Tebaldeo (Venise, 1544), son
Non t'ammirar se nel tuo ardente tetto Si spenser tardi le faville accese Che pigre fur le genti a le difese Non per sua colpa, ma per tuo difetto, Visto il tuo lampeggiante, e sacro aspetto Di fiamma occulta il popolo si accese, Onde l'acque c'havea gia per te prese Constretto era gettar sopra in suo petto... Idem, son. 136 :
Ma il ciel che vide le faville accense
Parendogli pur lei giovene anchora
Non volse, e il foco incominciato spense. .