DEUXIÈME LETTRE A CATHERINE DE MKDICIS
1" août 1568.
.... Le roy s'est retiré au monastère de Saint-Jérome quelques jours après le trespas de son fils, où personne ne le va visiter.... Icy usent autant de cérimonies pour le deuil comme s’il fust esté roy. Ouy , madame, que les habitants de ceste ville, que je ne disceulx de la court, sont constraints, hommes et femmes, de porter le noir durant les neuf jours, et toute la court et les officiers porteront ledict deuil tout un an....
Lettre . s écrite s à Pielro l.oredtuta, doge de Yeiiiae, pur Sigismoudu Cavalli, umbussudeur de la rrpubligtie 11 Madrid.
PREMIÈRE LETTRE
M juillet 1568.
Sorcnissimo principe Aggiongerù la Une del sfortunato
et infetice principe di Spagna, successa miscrabilmentc in questo modo. Fin dal principio, quando Sua Altezza fu risserata. et che si avide elle la captura dovea esser longa, délibéré di voler morire, con dir che un principe alTrontato et vergognato non doveva più viver. et non havendo arme nè modo con che si potessc amazzarc, si risolse di farlo per via di famé, et cosi slelte ali-uni ginmi senza quasi premier cibo, corne mi raccordo di baver scritto a Voslra Sérénité. Finalmente astretto dalla famé, si pose a mangiar, et si avide che questa grande inedia li haveva giovato, perché, havendo lui un corpo pien di humori grossi, per li molli disordini che. faceva, con la dieta si venern a consumar et a risolvere. Perè, veduto questo, tenté altra strada , et havendo sentito a dir che il diamante mangiato amazzava l'homo, ne ingioti uno che portava in dito legato in annello; ma per esser cosa soda et non in
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polvere, in due giorui li uscl del corpo, senza nocerli in parte alcuna. Peré, non riuscendo questo, entré in humor di ntorir con mangiar molto : questo cssendo strada più facile et propria sccondo la inclination délia sua natura, li è riuscita, et gié sei giorni,con un accidente occorso, li principiô il male. L'accidente fu che essendoli posto innanti, tra le altre vivande, un paslicio pieu di pernigioni, lui, dopo liavcr niangiato di altro, si pose intorno a questo, et non solo mangiô la carne, ma la pasla ancora con che era circondata, la quai cssendo con moite speciarie, fece che tutto il giorno lui bevè gran quantité di acqua agghiacciata con neve, secondo il suo consueto, non bevendo vino. Questa irnmoderata quantité di acqua et durezza di cibo li causé la notte intempérie grandissime et rilassation di stomaco, dalla quai ne seguirono vomiti et uscita di corpo continua. Et essendo Sua Altezza corne disperata, stette assai senza voler admetter rimedio alcuno nè mangiare, in modo che, quando poi piglié quelle che li davano, il stomaco non reteneva più cosa alcuna, et la virtù tanto débilitât», che il povero giovane in questi pochi giorni ha flniti li giomi suoi. Nostro signer Dio li ijoni più quietc et contento, air altro mondo, di qucllo che lui non ha voluto o saputo baver di qué.
In questa fine si k veduta una gran durezza, per no dir crudelté, di Sua Maesté, la quai non solo lei no lo ha voluto veder, ma no lasciar che la regina, princessa, overo altri, vi vadino, ma sotamentc li medici e gli ordinarii che lo servivano ; no li ha fatto mai usar, per darli animo e per consolarlo, parole dolce per la sua liberatione : il che mi induce a credere ch» Sua Maesté bavesse cosa di estrema importantia contra di lui. Con tutto cio, gié si è ritirata, mostrando dolor grande. Farà vestir la corte da luto, et tutte le altre cerimonie solite in simil casi (')
Di Vostra Sérénité servitor, Sicishomdo ni Ciyalli, anibasciador.
DEUXIÈME LETTRE
31 juillet 1368.
Serenissimo principe, non havendo modo di mandar leltere a driltura in Italia, scrissi a 24, per via di Francia, la nova délia morte del principe di Spagna, le replicate délia quai saranno con questa. L'istessa sera fu sepolto il corpo con molta pompa funcral, et pianto di questo popolo et
Tout rt'l alinéa élail en rbiffr>'a dans la dcpéclie île Cavalti.
APPENDICE C
0i ngn'uno. Si ritrovarono air inleramento li principi di Boemia, il cardinal, li ambasciatori soliti et il resto délia corte vestita da duolo; li grandi di Spagna portarono il corpo. Et la maltiua dietro si célébré una solcnne messa da morte, nè per hora si farà altra cerimonia, attondendosi a preparar l’esequie, elle saran sontuosissime. Il povcro principe usù , quatro giorni prima chc morisse , le più sarie et le più cristiane parole del mondo, et pare che quel giuditio che li moncava in vita, nostro signor Dio glie P habbi concesso abbondanternente in questo fine. Ha testato délia dote délia madré, che fu di 200“ scudi, lasciandoli a suoi creditori, et del resto, che pué esser di altrelanto, prega il padre che, per discargo délia sua conscientia, sia contento di pagarli lui. Ha raccomandato li suoi creati, supplicando Sua Maestà a farli mercede, perché loro lo han ben servito, se ben lui spesso li trattava male. Dispensé diverse coppe d’oro delle sue a luochi pii et a signori suoi favoriti, et tra le altrc ne doné una di cristallo con che beveva à Ituy Cornez, per mostrar che non moriva con odio contra di lui, se ben riputava di haver ogni male per il suo consiglio. Disse che li piaceva liberar il padre con la sua morte da ogni travaglio o pensiero che havesse, o fosse per havere, per conto suo.
Certo la sua morte è dispiaciuta estremamente a lutta Spagna, massimc alli signori grandi, si perché erano accarezzati et stimati da csso principe, et speravano chc, venendo lui a regnare, si haveria prcvalso di loro ncl governo
Di Vostra Sérénité scrvilor, Sigismondo ni Cavalu, ambasciador.
(Arthivra implrialrs 1 i roj ale», A Y r n i*r)
Lettres écrites à Corne de Mèdicis, duc de Florence, par Leonardo de Nobili, son ambassadeur à Madrid.
PREMIÈRE LETTRE
2S juillet 1568.
Scrivo queste due righe a Vostra Eccellenza con tutto che io creda che quest’ altra mia eh’io le scriverô arriver^ prima ; ma questa non è se non
aogni cautela, caso che non cosl presto si spcdissero corner i. Il principe di Spagna, per disordini causati dalla sua intemperata bocca, s'avea di maniera guasto lo stoinaco, che assalito da llusso e romitn, è statu molti giorni con grave infermità, nè del cibo poteva ritenere cosa alcuna : da che, e da molti disgusti e dispiaceri che li recara la stretta carcere, in questo punto si tiene ch'egli sia morto; o se questo non è, non puô esser vivo domani scnza uiracolo di Dio, a vendu perso la favella e il cibo, ed essendo da slnnotte in qui stato lascialo da' ntcdici. Non scrivo più largo, perché io non so uè quando né conte ddatamenle questa sarà data a V. E
DEUXIÈME LETTRE
24 juillet 1568.
Il principe di Spagna, circa dodici giorni fa, ha teuulo grandissime indisposizione di stoniaco e llusso causa to dal inangiar disordinatamente e. bere freddissimo, che slando rinchiuso non potea far la digestione. Ullimaniente l'infcnnità l'Iia di maniera sopraflatto, cbeaxxm di questo mcse è morto con essere stato due o tre giorni in estremità. Parc che sia doluto a lutta questa cortc, e Sua Maestà dicono che n'ha preso anche gravissimo dispiaccre, c sene porterà grnn lutto per ciascuno. Dell! altri particolari io darô notizia a V. E. più adagio.
Questa sarà per un corriere che si spedisse in Francia, perché non avendo su questo punto altra occasione, m’è parso avventurar questi quatro versi , dubitando che qui non lascierranno spedir cosl presto, corne fecero Paîtra volta sulla detenzione di Sua Altezza ; e Sua Maestà vorrà essa propria darne conto a Sua Santità e a gli altri principi. Périt con questa brevità bacio umilmente le mani a V. E
TROISIÈME LETTRE
30 juillet 1568.
Saprà con questa V. E. corne alli uni di luglio, vcucndo li xxiv, la vigilia di San Jacopo, un' ora dopo mezza uottc, passé di questa vita il principe di Spagna, nelle stanze proprie del palazzo di Madrid, che erano State sentpre sua abitazione, e dove il re suo padre l'aveva ristretto.
1a sua infermità fucurata diligentemcnte da' medici di S. M.,ancorchè
APPENDICE C
■la lui non entrasse, inenlre visse, alcun' altra persans fuori di quelle che erano State deputate alla guardia e servizio di S. A. Kd è stato posto in deposito con ragionevole pompa in San Domingo il Reale, dore il di medesimo de' xxiv, alla bocca di notle. Tu portato il suo corpo di palazzo a detta chiesa da tutti i grandi che si trovavano in corte, intra i quali era il duca dell’ Infantago e quel di Médina di lluyseco. Ku accompagnato dalli due principi di Boeroia, dal cardinale Spinosa, dal nunzio, dalli ainbasciadori regj e di Yenezia, fuorr.hè da quel di Pollonia, e da molli altri, con lutto grande e solito a 11 i altri principi. Fu il di medesimo bandito che ciascuno sotto certa pena portasse bruno, c si sono faite lutte l’altre dimostrazioni corne a vero principe, aucorchè fosse morto ristretto in quella maniera. Sua Macstè si rimase in palazzo, nè dicono essergli comportato l’animo, per la pietà paleuia, di vederlo nè vivo nè dipoi morto.
La sua infermità, per esservi intervenule poche persone, si dice diversamente : ma per quel che aflermano alcuni, è stata tlusso e vomilo causato dal mangiar disordinatamente cose cultive e assai, dal bere freddissima acqua, e dal non far esercizio. E ultimamente, otto giorni avanti la sua morte, dopo essore stato tre giorni senza mangiare, molto fantastico e hizzarro, mangiè un pasticcio freddo di quatro pernici con lutta la pasta, e il medesimo giorno bevè trecento once (l’acqua fredda; si che sdegnii lo stomaco di sorte che ributlè tulto il pnsto, nè mai poi ha potuto ritener cibo d'alcuna sorte.
Montre che è stato rinebiuso, cosi sano corne infermo, fu sempre slranissimo e difficile con coloro che. n'aveano custodia, talchè usano di dire che era impossibilc ch'cgli vivesse, e essi andasscro innanzi con quella servitù ; e tengono per fermoche, incolerito molto, abbia volnto morire.
Tre giorni avanti alla sua morte, domando di veder suo padre, il quale dicono era risoluto di andar da lui ; ma il confessor del principe ne lo dissuase, perché, avendo Sua Altczza domandato al medicoche li dicesse la verità se aveva a rnorir di quella infermiti, e quanto tempo potea vivere, il medesimo, vedendolo air estremo, si riso.lvè di dirli il vero, e rispose ch'egli morrebbe fra pochi giorni al certo. Allora il principe chiamô il confessorc con grandissimo anirao, e cominciii a pensar ail’ anima molto cristianamente, pregando Dio che gli desse vita lino alla vigilia di Santo Jacopo, nè mai più domandè di veder suo padre ; c per qnesto a Sua Maestà non parse bene di vederlo, per non li dar altcrazionc c disviarlo da quel buon intento a che era inspirato. Visse di poi tre giorni, sempre raccommandando l’anima sua a Dio, tenendo un crociflsso nella mano, pregando èiostro Signorc che perdonasse a lui e a suo padre, sempre in cervelle sino alla mezza notte délia vigilia di Santo
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Jacopo, clie sentcndosl mancare, demandé clie ora era , <M inleso elie erano due ore innanzi mezza notte, gli prese un pu' di alterazione, dubitando di non poter arriver vivo sino a quella vigilia. Con tutto citi visse poi cirea tre ore ; e quando seppe ch' era passato mezza notte, molto allegramenle si fece dare una candela in mano al meglio clie potea, e spirii; e testiilcano quelli che vi si trovorno, clie cristiano nessuno pu6 niorir più catlolicamenle né in maggior sentimentn di lui.
La cortc lutta si veste con grandissimo lutlo, ed io corne gli altri ho fatto vestir tutta la min casa. E stando jer sera con il prior don Antonio, li dimandai che sorta di bruno li saria parso per me; mi disse ch’io )o portassi ait' usanza di Fiorenza : pero portera gramaglia e berretta alla civile. Ragionai anco seco se era bene che io nndassi subito da Sua Maestà a condolermi per parte di V. E. Egll mi rispose che Sua Maestà scriverii air E. V. per questo corriere, e darà conto di tutto il (atto, e che, con la risposta che verrà, o per letterc o per gentiluomo che V. E. invii, altora sari bene far questo complimento, senza tante volte infastidire Sua Maestà, che cosi frescamente l’affligerlo non é a proposito ; e io cost procedero corn’ egli mi consiglia. Quà non han lasciato spedir corrieri a nissuno, sino che Sua Maestà non spedisce e non dà conto elln propia a chi conviene in Italia.
Quanto air esequie, cinscun giorno, sino ail' ottava, s’andrà da tutta la corte alla chiesa dov’ egli è depositato; e li principi andorno la secundn mattina : nia Sua Maestà ha fatto loro intendere che non vuole clie stiano più a quel disagio, avendo tenuto grandissima cura che in queste cerimonie non patiscano, mandando loro ora per ora a dire quel tanto che aveano a fare, con molta tenerezza c aflezione ; e par già che gli occhi di tutti si volgano verso questi flgliuoli.
Le cicalerie e novellacce che si dicono sono molto indigne ri’essere ascoltate non che scritte, perché in vero il satisfar al popolaccio in queste simili cose è molto difficile, e meglio è fare siccome porta il giusto e l’onesto, senza curarsl del giudicio d’uomini insanl, e che parlano senza ragione di cose impertinenti e itnpossibili, di autori incerti , dappochi e maligni.
(Archives dr Florence )
APPENDICE C
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Lettres écrites au doge deGênespar te protonotaire Marcanlonio Sauti, envoyé de la république à Madrid.
PREMIÈRE LETTRE
30 juillet 1568.
.... l.a infermità del principe dicono ch'è b ta ta una debilitatione di stomaco causatali dal bere molto acqua con neve, la quale li haveva in modo levato lo appetito di mangiar et accresciuto quello del bere, cbe per cinque o sei giorni continui non volse mai mangiare cosa di sustantia, nè lasciar il bere con la neve : il che li causé la febbre e flnalmeute la morte. Hora si fanno i fanerai i sui, li quali dicono che dureranno nove giorni, et fra tanto Sua Maestà non si iascia vedere; ma se si lascierà visitare delii altri ambasciatori, anderô ancor’ io a condolermi di questa morte in nome delle SS. vy. IL, le quali doveranno più compitamente tare questo uflitio
DEUXIÈME LETTRE
18 août 1568.
.... Mi cra scordato di dire cbe nè il nuntio nè altro ambasciatore si è potuto condolere con Sua Maestà per la morte del principe, et mi ha detto i'ambasciatore di Venezia che, bavendo detto al signor Ruy Gomez che desiderava tare questo uflitio, li ha risposto che sarà meglio che lo faccia per scritto. 11 che fa crederc cbe Sua Maestà non abbia a caro cbe si faccia seco questo complimento a faccia a faccia, per non haver causa d’intenerirsi et rinnovare il dolore
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Lettre contenant des avis secrets envoyés d’Espagne au gouvernement anglais.
f août 1568.
AUI Si luglio morl II principe Carolo, et l’istcssa sera fu, con molla pompa, sparato et levain!! l'interiori, essendo andali prima gli ambassatlori et tutti li frrandi délia corte al palazzo regio, nella stanza del suo eorpo, dove alla loro presentia il signor Rui Gometz fece rogar instrumento délia restitutinne , che avendo havuto in governo detto principe da Sua Ma esta , al présente lo restituiva in quel modo che a Dio era piaciuto che si trovasse, conflrmando alcuni di quelli che ') servivano essore il eorpo suo. Fu poi levato dalli signori grandi in una cassa di piombo, et portato alla chiesa di alcune monache, accompagnato da tutta la corte vestita di Intlo et, flnito l’ofticio, (U parirncnle consignato detto eorpo provisoriamente air abbntia, depositato nel choro, perportarlo poi alla chiesa delle Escurial che si fabrica, ove hanuo da essere le sepolture delli rc. Il giorno poi si canlô la messa de’ morti, riservando il restante delle ceremonie aile essequic grande che si faranno presto.
Sua Altezza ha testato délia dote di sua madré, che è de 200,000 ducati, che il tutto lascia alli creditori suoi, et, oltra questo, prega il padre che sino alla summa di 400,000 ducati, pel discarico di sua conscientia, si contente farli pagare , raccomandandoli assai li creati suoi , corne de gente di molta mercede, havendolo bene servito, se bene lui li trattava male, et che se bene molti l'haverano odiato et proseguitato in qnesta sua disgratia, che se non restava di perdonare ad ogn’ uno di buon cuore, et che quelli che sapeva certo che l'amavano li dispiaceva grandemente di non havere havuto il modo di rimeritarli, ma che per segno di amorerolezza, a li lasciava certe coppe et altre giogie che li erano carissime ; et il bel suo adamantc con l'arme di Castiglia intagliate dentro che portava, diede al suo confessore, et che doppo mort» restasse alla chiesa di San Dominico il Reale. Mandô a dire al re che li piaceva liberare Sua Maestà d’ogni pensiero che per causa sua potesse havere et che li haveva fatto.
Il giorno di San Lorenzo et la mattina seguente furono fatte l'ultime grande essequie, con molta solcnità et pompa, nella chiesa di San Dominico il Reale, tutta apparats di negro, con le arme di questa corona, et con un baldacchino sotto il quale vi era il eorpo, coperto di broccalo d’oro.
APPENDICE C
Vi era anche il stocco et scetlro regale, et sopra un cuscino l'orüine dot Tosone, et nelle quatro colonne de) baldacchino quatro bandiere che rappresentavano l’avo, l'ara , ilpadre et madré, etnelli quatro cantoni del catiletto quatro re d’arme, impiedi con le sue cotte, et poi quatro massieri con li bastoni d'argento in niano. In testa del baldacchino vi era l'elmo et corona regale sopra duc este, et di sotto attaccato il scudo con l’arme di Castiglia, et più oltra otto bandiere, cioè il stendardo reale, la cornetta, il stendardo dellegenti d'arme, et il guidon delli arcieri, overo cornetta di cavalli leggieri, sopra lancie negrei; le altre quatro erano quelle che il principe portara alli giochi et tornei di canne , latte delli suoi colori, bianche, negre et gialle.
A detta ceremonia vi erano li principi di Bohemia, il cardinale Spinosa, li ambassadori, li grandi di Spagna et tutti li consegli, et tutto il resto délia corte secondo li gradi. La regina et principessa stettero nel choro delle monache, et Sua Maestà è stata sempre ritirata ad un monasterio sino al fine delle essequie.
In publico Spagnuoli danno nomen al infirmité del principe è causata da molti disordini fatti questa estate, di bere acqua con neve dentro, andare discaizalo ne’ luoghi bagnati, dormendo ail’ aria et non magnar se non frutti assai, di modo che quando si vuolse riharere et ristorar con buoni cibi, il stomaco era talmenle disconcio et guasto che non poteva ricevere li cibi. Et cosl il povero principe ha flnito sua vita in età di S3 anni.
(State payer Office, jupirr» d Italie.)