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PRIMA PARTE PRINCIPALE

Monténégro confina da un capo con Cattaro, essendovi discosti da qucsta città là suoi villaggi per tre rniglia, con Budua, per altre tanti, con Pastrovichi, con il ducato di Herzegovina, con il lago di Scultari, da Podgorizza per il fiumme Morazza. Fù dominato dall’ 111“° S. Conte Giovanni Cernovichio che ressedeva in Zabiach, piazza di sito fortissimo situata in cima d’ una assai erta collina pietrosa, fabricata alla moderna.

Quesla fortezza con la collina da un canto è bagnala dal fiumme Morazza, da altre tre bande ressiedenel lagosopradetto. E circondata la collina da un borgo de case doicenlo cinquante, li cui habitatori sono per il più debiti alla pescagione. Questi pescano le scoranze et allro, che à suo luoco si dirà. Delle quai case 250 la maggior parte sono Christiani di rito serviano. Nella fortezza vi ressiede solamente il Dasdaro Aggà et padrone Turco che la governa in nome del Gran Signor, d’ entro vi possono esser da quindeci case, non troppo grandi, per il più destrulte con la chiesa, altre volte di San Zorzi, che serve loro per moschea.

Questa prima parte è Monténégro, è constituta da novanta villagi, che fanno case tre mille cinquecento vintiquattro, puô far gente armala da combatter otlo mille vinti selte, frà quali vi possono esser mille archebuggieri; il resto spada, targa e giavarina.

Contiene in se cinque parti.

t. La prima è di villaggi dieci, detla Cattuni.

2. La seconda commandata dal spacbl Vuio nella midolla del monte, contien villagi trenta doi, delta Gliubotlin.

3. La terza Pliesiuzi contien quattro villaggi et questa confina con Herzegovina corne à suo loco si dirà.

4. La quarta Zerniza conlien in se villagi vinticinquc, confina col lago el con Pastrovicbio.

5. La quinla Gliescopoglie, nella quale sono villagi dicenove, confina con Podgorizza.

Si deve avertire nella descritione che il primo numéro che sarà notalo di lettera C. nella margine dinoterà. le case. Il secondo con la lettera G. significherà gentc armata.

Villa Gnegussi, Miraz, Zalasi coimnandata da Conte Nico Raizeu’. C. 200. G. 480.

Gnegussi è siluato nella sotnilà d’ un monte à piedi del quale vi ressiede una campagna che circondata da corona di mouti rappresenta la forma d’ un lealro di lerreno fertilissimo, atto alla collivatione de diverse sorte di biade, chù altre frulti et piante non vi possono persistere dal freddo el gran copia di ncve che tiene coperto quel luoco tal voila per luüo maggio. Mietono h forment et biade d’agosto el di settembre per il più.

Miraz dove si contengono alcune case d’Obod, villa sottoposta al commando del conte Nico Raizeu’ da Gniegussi, fù anlicamente situalo et ascritto nel confin et lerritorio di Caltaro per privileggi degl’ Irnpcralori di Servia fatli a quella maggiore conununilà a Gora nelle mani de Turchi; ô situalo al monte discoslo da Caltaro per il spatio di ire sole miglia; li cui habitatori contesero gran lempo con gl’ huomeni délia villa di Spigliari sol lo osla à Caltaro et situala aile falde del castello, per poscoli et confini. Apportando quegli d’ Obud li termini de confini loro aile soglie dolle porte per cosi dire délia villa di Spigliari, discosla dal castello per un lirai’ d’archebuggio, corroborati in un huchiumo, falto da un tal ferisbeg che per commissione délia Porta di Costantinopoli pose la meta et confini a lutta la Dalmalia et a Caltaro parimente. Onde rillmo S. Franc. Bragadiu, che fù rellore cl proveilitore à Cattaro, personaggio di gran valore et merili, commisse à Ma* riano Bolizza aulorc sopradello F accomodamento d’ un negolio di tanta consequenza, che da lui mauegialo con

diversi sangiachi del ducalo di Scullari et caddi di Monténégro, di Podgorizza, di Scullari et di I’ech, che le fecero testimonianza a sua voglia, condusse questo Irattalo accomodato anco a Coslantinopoli felicemenle à fine. Fù trasportato il cnnfin dal luoco che dicevano quclli d’ Obod in oltre, due miglie per larghezza et otlo per longhezza. Questo tutto viene confermato da huchiumi venuti pure da Costantinopoli et è da moite sue honorale patenli chiara mente espresso.

C. 10. Zeligne comuiandata da conte Bat ri ch Vulatcou’ fà genle armata 170

Zetigne è posta in piano non troppo fertile di qualtro miglie in circa di longhezza et due di larghezza, dove quasi nel fine, presso a quattro grandissimi e ben acconzi pozzid’acqua sorgente e freddissima, I’ 111“° S.ConteGioanni Cernovichio vi fabricô un picciol si, ma bellissimo monasterio di mooaci o calogieri di S. Basilio di rito serviano, nel quai vi ressiede un vescovo con vinticinque calogieri et quaranla al tri, trà chierici et conversi. Questo prelato, corne mitropolito, commanda a tutti gl* habitant! di Monténégro nel spirituale, riconoscendo solamentc il Bm" Patriarcbadi Pech per superiore.

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