SONETTO XLVII
Riconforta se stesso a non istancarsi nel lodare gli occhi délia sua Donna.
I begli occhi ond' i' fui percosso in guisa Ch' e' medesmi porian saldar la piaga, E non già virtù d' erbe, o d' arte maga, 0 di pietra dal mar nostro divisa ;
M' hanno la via si d' altro amor précisa, Ch' un sol dolce pensier V anima appaga ; E se la lingua di seguirlo è vaga, La scorta puô, non ella, esser derisa. .
Questi son que' begli occhi che V imprese
Del mio signor vittoriose fanno
In ogni parte, e più sovra '1 mio fianco,
Questi son que' begli occhi che mi stanno Sempre nel cor con le faville accese ; Perch' io di lor parlando non mi stanco.