CANTO IX
Darroicuè Carlo tuo, bella Clemenza, M’ ebbe chiarito, mi narrd gl’ inganni Che ricever dovea la sua semenza.
Ma disse : taci, e lascia volger gli anni :
Si ch’ iv non posso dir se non che pisnto Giasto verrà dirietro ai vostri danni.
E già la vita di quel lume santo Rivoita s’ era al Sol, che la riempie, Come quel ben ch’ ad ogni cosa è tanto.
Ahi anime ingannate fatue ed empie Che da si fatto ben torcete i cuori, Drizzando in vanità le vostre tempie !
Ed ecco un altro di quegli splendori Ver ine si fece, e ’l suo voler piacerimi Siguificava nel chiarir di fuori.
ce. 0000000