SONETTO XXII
Chiamava crudele quella che guidavalo alla vlrlù. Si pente, e la ringrazia.
Corne va '1 mondo 1 or mi dilelta e piace Quel che pîù mi dispiacque; or veggio e senlo Che per aver salute ebbi tormento, E brève guerra per eterna pace.
0 speranza, o désir sempre fallace, E degli amanti più ben per un cento ! 0 quant' era '1 peggior farmi conlento Quella eh' or siede in cielo e 'n terra giace 1
Ma '1 cieco amor e la mia sorda mente Mi traviavan si, eh' andar per viva Forza mi convenia dove morte era.
Benedetta colei eh' a miglior riva
Volse '1 mio corso, c 1' empia voglia ardente,
Lusingando, affrenô, perch' io non pera.