‹ Sixte-Quint, d'apres des correspondances diplomatiques ineditesChapitre 15 sur 67 · FRAGMENTS D*UN SERMON PRÊCHÉ A PÉROUSE PAR FRA · texte numérisé non relu

FRAGMENTS D*UN SERMON PRÊCHÉ A PÉROUSE PAR FRA

FELICE (sixte-quint).

Imprimé à Naples, lo 7 février looi, Alli Yergini, per Gillo Allifano;

in-lG. BiblioUù'que Barherini.

. .-.Ma non tolerô già Tantico serpe e malizioso avversario nostro che lungamente tanta félicita godessc si

gran monarchia, tanta giustizia e si belF ordine : imperocchè consapevol del severo e irrevocabir bando che à suon' deir angeliche trombe per tutti li anguli del paradiso intonô : che nissiin di qualsi voglia grado o prcminenzia dell' alber' della scienza del ben' e mal a mczz' il giardino piantato sotto pena della tremcnda disgrazia del gran' signer degli eserciti toccar ardissc : trovô Eva nostra prima madré, e con false lusinghe persuader si forzô, che dal vetalo frutto mangiassc s'acquistar voile Talta equalità delh maestà divina. L'incauta e mal accorta donna dalle finte parole del serpe sedotta, e dalla vaghezza del frutto presa, Tistesso inganno persuadeva ad Adamo suo consorte, quand' egli per compiacerli comminciô a disputar con Dio... Finalmente Adamo, per sodisfar air importuna donna, mangiô il prohibito frutto, e dissubedi al suo • Signore. Incontinente, oimè, gli s'aprirno gli occhi deir humana prudenza e vidde nella sua personna trè brutezze... e confuse e vergognoso s'arrossiva in se stesso, fugiva e s'ascondeva, e toccô eon mani ch' il menti tor serpe Tbavea ingannato : alT hora perche nella concupiscibil' si levô l'odio contra l'amore, la tristizia contra la dilettatione, il dispiacerc contra il desiderio, e nella irascibiF la desperazion' contra la speme. Tira contra la mansuetudine e il limor contra Taudacia : s'armo Giove contra Saturne, il ferro contra Toro, riniquità contra la giustizia, la carne contra la ragione, Adamo contra Dio : ma perché nel contraste ch' c tra huomo e huomo puo restar superior Thuonio, come il giovine David a Golia gigante : tra Iiuomo e diavolo puô restar superior Thuomo, cosi il patiente

Job a Sathana : tra huom' e angelo puô restar superior riiaomo, come il patriarca Jacob ail' Angelo luUatore : ma tra huomo e Dio è impossibile che l'huorno rcsti con honore ; perô ejecit Dominiis Adam de paradiso voluplatis e allora se senti nella mente anil)i/ioso, nel convcrsar maligno, ncl niangiar vorace, neir ingiurie impaziente e nei parlar scorreito : Ove prima nella natura era retto, nella conversation piatoso, nel parlar modeste e nel mangiar temperato ; vidde Tetà viziata, Tinfanzia lorda e stomachosa, la puerzia indolice e avezza, Tadolescenzia lasciva e scorretta, la gioventii precipitosa e pazza, e la vecchiczza sciocca e ribambita : ove dianzi Tinfanzia era innocente, la puerizia savia, Tadolescenzia modesta, la gioventù prudente e la vecchiezza {sic) sanla. Anzi vidde che fin' aile virtù gli minacciarono ingiurie, danni ed onte : in mal servi la bellezza ad Absalonc, la sapienza a Salomone, la fortezza a Samsone, la profezia a Balaam, il sacerdozio ad Aaron, le richezze a Balthasar, e finalmente Tapostolato a Giuda : perô ben disse David, Ps. XLVIII, Hoino cum in honoreesset non intellexit, comparatus est jumenlis insipientibus...

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