Né en 16G7, mort en
SUPPLÉMENT AUX ŒUVRES EN PROSE. oO;
SOXETTO DEL MEDESIMO AVVOCATO ZAPPI.
La difesa di Lucrezia *.
Che far potea la svenlurata e sola Sposa di CoUatino, in tal periglio ?
Pianse, pregô, ma in vano ogni parola Sparse, in vano il bel pianto usci dal ciglio.
Corne a colomba su cui pende artiglio, Pendeale il ferro in suH' eburnea gola : Senza soccorso, oh Dio ! senza consiglio, Che far potea la sventiirata e sola ?
Morir, lo so, pria che peccar dovea;
Ma quando il ferro del suo sangue intrise,
Quai colpa in se la bella donna avea?
. Peccô Tarquinio, e il fallo ei sol commise în lei, ma non con ella : ella fu rea Allora sol che un' innocente uccise-.
Que suis-je,. dieux cruels! Tempérament funeste, Pourquoi sers-tu si bien un tyran que je hais? Ne t'en applaudis pas, barbare, je déteste Jusqu'au plaisir que tu me fais.
Le corne sono come i denti : al nascer Fan malo, e poi si mangia con essi.
0 Padre, io sono amante. — È poco maie. — Favellai qualche volta... — Innanzi, via. — Strinsi al mio ben la mano. — È cortesia. — Baciai il suo volto. — È cosa veniale. — M' immaginai goder. — Poco mi cale. — Desiderai il piacere. — È una follia. —
Commover mi sentii. — t naturale. —