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DEL

Dott. PIETRO BARBAOAIiLiO.

Scopo DEL LAVORO. — Con lo scopo di valutare la durata délia vitalità negli endoparassiti animal! dopo la morte degli ospiti e contînuanti a risiedere negli stessi organi, in oui si trovavano quando Tospite era vivente^ ho istituito délie ricerche, i cui risuUati sono interessantissimi per la biologia générale e per la zoologia medica.

RicERGHii: Gi FATTE. — La letteratura sulFargomento non ci fornisce che scarse^ per non dir scarsissime notizie, e quel che é piû riguardanti* solamente qualche parassita.

Il Rudolphi e poi il Mûller (2) riscontrarono il Bothriocephalus proboscUleus, parassita del Salmone, ancor vivo due settimane dopo la morte e il congelamento dell'ospite.

Oltre a ciô lo Stieda (3), ail' autopsia di una donna di 68 anni^ trovava quindici ore dopo la morte ancor viva una Tsenia saginata^ la quale dal duodeno era riuscita a poter penetrare fmo al pancréas, producendo localmente una soluzione di continuo.

Riguardo ai Trematodi il Braun (4) rammenta che essi sopravvivono di regola alcuni giorni alla morte deir ospite, quando perô presto non avviene uma decomposizione del cadavere,che impedisca la vitalità del parassita. Cosl P. J. Van Beneden (5) potè constatare,

(1) Lavoro deir Istitulo zoologico délia R. UDlvereità di Gatania.

(2) Braun, Vermes, lo Bronn's Klassen und Ordnungen des Thierreichu, Leipzig, 189i-1900; cf. IV, p. 1629.

(3) Stibda, Centralblatl fur BakierioL, XXYIII, 1900.

(4) M. Braun, Loco citato, I.

(5) Van Bbnbdbn, Mémoire sur les Vers intestinaux. Paris, 1858.

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che il Monostomum mutabUe, corne le uova di questa specie (che vive in vart organi di Uccelli d'acqua) davano aegni di vita anche 4-5 giorni dopo la morte deir organismo ospite e che le uova vivevano anche due giorni dopo la morte deir animale che le portava. I Miraçidi rimanevano poco viventi entro il guscio deir uovo quando gli animali,cbe li racchiudevano, erano dati a mangiare aile Ràne ed erano stati da queste digerite da ventiquattro ore.

Inoltre R. Blanchard (1) asserisce che il Trichocephaltts homims sopravvive 48 ed anche 78 ore al rafireddamento del cadavere.

Che pure rO^yum wimicularis sopravviva alla morte deir ospite lo si pu6 desumere da una prova speri mentale del Grassi (2). Egli nel 1879, dopo essersi assicurato che il suo intestino non albergava Ossiuri, ingeri sei femmine di talé Elminto, riscontrate air autopsia di un individuo morto da 24 ore ed ebbe un risullato positivo da taie infe^ione.

Intorno alla Irichina spiralis del Maiale si.hanno alquanti dati. Difatti il Railliet (3) opina che essa résiste in vita tre mesi, pur essendo putrefatta la carne, nella quale trovasi incistata ; il Neumann(4), invece, asserisce che résiste in vita circa cento giorni; ed a ciô il Piana (5) é in grado di aggiungere che la putrefazione délie cami, ancorché giunga allô sfacelo non ne détermina la morte.

Da osservazioni dovute al Normand e fiavay (6) e ad altri si desume che l'Anguillula intestinalis sopravvive alla morte dell'ospite per il fatto che in autopsie poteronsi rinvenire insieme ad essa le larve rabditiformi.

Per il Cysticercus cellulosae del Maiale il Leuckart (7) opina che la vitalità di esso sembra in nessun caso durai*e piû a lungo di 2-3 settimane dopo la morte deir ospite, e ciô anche nei casi di rapport! molto favorevoli, quando, cioé, ne sia impedita la putrefazione. în

(1) R. Blanchard, Traité de Zoologie médicale, I, p. 786, Paris, 1888.

(2) B. Grassi, v. R. Blanchard, loco citato, p. 714.

(3) A. Railliet, Traité de Zoologie médicale et agricole, 2* éd., p. 498, Paris,

(4; L. G. Neumann, Traité des maladies parasitaires non microbiennes des animaux domestiques, 2* éd., p. G93, Paris, 1892.

' (5| G. P. PiANA, Studio sulla Trichina spiralis e sulla Trichioosi . ' la Clinica veterinaria X, n» 8-9, Milano, 1887,

(6) Normand e Bavât, v. Railliet, ioeo citato, p. 560.

(7) R. Leuckart, Die Parasiten des Menschen, Leipzig u. Heideiberg, 1863-76.

VITALITÂ DEGU ENDOPARASSITI 533

^utunno ed in inverno ha egli potuto conservare, adunque/vivi nel loro mezzo fino a 14 giorni i Cisticerchi del Maiale e da ciô ne detrae che gradî profond! di calore non agiscono in alcun modo nocivamente sopra di essi. Oltre a ciô dagli sludi del Perroncito (1) sappiamo che Tha potuto riscontrare vivo oltre il 29° giorno dalla morte deir ospite e tal fatto è stato pure confermato da R. Blanchard (2) per i Cisticerchi délia coscia del Maiale.

Per il Cysticercus bovis sappiamo anche dal Perroncito (3), che si avrebbe la morle nelle carni asciutte e ben conservate entro 14 giorni dalla macellazione, perô di taie Cisticerco ne ha rinvenuti degli esemplari vivi anche dopo 14 giorni nella lingua di Vitello. Oltre a ciô R. Blanchard (4) riferisce che dopo 14 giorni il Cisticerco in pnrola si ritiene morto, mentre lo Zschokke (5), sperimentando sopra se stesso, constatô che non se ne ottiene la morte entro 14 giorni, ma bensi entro tre settimane.

Per il Demodex follicuhrum THenle (6) ha potuto constatare che sopravvive per qualche giorno alla morle dell' ospite.

Infine ricorderô che degli studi dal lato igienico (congelamento, riscaldamento, salatura, etc., délie carni) e sperimentale si son fatti sulla sopravvivenza délia Trichina spiralis, in Italia dal Perroncito, De Capitani, Grassi, Corradi (7), Piana (8) e qualche altro e air Estero dal Leuckart, Krabbe, Chatin, Fjord, Rupprecht, Kûhn, Girard e Pabst, Schmidt, Bouley, André, Fourmant, Mos- 1er (9), etc. Sempre dal lato igienico e sperimentale si son fatti anche degli studl sulla sopravvivenza del Cysticercus cellulosae^ del Cysticercus bovis dal Perroncito, Guzzoni, De Capitani, Caritâ, Lanzillotti-Buonsanti, Lemoigne, Cobbold, Lewis, Pellizzari,

{i) E. Perroncito, Trattato teorico e pratico sulle mulattie più comuni degli animali domeitici, Torlno, 1886 ; cf. p. 198. — 1d., i parassiti deW Uomo e degli animali utili. MUano, 1882; cf. p. 132.

(2) R. Blanchard, loco eitato, p. 390.

(3) Perroncito, / parassiti, p. 230. — Trattato, p. 198.

(4) R. Blanguard, loco eitato,

(5) Zschokke, v. Brusafbrro, Igiene délia came, Torino^ 1898; cf. p. 222.

(6) Henle, V. P. MiNOAzziNi, Zoologia medica» Roma, 1898; cf. p. 368.

(7) E. Perroncito, I parassiii, p. 414-415.

(8) G. P. Piana, loco eitato,

(9) Neumann, loco eitato, p. 356-357.

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Zûm (1), Calandruccio (2), Griglio, Zschokke, Ostertag, Reissmann (3), Marano (4) e qualchedun' altro. Ma tali osservazioni non entrano nel nostro argomento.

Metodo adottato. -7 Per precisare la durata délia soprawivenza délie varie specie di parassiti dopo la morte deir ospite, ho tenuto questo roetodo : Procuravo la morte violenta degli animali con mezzi meccanici (strozzamento, distruzione deir asse cérébrospinale, ecc), perché con mezzi chimici si poteva in moltî casi indurre la morte anche ai parassiti in essi contenuti, quindi H lasciavo esposti air aria alla temperatura delPambiente o ad una temperatura inferiore, che producevo artificialmente. Dopo un certo numéro di ore li sezionavo, ne isola vo con accuratezza i parassiti, e, per assicurarmi délia vitalitâ loro, li ponevo in una soluzione di cloruro di sodio air 1 o/o scaldata a 38® C. trattandosi di Elminti provenienti da animali a sangue freddo, oppure in acqua semplice o calda o fredda. Trattandosi di Protozoi la soluzione di cloruro di sodio la usavo al 0,75 Vo. Questo procedimento, che, del resto, fu largamente adottato dal Perroncito (5) per stabilire la durata di vitalitâ del Cysticercus cellulosae, serve benissimo per riattivare il movimento in quei parassiti, in cui é molto indebolito, e per ridestarlo in quelli, i quali, sebbene vivano ancora, si mantengono per lascai^a vitabilitâ immobili. Deducevo la vitabilitâ dei parassiti dalla vivacité maggiore o minore dei loro movimenti e dal tempo occorrente per ottenerli.

Riguardo aile ricerche istituite sulla vitalité dei parassiti umani, mi son servito di intestini provenienti da cndaveri usati per esercizt anatomici. Da tali intestini toglievo accuratamente i parassiti contenuti e li trattavo subito con il metodo suesposto.

(1) E. pBaRONdTo, 1 parassiti, p. 132*149.

(2) S. Calandruogio, Processo pratico per rendere innocua la carno di maiale panicata. bollettino deli'Accdd. Gioenia di se. naiurali in Catania, fasc. 47, maggio, 1897.

(3) V. G. Savarese, Manuale di ispezione délie cami. Milano, 1900; cf. p. 222.

(4) S. Marano, Sul trattamento délie cami suine leggermente pantcate. Giomale délia Soc, ital. d'igiene, XXI, n« 4, 1900.

(5) E. Perroncito, 1 parassiti ^ p. 119.

VITALITÀ DEGLf END0PARASSITI 535

RisuLTATi oTTENUTi. — I Hsultati délie mie ricerche sono riassunti nelle tavole qui annesse.

CoNCLUsiONi. — I risultati délie précèdent! osservazioni permettono di trarre le seguenti conclusioni :

l"" Corne legge costante gli endoparassiti animali sopravvivono per un tempo più o meno luogo ai loro ospiti.

2^ La resistenza vitale varia : a) A seconda délia specie e délia classe a cui appartengono i parassiti. h) A seconda dello stadio vitale in cui i parassiti si trovano.

3** I Protozoi parassiti e commensali dei Vertebrati a sangue caldo hanno, dopo la morte deir ospite, una resistenza minore di quella dei Protozoi parassiti degli animali a sangue freddo.

4»> Rispetto ai Verrai si puô dire che i Trematodi ed i Cestodi aduHi hanno una durata di vitalit& minore di quella dei Nematodi adulti. '

Questi dati hanno un valore per spiegare quanto viene ammesso da taluno circa le migrazioni dei parassiti dopo la morte degli ospiti. Infatti taluni hanno sostenuto che le sédi aoomale, in cui sono stati riscontrati molti parassiti nelle autopsie, non erano quelle che gli Elminti occupavano allorchè Tospite era în vita. Queste ricerche, dimostrando per una quantità di parassiti la vitalità dopo la morte dell' ospite, danno la massima probabilité a tali migrazioni post-mortem.

I dati sopra riportati, specialmente quelli che riguardano rUomo, possono avère un certo interesse per la biologia générale e per la medicina légale. Infatti per la prima é importante di conoscere la durata délia vitalità délie forme parassitarie incluse entro i cadaveri, per la .seconda i dati detti sono pur di un certo valore, perché la presenza di-un parassita vi vente o morto in un cadavere puo agevolare il medico-legale a stabilire, con una data approssimazione, Tepoca délia morte deir ospite. Oltre a ciô debbo aggiungere che tutti i dati suddetti riesciranno in certo quai modo giovevoli a chi s'intéressa di studi igienici.

PIETRO BiilBAOALLO

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