CANTO VIII
Sozza creder lo mondo in suo periclo, Cbe la bella Ciprigna il folle amore Raggiasse volta nel terzo epiciclo ;
Perchè non pure a lei faceano onore Di sacrifici e di votivo grido Le genti antiche nell’ antico errore;
Ma Dione onoravano e Cupido, Quella per madre sua, questo per figlio, E dicean ch’ ei sedette in gremba a Lido :
E da costei, ond’ io principio piglio, Pigliavano il vocabol della stella Che il Sol vagheggia or da coppa or da ciglio.
To non m'accorsi del salire in ella :
Ma d'esserv' entro mi fece assai fede La donna mia ch io vidi far piu bella.
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