CHRISTO
Vna sposa piglîai.
Gui dato haggio 1 mio core :
Di gioie 1* adomai
Per auermene on<Nre :
Lassommi a diaonore,
E fammi gir penato.
lo si r adomai Die gioie et d' onoranza; Mia forma le assignai, A la mia simigliana, Hammi iatta fallama.
Et fammi gir penato.
lo glie donai memoria Ne lo mio piacimento :
De la celiito gloria Glei diei W 'ntendimento ;
Poi glie donai !a Fede, Oi' arfeiDpie intendaim; ■ ' ' diedi
iperaoza;
Accioctie r essercitio Auesse compîmeato ; Il corpo per senûtio Dieiglie per omameiilo, Bello fu lo siromenlo, NoD r aueue scordalo.
Accioche alla auesse lo che se eiercitare ; TuUe le crealure Ter lei yolsi creare;
Accioche ella sapesse
De le qualtra nrtati Si la tdn Testire :
Per lo «DO gran bllire Coo tulta ba addlleralo.
Signor, se là troniuno, El ïuole ritornara; Vuoi che le dicamo, Che glie vuoi perdonare ; Che la pouiam riinre Del pesaimo suo stato!
Dicete a la mia «posa, Che deggia riiienire ; Tal morte dolorosa Non mi iaccia patire :
DELLA SPOSÂ AlrtMA. 391
Per lei vogtio morire ; Si ne 80 itmamôrato.
Gon grande pncimento, FacciogUe perdornanzâ'; Rendog^ 1' ornkmento; Donoglië ima atoistànza ; Di lutta saa Maniiî Si mi sarè' itoèr'dàto.
AHGBU.
0 aima peeeatriûe, Sposa del gran Marito, Gom' iaee m <êela feee Il tuo Tolto politcrf Gom' haï ûm, lui fbgito Ghe amor tal V ha portatoî