‹ Rimes de Pétrarque (volume 2)Chapitre 66 sur 159 · SONETTO XXXVIII · texte numérisé non relu

SONETTO XXXVIII

Non abbia più privilegj quel Lauro, che di dolce e gentile gli si fece spietato.

L' arbor gentil che forte amai nioU' anni , Mentre i bei rami non m' ebber a sdegno, Fiorir faceva il mio débile ingegno Alla sua ombra, e crescer negli affanni.

Poi che, securo me di tali inganni, Fece di dolce se spietato legno, V rivolsi i pensier tutti ad un segno, Che parlan sempre de' lor tristi danni.

Che porà dir chi per Amor sospira, S' altra speranza le mie rime nove Gli avesser data, e per costei la perde ?

Ne poeta ne colga mai, ne Giove La privilegi ; ed al Sol venga in ira Tal che si secchi ogni sua foglia vcrde.

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