‹ Rimes de PétrarqueChapitre 155 sur 168 · SONETTO LXXXIII · texte numérisé non relu

SONETTO LXXXIII

Sciolto da' lacci d' Amore, infaslidiloc slanco di sua vita, rilornasi a Dio.

Morte ha spento quel Sol cli' abbagliar suolmi, E 'n ténèbre son gli occhi interi e saldi ; Terra è quella ond' io ebbi e freddi e caldi : Spenti son i miei lauri, or querce ed olmi :

Di eh' io veggio '1 mio ben; e parte duolmi. Non è chi faccia e paventosi e baldi I miei pensier, ne chi gli agghiacci e scaldi, Ne chi gli empia di speme e di duol colmi.

Fuor di man di colui che pungc e molcc, Ghe già fece di me si lungo strazio, Mi trovo in libertate amara e dolce :

Ed al Signor ch' i' adoro e eh' i' ringrazio, Chë pur col ciglio il ciel governa e folce, Torno stanco di viver, non chc sazi.o.

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