; e trattasi di una Sarcophaga molto rassomigliante, se non identica, alla Sarcophaga lambens di Wiedemann. Questa, infatii, é una specie trovata dal predelto autore proprio in S. Paolo e pare che non sia conosciuta al di lâdel Brasile e délie Antille.
Caso elinico, — G. S. di 4 anni d*eU, di Sâo Paolo, a' 12 di febbraio del corrente anno venne accompagnato al mio consultorio per esser curato di alcune ulcerazioni alla nuca. Era un bambino di Ûacca costituzione, pallido, linfattco, cbe aveya sofferto il tifo addominale e parecchi attacchi di bronchite. Narré la madré che la présente affezione datava da alcuni giorni : il bambino una ventina di giorni addietro aveva cominciato a mostrarsi irrequieto e piagnucoloso, passando la uotte col sonno agitato, svegliadosi parecchie volte, con lunghi lamenti. Una maittna, la madré stessa, procedendo alla pulizia délia testa, si accorse che, in seguito alla caduta di una crosta, era apparsa sulla superficie rimasta scoperta alla nuca, una piccola ulcerazione, a cui non diede nessun'importanza; altri (ori, perô, apparirono nella stessa maniera, nel giorno successive, e ne' seguenti il collo diventù edematoso, il bambino febbricitante : per la quai cosa si richiedeva il soccorso del medico.
Alla mia osservazione il bambino presentava varie croste sul cuoio capelluto, notandosi sulla regione délia nuca un notevole edema esteso Gno aile regioni sottomascellari, dove si toccavano délie glandole linfatiche ingorgate; sei ulcerazioni, sul cuoio capellutocorrispondente, si notavano, a brève distanza l'una daU'altra, essendo i tratti di cute che le separano di colore rosso bruno e d'aspetto livido (flg. 1). ilforodi ogni ulcerazione aveva la superficie di due otre millimetri, eracopertoda un liquide bianco sporco sanioso, sieropurulento, émanante un odore sul generis. Procedendo ad una superficiale lavatura, per nettare il campo, fu facile osservare nel fonde délie ulcère la presenza di piccoli corpi animati da movimento di contrazione ed estenzione, la di cui superficie avanzante presentava l'aspetto di un piccolo punto nero. Chiara era, quindi, la diagnosi di miasi, che fu tosto confermata coirestrazione délie larve.
Dopo taie costatazione, la cura del caso, naturalmente, era molto semplice; estrazione meccanica délie larve, disinfezione délia regione parassitaria. All'uopo, cominciai ad adoperar, seduta stante, un buon lavaggio con soluzione acquosa di creolina 1 p. 100, e corne osservai che bastava semplicemente applicar un leggero impacco di taie rimedio, per veder procedere verso l'apertura esterna délie ulcerazioni le larve sottostanti*
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credetti inutile dt ricorrere a' |>arassiticidi più euergici (corne i preparati di mercurioy la trementiiia, ecc.) usati nelle miasi esterne, tanto più perché deaideravo, possibilmente, tirar le larve vive, per poterne far cultura e verificare la specie parassitaria. Cosi, a roezzo di una pinza, consegul di estrarre piû di trenta larve, alcune délie quali riserbai per le culture, altre conservai in una soluzione di formalina, per le mie osservazioni posteriori. Non vedendo più larve in movimento nel fondo délie ulcera-
Fig. 1.— Caso di miasi deU'Uomo dovuto alla Sarcophaga lamhens Wiedemann Si vedono le cicatrici délie ulcerazioni, sulla nuca.
zioni, per quel giorno, rimandai rammalato a casa, prescrivendo nuovi lavaggi alla creolina per la sera e per il mattino seguente, seguiti dall' applicazione dinapacchi all'ittiolo; nello stesso tempo, pregai la madré del bambino di raccogliere e portarrai, l'indomani, le larve che per caso fossero venute fuori. Il giorno seguente, infatti, ricevei circa altre trenta larve. Il bambino tornô più allegro ; aveva dormitodiscretamente; lafebbre era caduta; Tedema era molto diminuito. Procedei a nuovo lavaggio, edestrassi aucora tre larve. In tutto, larve settantacinque. Altre non se ne videro più, né allora, né poi. 11 bambino lu medicato di nuovo ail' ittiôlo e fasciato con délia garza iodoformata, dopo di che, guarf rapida> mente in pochi giorni.
292 A. SPLENDORfi
Ecco ora, intanto, una descrizione del parassita, avendo coltivato alcune larve in una bottiglia, su pezzetti di carne riuscendo a conseguire lo sviluppo di due esemplari deirinsetto (fig. 2).
Larve vermiformi, di colore biancosporco,opaco; corpo cilindro conico irregolare, con dimensione varia, essendo alcune colla lunghezza di 11-12 mm. sopra 3-3, 5 mm. di grossura massina, altre di mm. 6-7 sopra mm. 1,5-2. Dodici segmenti formano i'intero corpo, i quali sono limitati, sul tegumento esterno, da una
Fig. 2. — Le figure a—f rappresentano varie fasi di evoluziono del parassita, essendo a—b la forma dellc larve tirate dalle ulcerazioni del caso suddetto (vista di due laU); c— d, crisalidi ; e—f, Mosche sortite dalla cultura- — Le figure g— h rappresentano la larva di Calliptiorinae risconstratein un caso di miasi intestinale di Uomo (vista di due lati).
série di 7 o 8 fila di spine di colore bruno corneo, come si puô osservare al microscopio, correndo unité e parallèle, mentre a livello del 6», 7° e 8°segmenlo, nella regione ventrale, si sdobbrano in due série. Nella larva non si vede né capo né occhi, né bocca distinta. L'estremitâ anteriore é formata dal primo segmento, il piû attenuato di tutti, il quale, visto ad un certo ingrandimento, mostra una biforcazione fatta da due solle va menti sormontati, a loro volta, ciascuno da due piccole papille, corrispondenti agli organi antenniformi di Viallanes. In basso di tali sollevamenti si trovano due piccolissimi uncini neri, appena percettibili ad occhio nudo, verificandosi, col microscopiio, che ciascuno ha per base una radice atfondata nella spessura di tutto il primo e parte del secondo segmento délia larva, attraverso de' quali, in alcuni esemplari, si
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nota, ad occhio nudoi la presenza di due striature nerastre.
Gli altri segment! vanno gradatamente ingrossando, toccando la grossura massima il 6, mentre dall'ottavo segmento in poi notasi di nuovoun^attenuazione, per quantoleggera, ed un appiattimento, nelsenso dorso ventrale, fino airestremitâ poçteriore, che si presento tronca. Nel «egmento terminale nolasi corne una piccola escavazione. entro oui giacciono due piccole terminazioni brune, la di cui continuazione nel corpo délia larva é facile scorgere per trasparenza, attraverso la regione addominale de* due ultimi segmenti. Osservati almicroscopico,dietroopportuno rischiaramento délia larva con idrato di cloralio, dette terminazioni appaiono formate ciascuna da un disco giallo bruno, piùo meno reniforme, su cui si distinguono tre ostioli lineari, orlato ciascuno da un bordo bruno corneo. Tali terminazioni sono le stigme posteriori, e si continuano con le rispettive trachée. Le stigme anteriori si aprono alati del secondo segmento, terminando con una placca bruno cornea, contenente un numéro di die ci digitazioni.
Délie larve poste in cultura le maggiori si trasformarono in crisalide dopo circa 20giorni, mentre le piû piccole v*impiegarono più di un mese. Ciô fa credere che l'infezione del paziente sia avvenuta, per lo meno, in due giorni distant!. Le crisalidi sono di color marrone, a forma di bariletto, con la lunghezza di mm. 6 e la larghezza di mm. 2. 5-3. Non si notano né spine né al tre appendici su' tégument!, che si mostranolisci, assendo, peraltro, facile scorgere la limitazione de' segment!.
Due di tali crisalidi, dopo 18 giorni, schiusero l'Insetto completo cheandiamo a descrivere :
1^ esemplare. — Lunghezza del corpo mm. 7; larghezza massima mm. 2, 50; testa lunga mm. 1, larga mm. 2; torace lungo mm. 3, largo mm. 2,50; addome lungo mm. 3, largo mm. 2; ali lunghe mm. 6, larghe mm. 2, 50. Capo prominente, con la grossura più o meno eguale a quella del protorace; fronte con una linea oscura mediana, che arriva fino alla radice délie antenne, accompagnata a' lali da una série di macrocheti, che nella regione del vertice sembra esser doppia ; occhi di color marrone scuro, circondati da un bordo, largo in tutta la regione frontale e iacciale, tornandosi stretta, lineare, nel margine occipitale, dove présenta una coiorazione giallo d'oro, mentre é di color giallo più scuro (ottone) nella
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regione frontale, più chiara (biancastra) nella facciale, dove présenta un brillo di seta ; notandosi in basso délie antenne e nel mento un fondo nero con pulviscolo bianco giallognolo. Antenne di tre articoli, il primo cortissimo e il terzo tre voile più lungo del secondo» constilo dorsale, alla base, di due articoli, essendo il primo molto brève, il secondo piumato, con la parte terminale nuda ; prosboscidecolor castagna scura ; palpi neri ; torace di fondo nero, con 4 fascie longitudinali di colore giallo pallido (d^oro), lasciando fra loro degli spazi più stretti, neri, de quali il mediano passa sullo scutello. Dall'omero alla radice délie ali va una pic€ola linea nera. Il bordo dello scutello é separato dalla pleura per una linea nera.
Nella regione inferiore, il torace é nero coperto di pulviscolo ai^entato. Addome profonda mente nero, brillante, intarsiato con macchie quasi quadra te di colore giallo d*oro,comequello del torace, essendo dette macchie ordinate sulla regione dorsale in numéro di quattro per ciascum anello , délie qualidue submediane e due sublaterali. Ano rossobruno;ali transparenti,leggermente afiumicate caliptero bianco avorio; zampe nere con riilessi leggermente biancastri nerintemo délie coscie.
S"" esemplare. — Sebbene di proporzioni un tantino più grandi (lunghezza mm. 8, 50; larghezza mm. 4], non mostra bene il disegno dell'addome, il quale é quasi nero in totalità, con sole tre piccole macchie giallastre sul dorso, in corrispondenza de* primi tre anelli ; per il resto,il disegnoé ugualea quello deir esemplare précédente.
Da* suddescritti caratteri ë chiaroche si tratta di una Sarcophaga Il génère Sarcophaga, infatti, creato dal Meigen, é caratterizzatoper avère il terzo articolo délie antenne, in générale, triplo del secondo ; lostilo piumato alla base, nudo all'estremitâ ; il torace percorso da tae fasce nere, longitudinali sul torace; l'addome macchiettato. Ciô posto, comparando i miei esemplari con le varie sarcofaghe del Brasile, descritte dagli autori, si trovache la più rassomigliante di tutte é la Sarcophaga lambens di Wiedemann. Eccola déterminazione di questa specie fatta dalFautore :
Sarcophaga lambens : Lunghezza tre line. « Nigra, griseo vittata, abdomine tessellato, ano rubro, orbitis orkhalceis ». Proboscide e palpi neri; faccia inferiore in certe direzioni nero péril resto un poco più o meno giallo ottone ; quel che resta di sopra resta più
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pronunziato e passa quasi nel colore d'oro. Stria frontale nera oscura. Nelle strie médiane non si vedelinea intermediaria. Âddome abbastanza profondamente, mabrillantemante nero, colla intarsiatura cenerognola e brillo di seta. Ano rossastro, con radice nera. Ali molto poco cenerine. Caliplero bianco giallo. Piedi neri con brillo bianco ne' femori. »
Corne si vede, le diilerenze, tutte sommate, si riducono quasi unicamente al colorito délia faccia, la quale ne miei esemplari é piu chiara, e nel caliptero, ch'é più bianco di quello descritto dal Wiedemann;senonche, considerando la scarsezza degli esemplari da me ottenuti, mentre la creazione di essi fu conseguita in circonstanze speciali, tali piccole differenze si rendono addirittura trascurabili e perciô possiamo verosimilmente ritenere che il parassita del miocasosia proprio la Sarcophaga lambens
Tornami qui l'occasione di ringraziare Till. D'.A.Lutzper avermi gentilmente aiutato nelladeterminazione a cui mi sonriferito.
Ora, una brève nota sopra un caso di miasi intestinale da me osservato un anno fa nell'Ospedale Italiano « Umberto I d di Sâo Paulo. Di miasi intestinali nel Brasile, per quanto sappia, non ne fu descritto alcuno;esiste unasolareferenza fattadal Dr. Joseph (1) e riferita dal Dr. Lallier (2), circa un caso in cui sarebbero state osservate dal Dr. Lutz délie larve di StmiWium evacuate da un individuo; ma il caso non é certo, essendo stato a sua volta riferito allô stesso Dr. Lutz da altri, e d'altra parte, é ben difficile immaginare che le larve di Simulium siano capaci di vivere nel corpo umano, quando sappiano che esse han bisogno délie acque in movimento, mentre non si adattano neanche aile acque stagnanti.
Le larve di Mosche, in générale, pare che siano moite résistent! airazione di certe sostanze e si adattano facilmente all'ambiente del tubo gastro-intestinale degli animali, dove possonocontinuare a vivere per un certo tempo. A tal proposilo esistono délie esperienze : il Pruvot (3), per esempio, pose délie larve in vari liquidi
(1) G. Joseph, Ueber Fliegen als Schâdlinge und Parasiten des Menschen. Deutsctte med. Zeitung^ 1897.
(2) P. Laluer, Etiide sur la myase du tube digestif chez l'Homme. Paris, 1897.
(3) G. Pruvot, Contribution à Vétude des larves de Diptères trouvées dans U corps de l'Homme. Thèse de Paris, 1882.
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e vide ch^esse vivevano ancoraalla fine delterzo giorno neiracqua, nell'oliodi uliva, nelle soluzione di sale mariDO e gomma arabica; e sono morte dope 40 ore io una soluzione concetrata d'allumé, dopo 15 ore in una soluzione di potassa caustica o nelPalcool.
Io stesso ho verificato che le larve délia Sarcophaga lambens sopra descritta presentavano ancora de'lenti movimenti dopo circa un*ora clferano state immerse, per la conservazione, in una soluzqione acuosa di formalina 10 p. 100 ; cosl come ho visto larve e, specialmente, crisalidi di Zanzare, ancora vive ed attivissime, dopo due e tre giorni, in soluzione di formalina airi, 50 p. 100.
Cl. Bernard ed altri autori avevano gia anche costatato che larve introdotte artificialmente nello stomaco degli animali possono restarvi per qualque tempo inalterate.
Le miasi intestinal! sono senza dubbio originate daU'entrata di uova di larve, per mezzo di cibi o bevande contaminate. I disturbi patologici ch'esse arrecano allospite, ordinaria mente, non sono moite gravi : consistono, qualche volta, in nausée, vomito, diarrea, dolori intestinali, emorrâgia dissenteri forme ; ma, naturalmente, Tintensità de* sintomi sta in relazione colla specie e col numéro délie larve. Una perforazione intestinale, anche quando trattavasi délia presenza di specie antropofaghe, che tanta distruzione operano nelle miasi esterne, credo che non sia stata ancora osservata. Esiste, per altro, un caso descritto dal Krause (1) in cui la presenza simultanea di due specie di larve neirintestino di un giovane (larve di Calliphora wmitoria e Anthomyia canicularis) determinava délie vere convulsioni epilettiche al paziente. Credo che Tadattamento délie larve di Mosche nel tubo gastro intestinale debba anch'essere favorite da qualque lesione anatomica o funzionale dello stesso.
L'unico sintoma patognomonico per la diagnosi di miasi gastro intestinale é Temissione délie larve.
La cura é abbastanza semplice : bastano, il più délie volte, un semplice lavaggio, al massimo la somministrazione dé' comuni antelmintici seguiti da purganti.
L'osservazione del miocaso debbo alla cortesia di un collega (Dr.
Evangelista) il quale, curando una famiglia in cui tre membri
sofirivano gli stessi disturbi intestinali, cbbe la gentilezza di man-
( 1 ) Krause, Ueber einen FaU von FliegeD-Laryen . Deutsche med. Woeh., p. 891 , 188 g
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darini a veriflcarela natura di alcune piccole larve che dagli stessi venivano emesse con le feci.
Udo di questi casi conseguî di avère in osservazione aU'Ospedale, e potetti accompagnarlo per vari giorni.
Riporto qui le poche note raccolte neH'occasione : C. L. italiano, di 16 anni d'etâ, tessitore, dimorante ne*dintorni di Sâo Paulo (Mooca), entra neir Ospedale a* 4 di aprile 1906. Ha genitori, due fratelli ed unasorella viventi; la madré e un fratello soSrono da qualque tempo de' disturbi intestinali eguali a quelli che accusa il paziente. Questi non ricorda altre infermità se non alcune febbriintermittenti, presefuoridi SâoPaulo(aSorocaba) un anno e mezzo addietro, epoca da cuî Tammalato crede esser principiati i presenti disturbi. Inquesto frattempo soffriperiodicamente délie diarree e de' vaghi dolori addominali che apparivano ogni 20 o 30giorni;ora questi disturbi, da dieci o quindici giorni, si sono resi quasi continui, accompagnât! spessoda nsiadi vomilo, notando il paziente che i dolori addominali cessano dopo Tevacnazione.
Circa l'igienealimentare eglidice,che in sua casa si costuma frequentementeancherusodellatteedellaverduracruda,nonchéacqua di pozzo. Essendo ricorso al medico, negli ultimi giorni, questi dia gnosticô elmintiasi, e somministro del santonina, dopo di che penendo osservazione aile feci Tammalato cominciô a verificareche tutti i giorni coir evacuazione venivano fuori de vermicciattoli. In eguale condizione dice trovarsi la madré e il fratello.
Volendo assicurarmi délie veridicitâ di taie reperto intestinale* prescrissi de' clisteri con sempliceacqua bollita, colla speranza di poter raccogliere ancora délie larve vive, onde tentarne cultura, per la veriflcazione délia specie ; e vennero, difatti,fuori moltissime larve, che presentavano un aspetto inalterato, ma non fui felice di sorprendere alcun movimento come segno di vita. Larve in siflatta condizione uscirono ancora per vari giorni successivi, acentinaia. Non ostanteciô, ne raccolsi una buonaquantitâ e le posi in un vaso di vetro sopra varie sostanze alimentari (carne, formaggio, banana verdura); ma inutilniente ; le larve erano morte. Erano state uccise dair antelmintico somministrato dal medico curante? Ciô é mollo verosimile. Per altro, non presentavano nessun'alterazione nell* aspetto del loro organismo ed erano ben conserva te. L'ammalato, dopo pochi giorni, uscf dall'Ospedale benristabilito
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seDz*altroaver usatochequalche purgante equalcheclistered*acqua. Non potendo, dunque, studiare lo sviluppo délie larve, di cui darô qui appresso una descrizione, per arrivare alla détermina zione deir Insetto adulto, mandai alcuni esemplari délie stesse al Prof. F. S. Monliceliî, pregandolo di favorirmi il di lui autorevole parère diagnostico.
Ecco la descrizione délie larve da me raccolte :
Corpo vermiforme, di aspetto cilindroconico e colorito générale bianco opaco, con un punticino nero appena percettibile airestremita anteriore. La dimensione é varia, essendo alcune di mm.4y 5. di lunghezza per 0,50 di larghezza, altre di mm 10 per 1,0, 90 verificandosi la largura massima ne' tre quinti mediani délia, lunghezza totale, mentreil quinto anteriore, che é il piû attenuato va gradatamente assottigliandosi verso l'estremità, che termina in punta acuta ed incurvata ; il quinto posteriore,attenuandosimolto leggermentepocodiflerisce in largura dallapartead essasOprastante.
Esaminandole larve a qualche ingrandimento, specialmente se ischiarate con idrato di cloralio, si possono notare vari dettagli di struttura. Il corpo é diviso in tredici segmenti, in corrispondenza de* quali, alivello del6^ 7^8^ 9^ 10»,ll^notasi,sul tegumento, la presenza di tre fila di spine brevi, le quali procedono separate a' lati, riunendosi verso la parte mediana de' segmenti rispettivi.
L'estremità anteriore ébifida, formata da due piccole prominenze sormontate ciascuna da due piccoli sollevamenti. a forma di brevi papille (organi antenniformi di Viallanes) ; un poco più in basse délie dette prominenze, verso l'estremo medianodel corpo, si trovano due piccolissimi uncini, di colorito nero, sostenuto ciascuno da una radice biforcata, approfonditanella spessura di lunghezza finoal 3® superiore del terzo segmento. AF lati délia base del seconde segmente, sboccano le stigme superiori a forma di cono troncato colla base affondata anch' essa nel terzo segmento, dove, si continua con la rispettiva trachea : Tapice troncato, sostiene un disce con 10 digitazioni.
Le stigme posteriori mostransi anche délia stessa forma e colore, ma un poco più piccoledelle precedenti, e sboccano nellacavitù dell. ultime segmento, il quale termina con quattre appendici a forma di mammelloni. .
II Prof. Monticelli, ch'ebbe la cortesia di rispondermi premu-
GONTRIBUZIONE ALLO STUDIO DELLE MIASl 299
rosamente, mi comunicô che il noto ditterologo Bezzi, al quale, a sua volta, li*avevainviate,leritienecomeapparteneiiti al gruppo délie Calliphorinae, riferibili con lutta probabilité al génère Calliphora aggiungendo che, essendo le larve ancora giovani, é bendifricilegiudicare con sicurezzadi qualespecie possa trattarsi. Riugrazio gli egregi professori. par la gentilezza usatami, ed il Prof. Monticelli anche per avec mi favorilo il lavoro del D' Calendoli, in cui trovasi raccoltala maggior parte délia letteratura sulle miasi, facendo cenno délie specie di Mosche parassite dell* Uomo conosciute iino al 1904 (1).
Goncluslone.
Lo studio délie miasi é ancora da completare, essendo che non sono State determinate tutte le specie parassilarie deir Uomo.
Le Mosche parassitarie deir Uomo, in générale, appartengono aile famiglie Œstridae e Muscidae, le di cui specie determinano forme cliniche diflerenti, essendo ciô dovuto a predilezione di habitat délie diverse specie.
Le specie determinate fino ad ora nelle miasi del Brasile sono la Lucilia macellaria e la Dermdtobià cyaniventris; a^queste bisogna aggiungere la Sarcophaga latnbens Wied., le di cui proprietà antropofaghe sono State verificate in un casoclinico studiatoinSào Paulo.
Anche, si é verificatoin Sâo Paulo un caso di miasi intestinale, le di cui larve appartengono al gruppo délie Calliphorincie.
(1; Galendou, Un caso di miasi da Lucilia sericata. Considerazione suUe miasi e cenno délie specie di Mascidee finora conosciute parassite dell 'Uomo . Napoli, 1904.
Letteratura brasiliana
i. — p. s. DE Magalhaes, Subsidio ao estudo das myases. Rio de Janeiro, 1892.
2. — A.LuTz, Um caso de myase ou bicheira da gargante. Rev. med. de Sâo Paulo, II, n» 8, 1899.