Comparez Malherbe, vers 169-186, p. 10 et f i
3a6 APPENDICE.
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« O quanto deimo à Valta gratia Iode Quei fanciaHettiy che moriron santi, Quando la cmdeltà del fiero Herode Per uccideme un sol, n'uccise tanti?
Gh' inabili al mal fare, ed à le frode ; Morir poteron, che peccare inanti; E quasi fior, pria lîan translati in cielo ; Che vento in terra mai gli oltraggi, 6 gelo.
« Quant^ utile fù lor l'età novella, Tanto il me lasso la matura noce.
Essi non negar Dio con la favella.
Corne fec' io per tema de la croce ; An» perche non erano atti in quella, A trar de petti intelligibil voce; Lasciando aprir le pargolette gole, li dieder sangue in vece di parole.
K Non con la lingua, no ; ma con la morte Si fer preconi etemi del suo nome; E le madri vedran ne Talta corte Corona à molti, a cni non vider chiome. O troppo rara sorte (se pur sorte A noi dir lice) senza saper come Si pugna, eteme palme havran di guerra; E andran nel ciel, senza calcar la terra.
< Madri felici, che da vostri petti Sveller vedeste i dolcî, e cari figli;
LES LARMES DE SAINT PIERRE. îa^
Deh non piangete voi lor morte pia.
< Se voi sapeste il fmtto, ch' uscir debbe De la pioggia di quel sangue ionocente ; Quel sangue, che Faltr'* hier la terra bebbe, E'n ciel fia riservato etemamente ; Non pur la morte lor non vi dorrebbe, Ma di quante n' hà il Mondo più contentp Con ragion yi terreste, e più felici:
Di » bei fiori essendo voi radici.
« Con quanto plauso imaginar si pote, Che accolti fian quegli angioletti belli ; Le sedie empiendo, che tanti anni vote Lasciate havean gli spiriti mbelli?
Fra quai suon, fra quai canti, e fra quai note, A schiera à schiera, quei guerrier novelli, Vestiti à bianco, se n'andranno ovanti Al trionfo di Cristo intomo, e innanti ^ »
c Ma io, che debbo altro, che pianger sempre, Fin che piangendo il vecchio corpo atterri Poiche bisogna, che^ furor si tempre, Né dal carcer mortal me stesso sferri?
Ma senza oprar più dolorose tempre, Senza cercer veleni, lacci, o ferri ; Ahi lasso, e non dovria se fosse forte, Bastar la doglia sola à darmi morte' ? »
I. G>mparez les six stances précédentes avec les vers 187 à 358, p. II, la et i3.