‹ Noces d'argent du régiment des Zouaves pontificaux, 1860-1885 [microforme]Chapitre 31 sur 84 · IL FEDELE · texte numérisé non relu

IL FEDELE

1 agosto

DOPO VENTICINQUE ANNI

Martedi decorso compivano venticinque anni dal giorno in cui si inangurava ja Roma il reggimento dei zuavi pontifici. Tre delle pit grandi figure, sotto i cui auspici sorse questa leggendaria legione, godono ora il premio promesso a coloro che combatlerono legittimamente; e sono il generale de Pimodan, il generale de Lamoricière e il colonnello Allet,

Il primo mori combattendo eroicamente a Castelfidardo. Le sue ultime parole,

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js HS mentre cadeva da cavallo moribondo, furona queste : Aranti qgiorinotti, io muoio, ma voi restale; aranti, Dio à con noi,

Il generale de Eamoricière fu trovato morto una mattina nella sua camera nel Belgio, genuflesso aceanto al letto con la corona in mano, Il colonnello Allet fece una morte perfettamente identiea a quella del generale Lamoricière, nella sua casa a Lœche, villa nella Svizzera. L’uno e l’ altro erano colpiti da apoplessia la sera mentre recitavano il rosario prima di coricarsi.

Perd la schiera dei prodi combattenti di Castelfidardo ha ancora vari dei suoi pit illustri rappresentanti,

Rimane ancora il generale Kanzler, che per la sua condotta eroica in tutta la carricra militare, e specialmente nella ritirata di Ancona, si merito il comando supremo del piccolo esereito pontifieio all” età di poco oltre à trent' anni, e che fini di rendere immortale il suo nome nella battaglia di Mentana.

Rimane il generale de Courten, che comandava la brigata di cui faceva parte il reggimento dei zuavi pontifiei; un uomo coraggioso come un leone, modesto come una monaca.

Rimane il generale Zappi, il cui nome & seritto a caratteri d’oro nella storia della città di Pesaro.

Rimane il barone Atanasio di Charette, che a Castelfidardo era capitano € poi divenne tenente colonnello dei zuavi pontifiei, finche in Francia, combattendo contro i Prussiani, fu nominato generale sul campo di battaglia.

Ora il barone de Charette non ha voluto laseiar passare le nozze d’ argento del suo reggimento senza farsi vivo coi suoi antichi soldati, e li ha invitati tutti, in massa, per martedi decorso, al suo castello alla Basse-Motte.

Una lunga schiera di mercenari (4), adunque, come li chiamo nel suo civile linguaggio un avventuriero piovutoei qua dalla Spagna, si riuni il 28 luglio presso il suo capo in Brettagna. L loro antichi compagni, sparsi in tutte le nazioni 4’ Europa ed anche nell” America, nell’ Asia, nell Africa e nel” Oceania, non mancarono, al certo, di mandare una lettera di saluto al prode barone de Charette, Nè certo dimenticarono di innalzare al cielo un voto che doveva essere all unisono con le preghiere fatte dinanzi all altare della Basse-Motte, dove tutti i vescowi della Bretagna si recarono ad anorare della loro presenza il convegno, Ogni cuore ‘attolico, non ne dubitiamo, vorrà fare ce a queste preghiere, e innalzare a Dio i più fervidi voti affinchè le nozze d' oro del reggimento non $’ abbiano a celebrare alla Basse-Motte.

I barone Atanasio de Charette vanta tra i suoi antenati degli uomini celebri

(1) Quando il generale Cugia ebbe sott’ occhio la lista dei morti, dei feriti e dei prigionieri pontifici, dopo la battaglia di Castelfidardo, e vi lesse i più splendidi uomi della Francia e del Belgio, esclamo : Altro che mercenari! Pare una nota di personaggi invitati alla corte di Luigi XIV,

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non meno pel valore militare che per il loro attaccamento alla causa dei legittimisti.

Nalo in Brettagna, venne da giovinetto in Halia, e ricevette la prima educazione in un collegio di Torino, Pass quindi al servizio del duea di Modena Francesco V, e, caduto il ducato Modenese, entrü come capitano nel reggimento dei zuavi pontifiei.

Nella battaglia di Castelfidardo gli avvenne un episodio, che rimase celebre. Stando egli a capo della sua compagnia, si trovd dinanzi un capitano dei bersaulieri, e incrocid la spada con lui, Dopo un breve duello, il capitano dei bersaglieri cadde ferito mortalmente. 1 barone de Charette si chino, gli offerse il braccio e lo condusse all ambulanza.

Intanto il capitano dei bersaglieri gli domando dove aveva imparalo la scherma, Il barone de Charette gli disse che era stato nel collegio militare à Torino. Allora il capitano dei bersaglieri, stupito, chiese il nome del suo feritore, lo abbracci e gli dette l’'estremo addio, Erano stati ambedue condiseepoli ed amici nello stesso collegio.

Il barone de Charette si battè come un leone à Castelfidardo, à Nerola, a Menlna, a porta San Giovanni il 20 settembre, a Patay ed a Loigny. Tre volte gli fu ucciso il cavallo che cavaleava, e cioë a Nerola, a Mentana, a Loigny, Due volte fu ferito, cioë a Castelfidardo ed a Loigny.

1 barone de Charette, vedovo della duchessa di Fitz-James, sorella della duchessa Salviati, si & poco fa unilo in seconde nozze con una signora amerieana, la quale, prima del matrimonio, abiurû il protestantesimo e si fece cattolica,

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