‹ Rimes de Pétrarque (volume 2)Chapitre 134 sur 159 · SONETTO LXXV · texte numérisé non relu

SONETTO LXXV

Il dolce e pietoso saluto délia sua Donna lo rende estatico dal piacere.

La Donna che '1 mio cor nel viso porta, Là dove sol fra bel pensier d' amore Sedea, m' apparve ; ed io per farle onore Mossi con fronte reverenle e smorta.

Tosto che del mio stato fussi accorta, A me si volse in si novo colore Gh' avrebbe a Giove nel maggior furore Tolto r arme di mano e 1' ira morta.

r mi riscossi; ed ella oltra, parlando, Passô, che la parola i' non soffersi, Ne '1 dolce sfavillar degli occhi suoi.

Or mi ritrovo pien di si diversi Piaceri, in quel saluto ripensando, Ghe duol non sento, ne sentii ma' poi.

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