‹ Œuvres complètes. Nouv. éd. publiée sur les textes les plus anciens avec les variantes et des notesChapitre 135 sur 163 · ODE DEL SIGNOR BARTHOLOMEO DEL-BENE · texte numérisé non relu

ODE DEL SIGNOR BARTHOLOMEO DEL-BENE

Al signor Pietro Ronsardo, gentil -huomo vandomese, excellentiss. poeta francese.

A pie d'un verde alloro Fra le tenere fronde, M entre canta, et s'ascondc Rossignoletto ancor giovene, e soro, Au^el crudo, erapace Dal ciel ratto discese, Che'l meschinel soprese, In duol cangiando ogni sua gioia, e pace, Quand' io rivolto, dissi A la nemica mia, Che di par meco gia, Tenendo gli occhi nel suo volto affissi :

CiNQjJiES ME Livre. 381

Questo e ben vero esempio Délia mïa cruda sorte, Cfie ancor giovenc c forte Tu me rapiste à non men crudo sccmpw.

Mentre fra i sacri rami D'Apollon io mi sedea :

E cantando apprende Quel c'huom saggio convien chefugga, 0 branu, Il tuo bel crine aurato Fi il laccio, che m'avvinse :

De i tuoi beggli occhi vinse Ogni mio senso il lampe alto et pregiato. Et se nomar si deve Mûrir chi in preda pone Al senso la ragione, Mia vita span'e allor corne al sol neve. Cosi diceva io lasso A quella sospirando, 0 RONSARDO, che amando Adduîto à sera m'ha gia passo passo.

Felice te, che in uso Migliore i tuoi verdi anni Spendeste, e fuor d'affanni Onde s'e il nome tuo si chiaro effuso. Da la Garonna al Reno, Da VOceano à l'Alpe, Et da Hibero, e Calpe Oltre ad Emo e Ol^mpo, al Gange in seno. Tu , come il Po di cento Fiumi, correndo, oscura Il nome, hai con la para Tua penna di mille altre il grido spento. Ora in stile alto, or vago Cantando i grandi heroi, Ora i dolci ardortuoi, Accesi à i raggi di céleste imago.

0 virtu fortunata De la mia chiaraduce,

382 Odes.

Che à tuoi di nacquc : or' luce Ne i dotti versi tuoi colta t pregiata. Ne men felice ancora L'alta e real beltate, Et l'altre doti amate Di quella , che or da noi lun^e dimora. Di quella , che sen gio Al nido suo paterno, Quai Colomba , che'l verno Prevede il tempo nubiloso e rio,

Il tempo, che ha monstrato Quanto misero e il gregge Cui frena incerta legge Lungi dal prisco suo sentiero usato !

Con opra si divina , Che [quai pel grande Homero Aspro conteso fero Smyrna, Argo, Rhodo, Athene e Salamlna)j Luer, Meno, Sartra e Lera, Contenderanno un giorno Ciascun portar sul corno, Bramando il nome di tua patria altéra.

LE

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