ACTE, III SCÈNE VI. 3i
M'ha per vol ferito il cor.
Rispondete a tanlo ardor, E fate entrât y en sto dl forlunalo , Il ntio vascel' tormenlato Nel dolce porto d'amor.
GAMBAHINI, rivale cU GalToITe.
Tu sei malt' d'amar sta bella.
S péri tu quatcfie inercè?
Quest' ainor convien' à te.
Corn' aW asino la sella.
Lizetta è fatta per me.
Corn' io son fatto per ella.
Son qiovan' , le' è giovanella.
Son ftdel, le' è pien' di fè.
Coni' io son fatto per ella, Lizetta è fatta per me.
LIZETTA.
O quanti bechi ,
Balordi è vecchi
Quai bruttataccio!
Quai nazonaccio!
Non voqlio tal servitu.
Ne mi maritaro pi'u.
GALIOFFO.
Voi mi sprezale!
GAMBARINI.
Voi mi beffate!
LIZETTA, GALIOFFO, GAMBAHINI.
Non voglio tal servitù.
Ne mi maritaro più.
3iQ ASTRE E.