‹ Rimes de PétrarqueChapitre 161 sur 168 · SONETTO LXXXVI · texte numérisé non relu

SONETTO LXXXVI

Ei deve la propria salvezza ail?. ?irluosa condolta di Laura verso di lui.

Dolci durezzc e placide repuise, Picne di caslo amore e di pielale; Lcggiadri sdegni, che le mie infiammale Voglie lempraro (or me n' accorgo) e 'nsulse ;

Gentil parlar, in oui cliiaro refulse Con somma cortesia somma onestale ; Fior di virlù, fontana di beltate, Ch' ogni basse pensier del cor m' avulse ;

Divine sguardo, da far V uom felice, Or fiero in affrenar la mente ardita A quel che giustamente si disdice,

Or presto a conforlar mia fraie vila;

Questo bel variar fu la radiée

Di mia salute, che altramente era ita.

St'R LA MORT DE LAURE. 247

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