A fltANGESOd F&ANGIA
Messer Francesco mio caro.
Rîcèvt) in questo pnnto îl vostro ritratto recatomî da Bazzotio beh €ondîtionato j e sen^a offésa alcuna del che sommamente vi littgratio. Egli è foellis^imo iâ tanto vivo cUie ra'inganno talora, ^redendomi di essere con esso voi, e sentire le vostre, parole. Pregovî à coinpatirmi, e perdonarmi la dilatione e lunghezza del mio che pôr le gravi e Incessant! occupationi non lio potuto sin hora farfe di mia mano, confonne il nostro accordo ; che ve Tavrei tnàndato fatto da qualchô mio giovane c da me ritocco, che non si convifene. Anzi convcriasi per conosccre non potere agua-
I. C*est au comte Malrasia que dou» devons la conuaissance de cette Uttre, qu*U paUa dans sa Feltina PUlriee (Bologne, 1678, t. Il, p. 48). Cependaut il est à regretter ^*il •*ait pas conservé plus religieusement le texte de R&phaèl. La signature mèiue n'*est pas endè, puisque Raphaël, dans les lettres que nous avons de lui^ a signé RaphaeUo ; c*est aiiiKi d*aaleurs que de son temps était généralcm^t écrit son nom.
LETTRES DE RAPHAËL; i§0
gliare il ^^tro. Compatitemi per gratia, perché voi bene ancora avrete provato altro. volte , che cosa voglia dire esser privo deUa sua libertà, e vivere obligato a padrpai, che poi etc. Vimaado iatanto per lo £tessQ che parte di ritorao fra sel giorni, un altro disegno , et è quello di quel prescppe , se bene diverso assai , come vedrete'dall'operato, e che voi vi sete compiacinto di lodar tanio , siecome fate incessantemeate dell' aitre mie cose , che mi sento arrossire , si come faccio ancora di questa bagatella , che yi goderete, perciè più in seguo di obbedienza, e d'amore che per alti'O rispetto. Se in conti'acambio riceverù quello délia vostra i^oria délia Giuditta, io lo riporrô fra le cose più care e preziose..
Mousignore il Datario aspetta con grand' ansicta la sua Madonella, e la sua grande il cardinale Riario, corne tutto sentirete più precisamente da Bazzotto. Iq pure le mirerô con quel gusto e sodisfazione , che vedo , e lodo tutte Taltre , uou vedendone da Bjssun' altro più belle e più divote e ben fatte. Fatevi in tanto animo, valetetevi délia vostra soUta prjidenza e assicuratevi, che sento le vostre afiQitioid come mie proprie. Seguite d'amarmi cotne io vi amo di tutto cuore. Româ di 5 setiembre 1508.
A servirvi sempre obligatissimo Il vostro Rafaelle Sanzio.