‹ La Divine comédie de DanteChapitre 15 sur 77 · CANTO TERZO · texte numérisé non relu

CANTO TERZO

Quel Sol, che pria d' amor mi scaldô 1 petto, Di bella verità m' avea scovcrto, Provando, e riprovando, il dolce aspetto :

Et io , per confessar corretto e certo Me stesso tanto, quanto si convenne Levai lo capo a profferer più erto.

Ma visïone apparve, che ritenne A se me tanto stretto, per vedersi , Che di mia confession non mi sowerine.

Quali per vetri trasparenti e tersi , 0 ver per acque nitjde e tranquille Non si profonde, che i fondi sien persi ,

Tornan d' nostri visi le postille Debili si, che^perla in bianca fronte Non vien men tosto aile nostre pupille :

Tal vide' io più facce a parlar pronte : . Perch' io dentro alF error contrario corsi- A quel, ch' accese amor tra V uomo e '1 fonte.

Subito, sî com' io di lor m' accorsi , Quelle stimando specchiati sembianti, Per veder di cui fosser, gli occhi torsi ,

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