‹ La Divine comédie de DanteChapitre 18 sur 77 · CANTO QUARTO · texte numérisé non relu

CANTO QUARTO

Intra duo cibi distanti, e moventi D' un modo, prima si morria di famé, Che liber' uom 1' un recasse a' denti.

Si si starcbbe un agno intra duo brame Di fieri lupi, igualmente temendo :

Si si starebbe un cane intra duo dame.

PerchC' s' io mi tacea, me non riprendo, Daîli mici dubbi d' un modo sospinlo, Poicli' era necessario, ne commendo.

Io mi tacea : ma '1 mio disir dipinto M' cra nel viso, e '1 dimandar con ello Piû caldo assai, che per parlar distinto.

Fessi Béatrice, quai fe' Danïelo, Nabuccodonosor levando d' ira, Che r avea fatto ingiustamente fello,

E disse : Io veggio ben come ti tira Uno ed altro disio, si che tua cura Se stessa lega si che fuor non spira.

Tu argomenti : Se '1 buon voler dura, La vïolenza altrui per quai ragione Di meritarmi scema la misura?

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