‹ Œuvres de P.L. Courier précédées de sa vieChapitre 98 sur 141 · AL STGÎSOR FRANCESCO DANIELE · texte numérisé non relu

AL STGÎSOR FRANCESCO DANIELE

PRIVVTO BIBLIOTECAUlO UEL BE DI NAPOLI, CtC.

Foggia, 24 inarzo IS07,

Si voies hene est, ego valeo. Valeo si ; ma ho avuto febbri e raffredori , ed altriincommodi che ni’lianno insino a queslo momento tolto il piacere di potervi scrivere. Minacciato tuttavia prima che assalito da si fatti malanni , ho presto dato di piglio all’usata medicina, mangiare poco e faticare assai ; con questa panacea, e l’ajuto di Dio, mi son guarito di modo che sto corne una lasca ; e, se sapessi che di voi fosse lo stesso , sarei contento quauto puô essere un galant’uomo. Qui à Foggia, cio è,ira terra latronum, pulhilauoi ladri, ed è un’ arte il rubarcosi onorata e prolittevole, e senza pericoli, che tutti la voglion fare; chi collo schioppo, chi colla penna, e meglio anche al tavolino che alla macchia. Gran fatica si prépara ai futur! Tesei. Ma parliamo d’altro. Questa brutta commissione impostami per commando regum timendorum inproprios greges non va avanti, cosî non posso più sperar di rivedervi cum hirundine prima; anzi dubito e temo di dover più e più mesi stare lontano da voi, il che non era niente necessarioafarmigustarla vostraveramenteaurea conversazione. Affè di Dio, don Ciccio mio , dacchè vi lasciai non ho trovato con chi barattar due parole. Qui vengo a cercar mulli , ma son tutti asini che in vederli mi fanno esclamar : dov’è il caro don Ciccio qui turpi se cernit honestum? Dov’è il padre abate che dovea venir cou me? Ma quanto fù più accortoa non partirsi mai da voi ; e don Giuseppe nostro coll’amabile consorte sua ; e donna Giulia , tutti vi piango; mi pare mille anni di rivedervi tutti. Ma quando sarà, Dio lo sa.

Ora, che vi pare del mio scriver toscano? per me, credo scrivervi crusche volissime volmente ; ma se a caso , questo mio cicalare non fosse proprio di nessuna lingua per voi intelligibile .

LETTRES INEDITES,

basta , v’è noto l’affetto mio, e se non troppo m’iiitenderete, indovinerete almen quanto vorrei, ma non so signiGcarvi meglio. Vale,jaeut me antes, et valeiudînem tuam diligentissime cures.

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