‹ Raphael d'Urbin et son père, Giovanni Santi (volume 3)Chapitre 45 sur 81 · A Sœt ONCLE SIMONE aAHLA · texte numérisé non relu

A Sœt ONCLE SIMONE aAHLA

Al mio carissimo Zio Simone di Baititta di Çiarla da Urbino.

In Urbino.

Carissimo in locho de Pâtre.

Hq ricevuto una vostra a me carissima per intendere che voi* non sete corociato con mecho, che in vero avereste torto , consi-

f. SeloB Rscfaardsonf forigmal se troutait dans la possession du cardinal Albani. Cario Iktratti en atait une copie, d'après laquelle Técrividu anglais put en citer un passage dans son " 7f«fté 4e to fekktwrt (irol. III, p. 462). Hais il n*a pkis été possible d'en retrouver l'original; cependant'le Père Pungileoni eu découvrit une bonne copie dans une chronique d'Urbin de

derando quanto è fastidioso lo scrivere quando non importa, adesso importandomi ve rispondo per dirvi intieramente quaato iû posdo fare ad intenderc. Prima circa a tordona (torre donna) ve rispondo che quella che voi mi volisti dare prima ne son contentissimo e ringratioue Dio del continuo di non haver tolta ne quella ne altra, et in questo son stato più savio di voi, che me la volevi dare. Son certo phe adesso lo conoscete ancora voi, ch'io non saria in locho dove io son, che fin in questo dï mi troro havere roba in Homa per tre mila ducati d'oro , e d'entrata ciaquanla scudi d'oro, perché la Santità di N. S. mi hà dato perche io attenda alla fabrica de San Petro trecento ducati d'oro di provisione, li quali non mi sono mai per mancarc sinche io vivo, e son certo haveme degl' altri e poi sono pagato di quello io lavoro quanto mi pare a me , e hô cominciato un altra stantia per S. S** a dipignere che montarà mille ducento ducati d'oro si che Carissimo Zio vi f6 honore a voi et a tutti li parenti et alla Patria, ma non resta che sempre non vi habbia in mezo al chore, e quando vi sento nominare , che non mi paia di sentir nominare un mio Pâtre , e non vi lamentate di me , che non vi scrivo , ch' io me haveria a lamentare di voi , che tutto il d\ havete la penna in mano, e mettete sel mes! da una Icttera a Taltra, ma pure con tutto questo non mi farite corociare con voi , corne voi fate con mecho a torto. Sono uscito da proposito délia moglie, ma per ritomare vi rispondo, che voi sapete che Santa Maria in Portico me vol dare una sua parente, e con Uceuza del Zio Prête e vostra li promesi di fare quanto sua R"^ Signoria voleva , non posso mancardifede, simo più che mai aile strette, e presto vi a v\îsarô del tutto; habiate patienza, che questa cosa si risolva cosl bona, e poi farô, non si facendo questa, quello voi vorite, e sapia che se Francesco Buffa hà delli partiti che ancor io ne h6, ch' io trovo in Roma una Mamola bella secoudo hô inteso di bonissima fama Lei e li loro, che mi vol dare tre mila scudi d'oro in docta, e sono

Lucantonio Giunta, rédigée au dix-septième siècle , laquelle est consertée dans la bibliothèque Albani à Rome. Giunla avait trouvé, dit-on, cette lettre dans les papiers du duc d*Urbin. Kooi empruntons le texte de cette lettre à VElogio iioHeo di Raffaello Sanii du P. Fungileoni, p. 158.

in Casa in Roma che vale più ccnto ducati qnl, cbc duccnto là sîatene certo. Cîrca a star in Roma non posso star altrove più per tempo alcuno per amore délia fabrica di Santo Petro, che sono in locho di Bramante, ma qnal locho ë più degno al mondo che Roma, qnal impresa è più degna di Santo Petro, ch* è il primo tempio del Mondo, e che questa è la più gran fabrica che sia mai vista che montarà più d'un millione d*oro, e sapiate chel Papahà depntato di spendere sessanta mila ducati Tanno per questa fabrica e non pensa mai altro. Mi ha dato un Comp<*. Frate doctissimo e vecchio de più d' octant' anni , el Papa vede che '1 puol Tivere pocho, hà risoluto S. Santità darmelo per Gompagno ch'è huorao di gran riputatione sapientissimo accio ch' io possa imparare, se ha alcun bello secreto in architectura, acciô io diventa perfettissimo in quest' arte, hà nome fra Giocondo ; et ogni à\ il Papa ce manda a chiamare, e ragiona un pezzo con noi di questa fabrica. Vi prego voi voliate andare al Duca, e alla Duchcssa e dirli questo, che sô Io haveranno charo a sentire che un loro servo si facci honore, e racomandatemi a loro Signoria, et io del continuo a voi mi racpmando. Salutate tutti gU amici e parenti per parte mia, e massime a Ridolfo el quale hà tanto buono amore en verso di me. Alli primo Luglio 1514,

El vostro Rafaël pittore in Roma.

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