AL MAGNIFICO MESSER JACOMO CINUCCI, GEN
TILHUOMO SANESE, NOSTRO CARISSIMO, IN SIENA.
[Montalcino, 10 d'Agosto 1557.]
Magnitico messer Jacomo^ essendo voi prigione in questa città^ et hora délia liberatione vostra, molti Sanesi me dicevano che non mi fidassi di voi, perché eravate huomo di poca fede. Il che non volsi mai credere, stimandoli tutti bugiardi. Hora vedendo
clie mancate a la parola vostra^ vego bene che dicevano la verità^ et che io son stato gabato in credere il contrario. Pertanto acciô che io non venghi frustrato de la buona opinione che ho sempre hauta di voi, fate che 1' impromesso per voi sia adimpito, et il più presto che sarà possibile : altrimenie io ci procédera, corne vol la ragione; et a questo non mancate. Non altro, che Iddio vi conservi. Di Montalcino, questo di X™" d'Agosto 1 557. Vostro buono amico.
Biaise de Monluc.
Io vi ho scritto certe cose per un altro mia coramessa a messer Marco Landucci'. Pregovi fer quello che poterete, acciô io sia servito.
(Lettre originale; signature autographe ; Florence; Archives Medicis,/î^:a 1866 ; communication de M. Benoist.)
TRADUCTION