‹ Rimes de PétrarqueChapitre 129 sur 168 · SONETTO LXX · texte numérisé non relu

SONETTO LXX

Menlr' ei piange, essaaccorre ad asciugargli le lagrime, e lo riconforta.

Del cibo onde 'I signor mio sempre abbonda , Lagrime e doglia, il cor lasso nudrisco ; E spesso tremo e spesso impallidisco , Pensando alla sua piaga aspra e profonda.

Ma chi ne prima , simil , ne seconda

Ebbe al suo tempo , al letto in ch' io langnisco ,

Vien tal ch' appena a rimirar 1' ardisco ,

E pietosa s' asside in su la sponda.

Con quella man che tanto desiai,

M' asciuga gli occhi, e col suo dir m' apporta

Dolcezza ch' uom mortal non senti mai.

Che val, dice, asaver, chi si sconforta? Non pianger più ^ non m' hai tu pianto assai ? Ch' or fostu vivo com' io non son morta.

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