SONETTO LXXIX
Brama la morte che Cristo sôstenne per lui , e che Laura pure in quello sosteane.
Ogni giorno mi par più di mill' anni, Ch' i' segua la mia fida e cara duce, Che mi condusse al mondo, or mi conduce Per miglior via a vita senza affanni.
E non mi posson ritener gl' inganni Del mondo, ch' il conosco : e tanta luce Dentr' al mio core intin dal ciel traluce, Ch' i' 'ncomincio a contar il tempo e i danni.
Ne minacce temer debbo di morte, Che '1 Re sofferse con più grave pena, Per farme a seguitar costanle e forte ;
Ed or novellamente in ogni vena Intrô di lei che m' era data in sorte ; E non turbo la sua fronte serena.