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RIGERCHE DI UMBERTO DRAGO

Nel corso di alcune ricerche suirembrione délia Tœnia serrata del Cane e délia T. crassicollis del Gatto fui colpito dal fatto che le ova (1), messe a contatto con succo gastrico rispettivamente di Coniglio e di Topo, e mantenute alla temperatura di 37-38<^, non presentavano alcuna modificazione relativa aU'integrità deirinvolucro esterno.

Perô é cosi generalizzato fra i Parassitologi il concetto che il succo gastrico digerisca il guscio délie ova délie varie specie di Ténia, pervenute che esse siano nello stomaco degli animali destinati ad ospitarne il Cisticerco, che un risultato sperimentale, il quale deponga in senso contrario, deve essere assoggettato a prove reiterate, e ad una critica rigorosa. D*altrocanto l'asserzione dei Parassitologi, rispondente piu che altro a una nécessita biologica per potere spiegare il ciclo evolutivo di detti parassiti, non é stata fin'ora controllata da alcuna prova sperimentale (3).

Fo'osservare prima di tuttoche riesce incomprensibile come mai il guscio di dette ova, il quale generalmente si ritiene di natura chitinosa, possa venirepiu che attacato, digerito dal succo gastrico al quale, com'é'noto, é refrattaria la chitina.

Sulla costituzionechimica di questa membrana non pare esistano dei dubbi: il Cobbold (4) p. es. ira gli altri, ne sostiene la natura chitinosa avvalendosi dell'autorita' del Leuckart, ed afferma che... « The remaining part of the yolk forms a granular mass, being probably concerned in the formation of the true chitinom shell ».

(1) Lavoro deU' Istituto zoologico délia R. Università di Gatania, diretto dal Prof. A. Russo.

(2) Per maggiore intelligenza, mantengo aU'ambrioforo la comune denominazione di a ovo ».

(3) V. appendice in fine.

(4) T. Spbnger Gobold, Parasites; À treatiseon theEntozoa ofman and animais.

Archives de Parasitologie, X, n* 3, 1906. 21

Dopo di questi autori tutti gli altri che si sono occupati deir argomento non hanno affermato diversamente.

Per quanto concerne l'azione digerente spiegata dal succo gastrico su questa membrana, e la consecutiva fuoruscita délia larva esacanta, mi basti per tutti menzionare il Railliet (t) il quale scrive che : « Dès qu'ils (fe ova) sont parvenus dans l'intestin, leur coque est détruite sous Taction du suc gastrique et Téclosion a lieu y>, e il Blanchard (2) parlando dell'ovo délia T, serrata afferma che « les sucs digestifs dissolvent la coque, et Tembryon est mis en liberté ». Ma, in contrapposto a queste asserzioni, i chimici e biologi, fra cuii rUollemaniQ (3) ed il Luciani(4), insegnano che la chitina,[come avanti ho accennato, é refrattaria aU'azione del succo gastrico.

Date queste considerazioni contradittorie, e la mia osservazione precedentemente ricordata, ho creduto di intraprendere délie ricerche suH argomento, non col preconcetto di distruggere un* asserzione la quale rientra nel dominio délie nécessita' biolo giche, ma per constatare se ne fossero esatti iparticolari ele condizioni invocate, ed il meccanismo cosi semplice. Tanto maggiormcnte mi sono accinto a questa ricerca in quanto che la membrana chitinosa di cui é parola, non é costituita da uno strato contiuuo, ma da bastoncelli radiali disposti in série, corne hanno asserito il Leuckart, e gli autori susseguenti, fra cui il più récente il Mingazzini (5) e come io stesso ho potuto constatare. <( The true shell, dice il Cobbold displays a séries of radiatingand circularlines; the former, however, are more conspicuous than the latter, being due, according to Leuckart to the présence of a séries of fine rod-like chitinous éléments, wich are formed on the external surface of the original true shell-membrane )).

Sarebbe quindi legittimo il sospetto che questi bastoncelli chitinosi quantunque inattaccabili dal succo gastrico, siano tultavia saldati fra di ioro da una sostanza cémentante, sulla quale agendo il succo gastrico, indurrebbe il disgregamento dei bastoncelli e quindi sarebbe resa possibile la fuoruscita deU'embrione.

Una prima série di ricerche sono state eseguite su ova di Tœnm

(i) A. Railliet, Trailé de Zoologie médicale et agricole.

(2) R. Blanchard, Traité de Zoologie médicale.

(3) A. J. HoLLEMANN, Ttattalo di Chimica organica.

(4) LuciANi, Fisiologia delVuomo.

(5) Pio MiNGAzziNi, Zoologia medica.

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serrata e di T. crassicollis. 11 niaterîale, rappresentato dalle ultime proglottidi mature di questi elminti, veniva ricercato nei Cani e nei Gatti che a questo scopo venivano sacrificati. Devo perô far notare corne non mi sia riuscito riscontrare specialmente la T. serrata con quella estrema frequenza colla quale si afferma che essa occorra. Molto probabilmente questa infrequenza é dovuta alla circostanza che fra i Cani da me sacrificati solo pochi erano animali da caccia, la maggior parte provenendo da quelli randagi catturati e fornitimi dal Municipio. Comunque, su un grande numéro di questi animali, solo tre volte ebbi occasione di riscontrare la T, serrata e, su parecchi Gatti, quattro volte la T. crassicollis,

Una seconda série di esperienze, per questa relativa difTicoltâ' di procurarmi il materiale, é stata intrapresa con proglottidi di Tpenia saginata eliminate quotidianamente da un individuo che Tospitava.

Tœnia serrata e T. crassicollis.

Esperienza L — Le proglottidi mature di T. serrata fînamente tagliuzzate vengono poste in una capsula di Pétri insieme a succo gastricodiConiglio ricavatocol metododi Eberle, e acidificato con acido cloridrico in rapporto del 2p. 1000. La capsula col suo contenuto viene posta neU'incubatrice riscaldata a 39<> G. Contemporaneamente in un'altra capsula di controllo contenente un'altra porzione dello stesso succo gastrico acidificato, é messo un pezzetto di muscolo per saggiare il potere digerente délia miscela. Due ore dopo si notano alquanto rimpiccioliti i pezzetti di proglottidi, e nella capsula di controllo il muscolo si riscontra rammollito e di colore sbiadito.

Quattr'ore dopo si osservano assai piu accentuate queste modificazioni, e fmalmente, riesaminati dopo otto ore, si trovano fluidifîcati, irriconoscibili tanto i frammenti di proglottidi che il muscolo.

Analizzato al microscopio il liquido proveniente dalla digestione artificiale délie proglottidi, si osserva un numéro grandissimo di ova libère col loro involucro caratteristico immodificato, e Tembrione esacanto.

Prolungando la digestione peraltre 12 orecoiraggiunta di acqua acidulata, e riesaminato il liquido, le ova si mostrano cogli stessi

caratteri precedentemente acennati, e quindi colla membrana intégra, perô alquanto piu fragile alla pressione.

Esperienza IL — Manîpolazione corne nel caso précédente con risultati identici. Il succo gastrico, [attivo sui pezzetti di mscoluo collocativi per controUo, non addimostra alcuna azione sul guscio délie ova le quali lasciano vedere nel loro interno l'embrione gia 4'8'12-15 ore dopoTinizio délia digestioneartificiale.

I preparati vengono mantenuti neirincubatrice per lo spazio di due giorni e mezzo, dopo il quale le ova continuano a mostrare inalterato il loro guscio.

Esperienza IIL — Quest*esperienza identica alla précédente per quanto concerne la digestione di f rammenti di proglottidi e di muscolo nel succo gastrico, diflerisce in quanto viene completata da contemporaneo cimento dei pezzi in succo pancreatico.

Questo viene preparato con infusodi pancréas fresco di Coniglio, e vi si immettono frammenti di proglottidi e di muscolo che sono esposti alla temperatura del termostato contemporaneamente ai pezzi immersi nel succo gastrico.

Riesaminati dopo 8 ore si riscontra la coUiquazione dei pezzi, mentre le ova, osservate al microscopio, non presentano, corne negli esperimenti precedenti, alcuna modificazione nel guscio. La digestione viene prolongata per 36 ore senza che intervenga alcuna modificazione del génère.

Esperienza IV. — Proglottidi mature di Tœnia crassicollis manipolate come nei casî precedenti, sono messe a digerire in succo gastrico ottenuto col solito metodo dallo stomaco di Mus decumanus e acidificato. In altro recipiente, ésaggiatoil potere digerente mediante i soliti frammenti di muscolo.

La digestione prolungata sino a due giorni, e le intercorrenti osservazioni macroscopiche e microscopiche mentre danno risulsultati positivi per quanto si riferisce al potere digerente del succo gastrico, non lasciano scorgere alcuna modificazione nel guscio deiruovo.

Esperienze V e VI. — Manipolazioni identiche e identici risultati ; solo neiresperienza V. si nota una maggiore fragilité nel guscio délie ova, il quale a una lieve pressione si rompe in vari punti nel senso délie strie radiali.

Esperienza VIL — In questa viene, come perla T. serraiasaggiata

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contemporaneamente l'azione del succo pancrealico ricavato dal Topo per inf uso délia glandola .

L'osservazione prolungala sino a duegiorni non fa rilevarealcun risultato positivo, ma, corne per le esperienze précèdent!, le ova presentano il guscio inalterato, e Tembrione airinterno coi suoi unicini caratteristici.

Pero avendo lasciato per altri due giorni i preparali nel termostato, constatai che al i^ giorno il guscio aveva assunto una certa fragilità dimostrata dal fatto che in moite ova esso si rompeva sotto la semplice pressîone del vetrino, mentre l'osservazione del preparato privo del coprioggetti mi faceva discernere i gusci integri.

Non avendo potuto, per mancanza di materiale, controUare se questa maggiore fragilità, del guscio dipendesse esclusivamente dall'azione digerente delliquido, ovvero da un semplice fatto di imbibizioneagevolatodairazioneprolungatadelcalore, dovetti rimandare il seguito di queste esperienze da altra epoca, tanto più che in alcuni casi avevo visto il fenomeno avverarsi in ova che non avevano subito Tazione dei liquidi digerenti, e provenienti da proglottidi rimaste per parecchi giorni in macerazione neiracqua.

Tœnia saginata.

Piu tardi ho avuto occasione di trovare una fonte inesauribile di materiale in un individuo che ospitava la T. saginata ed emetteva quotidianamente da Iï-8 proglottidi mature di questo elminto.

Ho voluto allora riprendere le ricerche sperimentando l'azione del succo gastrico artiflciale sulle ova di questa Ténia, e a tal uopo ho preparato una soluzione acquosa di pepsina del commercio che ho acidificato con acido cloridrico al 2 o/oo.

Ho quindi sperimentato il potere digerente di questa miscela, non solo coi soliti f rammenti di muscolo, ma ancora coi cubetti e coi dischidialbuminacotta, come si patrica comunemente, e il risultato é stato positivo. in quanto che tanto il muscolo che Talbumina dopo circa sette ore erano fludificati.

Con questa miscela ho intrapreso délie esperienze sulle ova di T. saginata le quali mi hanno condotte a risultati sostanzialmente non dissimili da quelli ottenuti nelle precedenti esperienze. Epperô, considerando che la pepsina, per quando attiva, provenendo per

avventura da animali divers! da quello destinato ad ospitare il Cû ticerms botis non mi avrebbe messo nelle identiche condizioni délia natura, ho volulo conlemporaneamentesperinientare con succo gastrico procuratomi direttamente da tali animali, e relativamente fresco.

Per tanto ho preparato ogni volta una certa quantité di succo gastrico di Vitello valendomi délia mucosa dello stomaco di animali appena uccisi al mattatoio, e ricavandolo col solito metodo di Eberle. Acidificandolo al titolo del 2-4 p. 1000 con acido cloridrico, ne ho quindi saggiato il potere digerente come nei casi precedenti, e assicuratomi di esso ho intrapreso le esperienze.

Esperienza VIII . — Le proglottidi di T. saginata sminuzzate in piccoli frammenti vengono poste in succo gastrico di Vitello ed esposte alla temperatura di 38^-39 nell'incubatrice assiemeadaltra capsula di controllo contenente frammenti di muscolo e di albumina cotta.

Dopo sei ore tutti i frammenti sono digeriti, e il liquido contenente le proglottidi si mostra al microscopio ricco di ova col guscio inalterato e coH'embrione formito degli uncini caratteristici.

Prolungando la dîgestione per moite ore ancora (sino a tre giorni) nessuna ulteriore modificazione si riscontrava nel guscio délie ova, salvo una certa opacita che non sempre permetteva di distinguère attraverso di esso lembrione, e talora alcune leggiere sf rangiature radiali, superficiali dell'orlo esterno. Nei casi in cui Topacità non permetteva di dislinguere gli uncini deirembrione, si poteva sempre constatare la presenza di questo. facendolo fuoruscire daU'involucro mediante pressione sul vetrino.

Esperienze IX, X e XL — Queste esperienze sono state ripetute nelle identiche condizioni e collo stessa tecnica délie precedenti allô scopo si confermarei resultati i quali sono stati perfettamente simili : il guscio délie ova non pare risenta nelT insieme alcuna azione da queste digestioni per quanto prolungate, e per quanto attivo si mostri sui frammenti di muscolo e suUe parti molli délie proglottidi e sulfalbumina cotta; perô si nota ancora quella condizione, precedentemente accennata, délia sua maggiore fragilità la quale fa si che alla pressione si rompa, e accentuando la pressione i frammenti vengano in parte rimossi dall'embrione.

Esperienza XII, — Constatata l'attivitâ del succo gastrico sulle parti molli délie proglottidi, sui frammenti di muscolo, e sullal-

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bumina cotta, ho voluto fare a meno di frammentaré gli anelli délia Ténia che ho quindi inimessi interi nel liquido digerente.

11 risultato é stato conforme airaspettativa, poiché già alla 4> ora é avvenuta la compléta colliquazione délie proglottidi, e quindi nel liquido non si sono osservate al microscopio che ova libère.

Ma con questo esperimento ho voluto mettermi ancora più precisamente nelle condizioni naturali, ed ho quindi trattato le ova che avevano gia subito Tazione del succo gastrico con bile e successivamente con succo pancreatico ricavato dallo stesso animale di récente ucciso.

Il risultato corne in tutti i casi precedenti é stato negativo per quanto si riferiva alla digestione del guscio chitinoso. Perô moite délie ova, che si presentavanointensamentecoloratein verdescuro per la bile, si schiacciavano in seguito alla sovrapposizione del vetrino, la quale aveva per elîetto di rompere in parecchi punti il guscio, con fratture nel senso radiale, che permettevano talora con qualche leggiera pressione la fuoruscita dcU'embrione.

Esperienza XIII. — Quest' esperienza é stata condotta colla stessa tecnica e nelle stesse condizioni délia précédente. Le ova che avevano gia subito per 4 ore l'azione del succo gastrico, dimostrato attivo sui fram menti di muscoli e sulla stessa proglottide, sono State sottoposte successivamente all'azione délia bile e del succo pancreatico. I risultati sono stati i dentici : ho potuto anche qui constatare con piena convinzione la maggiore fragilità del guscio sul quale bastava apporre il coprioggetti per determinarne la rottura in molti punti.

Dimostrato cosi sperimentalmente inssusistente il concetto che i succhi digerenti facciano scomparire per azione pepolitica il guscio délie ova délie Tenie, come parrebbe dovesse avvenire secondo le asserzioni di molti Elmintologi, ma che invece essi rendono soltanto l'involucro piu fragile, non ho voluto arrestare a questo punto il corso délie mie esperienze, ma ho creduto prudente variarne alquanto le condizioni.

Partendo dalla considerazione che nelle condizioni naturali délia . infezione le proglottidi di questa Teuiae econ esse le ova, nonpervengon nel canale alimentare dei bovini appena emesse dalV uomo, madopo un tempo variabile, ho supposto non inverosimile

che esse subissero una modificazione neirambiente esterno per la quale venisse resa piu accessibile airazione dissolvente dei succhi digerenti la membrana involgente. Tanto piu verosimile mi é sembrata questa ipolesi, in quanto che, come si sa, gli embrioni di varie Tenie conservano per lungo tempo dopo la fuoruscita délie proglottidi dal corpo deranimale ospitatore, la loro vitalité e la capacitâ a svilupparsi in cisticerchi, quando pervengano nelFospite intermedio.

Pertanto ho istituito nuove esperienze mettendo a macéra re in acaua délie proglettidi e cimentandole quindi coi succhi digerenti del Vitello, come per le esperienze precedenti, ad intervalli successivi di 4-7-9-12 giomi.

Esperienza XIV. — Proglottidi in macerazione in acqua sudicia da 4 giorni. Trattamento come nei casi precedenti.

Risultato : dissoluzione délie proglottidi nei succhi digerenti : nessuna alterazione di insieme nei guscio : solo constata bile la consueta f ragilità.

Esperienza XV. — Macerazione prolungata per 7 giorni. Trattamento identico airesperimento précédente.

Risultato : In moite ova il guscio si frattura in parecchi punti appena vi si sovrappone il coprioggetti. Esaminate perô le ova prima di sovrapporre il vetrino sul preparato, soloinalcuni si riuvengono fratture nei guscio.

Esperienza XVI. — Proglottidi in macerazione da 9 giorni. Trattamento successivo coi succhi digerenti del Vitello.

Risultato : come nei casi precedenti.

Esperienze XVII e XVIII. — Dopo una macerazione prolungata per 12 giorni, le proglottidi macroscopicamente si presentano alquanto spogliate délia cuticola, ed attotigliate, e nei liquido maceratore si nota la presenza d'una grande quantité di ova inalterate relati vamente al guscio e airembrione. Queste proglottidi insieme a una certa quantita di ova vengono immerse nei solit liquidi digerenti ed esposte alla stufa.

Risultato : Maggiore fragilité del guscio gié dopo Tazione del succo gastrico, condizione la quale si accentua dopo Tazione délia bile e dél succo pancreatico.

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CONCLUSIONI

I. — Le esperienze su esposte dimostrano sufTicientemente che le digestioni artificiali non esercitano suirinsieme del guscio chitinoso délie ova di Ténia quell^azione dissolvente, attribuita per comune opinione e per nécessita biologica al succo gastrico dell' ospite intermedio, ma esse lo rendono semplicemente più fragile confermando lo refrattarielà délia chitina ai succhi digerenti.

II. — Questa maggiore fragilita é dovuta verosimilmente ail' azione peptolitica esercitata da questi succhi suUa sostanza che cémenta ipezzi chitinosi del guscio. L'azione peptolitica sul cemento é iniziata dal succo gastrico, e il disgregamento dei pezzi chitinosi viene quindi agevolato délia bile e dal succo pancreatico.

III. — Gli elementi chitinosi del guscio cosi di^^'gregati vengono quindi rimossi dalla periferia delFembrione presumibilmente mediante i movimenti intestinali.

IV. — Non é dimostrata sul guscio délie dette ova un' influenza délia macerazione in acqua che agevoli il disgregamento di esso nei succhi digerenti.

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