‹ Correspondance de Rubens et documents épistolaires concernant sa vie et ses œuvresChapitre 20 sur 104 · LE COMTE-DUC OLIVAREZ · texte numérisé non relu

LE COMTE-DUC OLIVAREZ

D'après le portrait peint par Rubens et gravé par Paul Pontius

Spagna il cui Rey sendo ridotto alla extremità fara in questa congiuntura 5ojuîni62g,

ogni sforzo per divertire che la paz tra Francia et Ingliterra non si

restringa in una strettissima confederacione de liga offensiva e defensiva

a suo pregiudicio e danno (i). Che lui porta poter assoluto di S. M. Crist"*

di farla et di trattar particolarmente sopra il Palatinato per trovar modo

di congiunger le forze communi di Francia et Ingliterra per recuperarlo.

Il Cotinton mi disse in confidenza d'haver visto ancora una carta del

Cardenal de Richelieu scritta al gran thesorero che conteneva tutte le

cose sopradette ad verbum.

Sono in questa corte piu fattioni diverse, la una vorrebbe la paz con Espana et la guerra con Francia, di questa e capo il conte Carlil, la seconda e assai maggiore e vorrebbe la paz con tutti et a dir il vero io Credo che il gran tresoriero sia di questo parère et che ancora il conde de Holanda concorrebbe a questo. L'ultima e la peggiore che vorrebbe la guerra contra Spana et liga ofensiva con Francia contra Spagna. E questa piglia gran animo colla venuta di questo Ambasciatore di Francia et fa gran sforzo per via del Ambasciator di Venecia pessimo stromento in questa corte per il disturbo di tutta TEuropa. Gia il Mkrchese de Mirabel mi haveva scritto sopra la commission che lleva questo Ambasciatore di Francia et la serenissima Infanta mi spidi un espresso che non potendo far altro io procurassi di impedir questa liga sopradetta tra Francia et Inguilterra contra Spagna sopra di que ho tratato largamente col Re d' Inguilterra con altro pretesto come V. Ex^ vedera nel papello qui incluso (2) solo diro che S. M* persiste nella resolutione presa de mandar il suo ambasciatore in Spagna et pensamo che voglia d adesso nominar il suggietto sopra di che ho conscrito col Cotinton disiderando che cio cadesse nella sua persona ma lui mi parla chiaro et al parer mio dice la verita che nella sua absenza si correra riesgo ch el negocio si ruini per la fiacchezza di soggietti che Io sostengono, sendo il Veston huomo fredo et pesante nel trattar et che totalmente s'appoggia sopra il Cotinton oltra che vi concorre ancora Tinteresso particolare sendo certo che il Cotinton e qui adesso salito ad un posto tanto eminente et é in si gran voga che sta in punto di far la sua fortuna che non mi par huomo tan imprudente de lasciarsila scappar délie mani. Di manera che

(i) En marge : questo non occorreba sciibere in intero sendo notorio a tutti. (2; Nous n'avons pas ce papier.

3ojuini629. la ditta ambasciatta ben potrebbe venir a parar nel Carlile che mostra ogni buon zelo o vero in Don Gualtero Aston ma il Cotinton prefererebbe il primo per conto di valore et efficacia ma teme che gli potrebbe nuocere la spessa eccessiva che fa in simil occasioni. Fra tanto il Soubise va continuando le sue instanze et io ho scritto a V. Ex* largamente sopra questo particolar colle mie passate del i5 di Giunio, dico bene se tal provisione fosse stata qui pronta il Re d'Inglaterra non haverebbe dififerito un momento di far del canto suo quanto ofïereva sia pero sicura V. Ex* che quando pur io havessi tal provisione in mano io non m alargarej a spendere un scudo senza proveder prima alla sicurta del Re N. S^^ ma se mi e lecito a dir la mia congiettura io non posso credere che non potendo il Re d'Inguilterra salvar quel partito per armi no procurera di farlo per concerti colla occasione délia venuta di questo ambasciator di Francia scrivono di Francia et il medesimo Soubise me Io ha assicurato che la Reyna madré d'ordine del Re haveva fatto liberare délia carcere Madame de Rohan la madré e mandato al ducca suo figluolo a proporgli alcune condicioni di Pace da parte di S. M. (i) Con tutto cio io giudico esser incertissimo il successo et si la ^lostre provision fosse qui prima al mio parer non si farebbe giamai, poiche gia* il Soubise promette di jurar di non entrar in alcun accordo col Rey de Francia senza lassenzo del Rey nuestro senor. Et quando no venesse ad efïecto darebbe il poter far tal offerta con gli efïetti in mano una reputatione y benevolenza incredibile al partito de Espana in questa corte et in primis appresso il Re e tutto il Regno. Il Cotinton mi ha detto in secreto d'haver inteso dal gentilhuomo istesso che fu mandato de il Re de Inguilterra in Olanda ch aveva rapportato Tultima risposta délie stati et il Principe Dorange che tomando o non tomando Bolduc si contentavano dentrar in tratato col Re di Spagna io credo questo esser vero ma pendente il sitio sara difficile si no m'inganno.

E arrivato qui hieri Taltro un Gentilhuomo di Torino favorito del Principe de Piedemonte che porta lettere di gli suoi signori facendo instanza a questo Re perche il negocio de la Paz tra Spana et Inguilterra sia rimesso a sua Alteza dicendo che sua Maesta catolica Tha commesso

(i) En marge : Ma lui non crede che aveva successo perche lor non si possono fidar piu in alcuna promessa o fide del Re di Francia sendo state ingannati tante volte.

con autorita plenaria al Marques Spinola per trattarlo giuntamente in 30 juin 1629.

Italia sopra di che sendo io interrogato ho risposto di non saperne

cosa alguna. Non faccia caso V. E. sopra il negociato del Marques

di Ville poiche e senza alcun genero de fundamento essendosi lui allargato

tanto sopra il particolar del Palatinato che non mi maraviglio che glî

rapportasse buona risposta et a dir il vero io credo che colla sua

facilita lui habbia guasto il negocio et impeggiorato assai la nostra

condicione che si io havesse la commissione corne lui pensava d'haverla

nella faltriquera d'offerir tal cosa mi bastaria di rompere la paz tra

Francia et Inguilterra nel spacio di 24 hore a dispetto del ambasciatore

francese et de tutta la fattion contraria, poi che il Re d' Inguilterra mi

disse di bocca propria che quella paz con Francia si faceva per colpa

nostra perche non si volevano risolvere a dargli oggietto di poter

concertarsi con noi salva la sua fe, conscienza et onore che del resto

lui odiava gli francesi ne si fidareve giamai de loro che in tutti trattati

passati ch avevano tradito et violato sempre la lor fede.

E per non cansar V. Ex^ davantaggio faccio fine e con racommandarmi humilisimamente nella sua buona gracia le bacio le piedi.

Di vostra excellenza humllissimo et obligatissimo servitore

PlETRO PaUOLO RuBENS.

De Londra il 3o Giugno 1629.

Al signor Conde Duca.

Copie à TArchivo gênerai de Simancas. Secretaria de Estado. Legajo 2043, P 176.

Traduction espagnole aux Archives Impériales de Vienne. Cette traduction a été

publiée avec une traduction française par Gachard (op. cit. pp. i33 et 3oi) et par

ROSENBERG, Op. cit. p. 266.

TRADUCTION

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Très excellent Seigneur.

Il m'a paru' nécessaire d'informer Votre Excellence de ce qui s'est passé jusqu'à présent, voyant que la dépèche que je pensais faire avec l'assentiment et le commun accord du roi et de ses ministres subira des retards, et persuadé qu'on la retarde artificieusement pour attendre la venue de l'ambassadeur de

3o juin 1629. France et connaître préalablement ses propositions, de manière à s'attacher ensuite à ce qu'ils trouveront le plus avantageux^ Hier matin, les carrosses du roi allèrent à la rencontre de cet ambassadeur; la veille au soir, M. Edmunds, ambassadeur de Sa Majesté Britannique en France, s'était mis en voyage. On a un peu disputé sur ce que, le roi de France se trouvant si loin, Edmunds ne pourra arriver en Languedoc aussitôt que l'ambassadeur de France à Londres, afin de faire le serment le même jour : mais cette difficulté a été résolue de façon que, nonobstant la présence ici de l'ambassadeur de France, le serment se différera jusqu'à ce que l'ambassadeur d'Angleterre ait fait savoir son arrivée au lieu où est Sa Majesté Très Chrétienne et le jour fixé pour cette cérémonie, et ainsi, entre-temps, il a été convenu avec l'ambassadeur français, lequel se nomme Châteauneuf (on l'appelait ci-devant M. de Préaux), qu'il aura libre entrée et sera admis comme ambassadeur par Sa Majesté et ses ministres pour traiter des choses contenues en son instruction. On l'attend ici dans quatre jours : déjà, comme on le sait publiquement, il a envoyé en avant son secrétaire avec des lettres pour le roi et ses ministres où il les engage à ne pas se presser de conclure quelque traité avec l'Espagne, dont le roi, étant réduit à la dernière extrémité, fera en cette conjoncture tout effort pour empêcher que la paix entre la France et l'Angleterre ne se convertisse en une étroite confédération de ligue offensive ou défensive à son préjudice (i), ajoutant qu'il est porteur d'un pouvoir absolu de Sa Majesté Très Chrétienne pour conclure une telle ligue et pour convenir en particulier des moyens d'unir les forces de la France et de l'Angleterre, afin de recouvrer le Palatinat. Cottington m'a confié qu'il a vu aussi une lettre du Cardinal de Richelieu écrite au grand trésorier, qui contient littéralement les mêmee choses.

Il y a en cette Cour plusieurs partis : l'un, qui a pour chef le comte de Carlisle, voudrait la paix avec l'Espagne et la guerre avec la France; le second, qui est beaucoup plus nombreux, voudrait la paix avec tous : pour dire la vérité, je crois que le grand trésorier est de cette opinion, et le comte HoUand aussi. Le troisième est le pire : celui-ci voudrait la guerre à l'Espagne et une ligue offensive contre elle avec la France ; il est fort enhardi par la venue de cet ambassadeur français et il fait de grands efforts par le moyen de l'ambassadeur de Venise, très mauvais instrument en cette Cour pour la perturbation de toute l'Europe. Déjà le marquis de Mirabel m'avait écrit touchant la commission dont est porteur cet ambassadeur de France, et la Sérénissime Infante m'expédia un courrier exprès, afin que, *si je ne pouvais faire autre chose, je tâchasse d'empêcher ladite ligue entre la France et

(i) En marge : Inutile d'écrire ceci tout au long, la chose étant connue de tous.

l'Angleterre contre l'Espagne. J'ai traité longuement de cette matière avec le 3o juin 1629. roi sous un autre prétexte, comme Votre Excellence le verra dans le papier inclus (i). Ici je dirai seulement que Sa Majesté persiste dans la résolution qu'elle a prise d'envoyer un ambassadeur en Espagne, et nous pensons que dès à présent elle veut le nommer. J'ai correspondu là-dessus avec Cottington. J'aurais désiré que le choix de Sa Majesté tombât sur sa personne ; mais il m'a déclaré clairement, et à mon avis il dit la vérité, que, lui absent, il serait à craindre que l'affaire ne manquât par la faiblesse de ceux qui la soutiennent, Weston étant un homme froid et lourd dans les négociations et qui s'appuie entièrement sur lui. A cela se joignent des raisons d'intérêt particulier : il est certain, en effet, que Cottington s'est élevé maintenant ici à une situation si éminente et à une si grande hauteur qu'il est en train de faire sa fortune, et il ne me paraît pas homme assez imprudent pour la laisser échapper de ses mains : de manière que cette ambassade pourrait bien finir par être confiée à Carlisle, qui montre tout bon zèle, ou à Sir Walter Aston ; Cottington préférerait le premier pour son mérite et son habileté, mais il craint que la dépense excessive qu'il fait en de semblables missions ne lui soit contraire. Cependant Soubise continue à faire ses instances et j'ai écrit longuement à Votre Excellence le i5 juin, mais je dis que si l'argent avait été prêt le roi d'Angleterre n'aurait différé un moment de faire de son côté ce qu'il avait offert. Mais Votre Excellence peut être bien certain que si j'avais cet argent entre les mains, je n'irais pas en dépenser un écu sans songer d'abord à la sécurité du roi, notre Seigneur. Mais, s'il m'est permis de dire ma pensée, je ne puis croire que le roi d'Angleterre ne pouvant pas se tirer d'affaire par les armes n'essaiera pas de le faire par un accord à l'occasion de l'arrivée de cet ambassadeur de France. On m'écrit de là que la Reine-mère, par ordre de son fils, avait fait mettre en liberté Madame Rohan la mère et Ta envoyée au duc son fils pour lui proposer certaines conditions de paix de la part de Sa Majesté. C'est Soubise lui-même qui me l'a assuré. (2) Avec tout cela, je tiens le succès pour fort incertain, et si l'argent nécessaire nous arrivait ici auparavant, je crois qu'on ne le ferait jamais, parce que déjà Soubise promet de jurer qu'il ne conclura aucun accord avec le roi de France sans le consentement du roi d'Espagne. Et, si l'accord ne se concluait pas, la possibilité de faire de tels offres aux effets assurés donnerait une autorité incroyable au parti d'Espagne dans cette Cour et serait principalement agréable au roi et à tout le royaume.

(1) Nous n'avons pas ce papier.

(2) En marge : Mais il ne croit pas qu'on y donne suite, parce que Ton ne peut se fier à aucune promesse ou parole du roi de France qui les a trompés si souvent.

3o juin 1629. Cottington m'a dit en secret avoir appris du gentilhomme même que le

roi d'Angleterre a envoyé en Hollande (i), qu'il a rapporté la dernière réponse des États et du prince d'Orange, laquelle est que, prenant ou ne prenant point Bois-le-Duc, ils sont contents d'entrer en négociation avec le roi d'Espagne. Je crois que c'est la vérité : mais, durant le siège, cela sera difficile, si je ne m'abuse.

L'autre jour arriva ici un gentilhomme de Taurin, favori du prince de Piémont, qui apporte des lettres de ses maîtres où l'on fait des instances à ce roi pour que la négociation de la paix entre l'Espagne et l'Angleterre se remette au duc, disant que Sa Majesté Catholique a commis le marquis Spinola, avec une autorité plénière pour en traiter en Italie. On m'a demandé ce qu'il en était ; j'ai répondu n'en savoir absolument rien.

Votre Excellence ne doit point faire cas de la négociation du marquis de Ville, car elle n'a aucune espèce de fondement : il a fait tant de concessions relativement au Palatinat que je ne m'étonne point qu'il ait emporté une bonne réponse. A dire vrai, je crains que par sa facilité il n'ait été cause que l'affaire ait manqué, et que notre condition se soit beaucoup empirée. Si j'avais eu la commission, comme il pensait que je l'avais en poche, d'offrir une chose semblable, j'aurais eu la hardiesse de rompre la paix entre la France et l'Angleterre dans les vingt-quatre heures, malgré l'ambassadeur français et tout le parti contraire : car le roi d'Angleterre me dit, de sa propre bouche, que cette paix avec la France se faisait par notre faute et parce que nous ne voulions pas nous résoudre à lui donner le moyen de s'arranger avec nous, en sauvegardant sa foi, son honneur et sa conscience ; qu'au surplus il détestait les Français et ne se fierait jamais à eux, qui l'avaient trompé dans tous les traités passés et avaient toujours violé la foi promise.

Je termine pour ne pas fatiguer davantage Votre Excellence, et me recommandant très humblement à sa bonne grâce, je lui baise les pieds.

Pierre-Paul Rubens.

De Londres, 3o juin 1629.

COMMENTAIRE

Un mot sur la partie de cette lettre se rapportant à Soubise. Rubens était chargé de remettre à Soubise, qui à cette époque se trouvait à Londres, l'argent destiné par le roi très catholique d'Espagne à soutenir les Huguenots dans leur lutte contre le roi de France. Il avait laissé cet argent à l'Infante

(i) Le chevalier Vane. \\ était revenu à Londres dans le même temps que Rubens y arrivait.

Isabelle qui voulait s'en servir pour la guerre contre les Provinces-Unies. 3o juin 1629. L'archiduchesse ne pouvait pas s'imaginer que Charles I, qui venait de conclure la paix avec la France, aurait été assez déloyal pour permettre que Soubise enrôlât des hommes et se procurât des navires en Angleterre dont Soubise devait se servir dans la guerre des Huguenots contre Louis XIII, et cependant il résulte des informations fournies par Rubens que Charles I n'aurait pas hésité à favoriser les projets de Soubise si l'argent avait été prêt. Rubens donc, par sa dépèche du i5 juin, dont nous ne connaissons pas le texte, avait demandé à Olivarez de remplacer les lettres de crédit retenues par la gouvernante des Pays-Bas espagnols. Olivarez avait prévenu ses désirs par sa dépêche du II juin et lui avait annoncé l'envoi de nouvelles lettres de change ; mais avant que celles-ci n'arrivassent à Londres, on y avait appris la nouvelle de la paix conclue à Alairs, le 28 juin 1629, entre Louis XIII et les Huguenots. Notons que Philippe IV s'était engagé quelques jours après le départ de Rubens de Madrid à fournir au duc de Rohan, frère de Soubise, trois cent mille ducats par an, à condition qu'il entretînt six mille hommes de pied et six cents chevaux qui agiraient dans le Midi de la France; il lui assurait en outre une pension de quarante mille ducats et une de huit mille à Soubise. (i) Rubens ne pouvait se dessaisir des fonds apportés que si le gouvernement anglais donnait à Soubise le moyen de se procurer des hommes et des vaisseaux. Quand Rubens arriva à Londres, il se trouvait vis-à-vis de Soubise dans une position fausse. Soubise se plaignit qu'on l'abandonnait (2) et insista auprès de Charles I et de ses ministres, afin de les faire -^intervenir pour lui faire remettre l'argent par Rubens et afin d'obtenir l'autorisation de se pourvoir dans le royaume d'hommes et de navires. On lui répondit que le roi ne voulait s'engager que pour autant que l'Espagne le ferait elle-même. (3)

(Il Traité du 3 mai 1629 dans Dumont, Corbs diplomatique, t. V, partie II, p. 582, cité par Gachard. op. cit. p. i36.

(2) Soubise, al quale Tabate ha scritto, in credenza di Rubens, dresser provisto di tulto quello ch'egli desiderava per Tesecuzione délie sue proposizioni, e che perô debba dal suo canto sollicitare Sua Maestà per Tassistanza, sgrida sino al cielo et non lascia pietra che non muova per venire al suo fine, e procura che Sua Maestà facci chiamar Rubens, e gli permetta lo sborsamento del danaro per Teifetto sudetto, sopra la sicurezza che Sua Maestà doni di lasciar correre le provisioni necessarie. (Dépêche de Barozzi du i3 juin 1629, citée par Gachard, op. cit. p. 137.)

(3) Çopô a ver Soubise fatto grandissime instanze perche il re disponesse Rubens a dar il denaro per il suo impiego, e che la Maestà Sua dichiavasse che permet terebbe la le va ta délie provisioni, il re gli ha finalmente risposto che non voleva ingaggiarsi che a ciô che Spagnuoli volevano. (Dépêche [de Barozzi du 22 juin 1629, citée par Gachard, op. cit. p. i38.)

DXCVII 3o juin 1629. RUBENS AU COMTE-DUG D^OLIVAREZ.

Excelleniisimo Sefior.

Ho inteso delCotinton che la proposta fattami del Re di Inghiiterra sendo vinuta a noticia dalcuni pochi ministri e stata dispreggiata e tenuta per imprudente poich'era cosa certa che aquel modo lui non riceveria quella parte si non doppo longissime dilacioni e forse giamai, poiche non mancharanno pretesti al rey nostro signor per collusione del emperador et il Duque de Babiera di proponer sempre novi modi e condiccioni per tirar il negocio in infinito et quando pur alla fine ricevesse questa parte restaria total mente esclusa con buona raggione di tutto il restante, perche el rey nuestro senor havera sodififato e quei principi no s' haverano obligato a niente, ma quando si volesse sperar ne qualque profito piu tosto per la discretione di la parte che per obligo del concerto si doveva al meno perfigere un termino limitato di tempo compétente alla grandezza del negocio et per consequenza alla restitutione délie piazze, sopra di che il Re mi haveva pressato molto, ma io lo scusai con dire che la dilacione non procederebbe del canto del rey nuestro senor ma degli altri che dovevano intravenire in quella conferenza et che era cosa injusta voler che lui respondesse e sobligasse per altri, che non dependono délia sua volunta.

Hanno tenuto ancora discorsi qui et il Re medesimo men ha parlato con affetto che saria bene di proponer qualque casamento entre gli figluoli del Palatino e del fratello del Duque de Babiera ma nessuno ha noticia délia età e qualita di questi fianciulli ma quando ci fosse conformita tutti Tapprovano.

Le due memorie incluse sono luna del Soubise sopra una impresa particular di un terzo come v. excellenza vederâ nel suo billieto.

Laltra e del conde de la Val cogniato del Duque de Bullon v. excellenza vederà il contenuto e potra giudicharne conforme il suo prudente giudicio certo e chegli e principalissimo in quel partito et di gran seguito. Io non ho potuto scusar de mandar queste papelle a vostra excellenza per l'instanza che mi facevano e sara bene che al manco venga qualque risposta di complimento.

Protestava il Re che non fu giamai per il passato daltro pensiero 3o juin 1629. ne haverebbe potuto per le cause sudette far davantaggio di quelle che offensse di far adesso, ansi che la sua inclinacione erà megliore adesso che quando stava in Espana con speranza d'haver la sua pretensione dessere cogniato de S. M^ Catolica.

PlETRO PaUOLO RuBÈNS.

Londres, a 3o de junio 1629.

Copie. Archivo gênerai de Simancas. Secretario de Estado. Leg. 2043, fol. 175.

Traduction espagnole aux Archives Impériales de Vienne, publiée par Gachard, op. cit. p. 3o5, et par Rosenberg, Rubensbriefe, p. 269. Le texte original italien n'a pas encore été publié.

TRADUCTION

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Monseigneur.

J'ai appris par Cotington que la proposition que m'a faite le roi étant venue à la connaissance de quelques-uns de ses ministres, elle a été blâmée et considérée comme imprudente, parce que c'était chose certaine que de cette manière le roi n'aurait les places du Palatinat qu'après des délais très longs et que peut-être il ne les recevrait jamais, car les prétextes ne manqueraient pas à la Cour d'Espagne avec la collusion de Tempereur et du duc de Bavière pour mettre toujours en avant de nouveaux arguments et des conditions nouvelles au moyen desquels l'affaire serait indéfiniment ajournée; dans le cas même où à la fin elles lui seraient remises, il demeurerait exclu et à bon droit de tout le reste du Palatinat, attendu que le roi d'Espagne aurait alors satisfait à ses engagements et que les autres princes ne seraient obligés à rien. Mais, s'ils voulaient espérer quelque chose d'utile, plutôt par discrétion de leur part que pour les besoins de l'accommodement, il faudrait au moins assigner un terme limité, proportionné à l'importance de la négociation et comme conséquence à la restitution des places, sur quoi le roi a beaucoup insisté. Mais je me justifiai en disant que le retard ne proviendrait pas du roi d'Espagne mais des autres princes qui devaient intervenir dans cette conférence et que c'était chose injuste de désirer qu'il répondît et s'engageât pour ceux qui ne dépendaient pas de lui.

Ils en ont encore délibéré ici et le roi lui-même m'a dit amicalement qu'il

3o juin 1629. serait désirable de proposer quelque mariage entre les enfants du Palatin et ceux du frère du duc de Bavière, quoique personne ne s'inquiète de Tâge et des qualités de ces jeunes gens : mais, si entre eux la conformité existait, tous approuveraient Talliance.

Les deux mémoires ci -joints sont : l'un de Soubise sur une entreprise particulière d'un tiers comme Votre Excellence le verra par la pièce.

L'autre est du comte de Laval, beau-frère du duc de Bouillon. Votre

Excellence verra ce qu'il contient et en pourra juger conformément à sa

grande prudence. Il est certain que celui-ci est d'importance dans cette affaire.

Je n'ai su me défendre d'envoyer ces papiers à Votre Excellence à cause de

leur insistance et le moins sera qu'il leur vienne une réponse gracieuse. Le

roi a affirmé qu'il n'a jamais été d'une autre opinion et n'aurait pu pour

lesdites raisons faire davantage que ce qu'il offre maintenant et que plutôt ses

dispositions sont meilleures que quand il se trouvait en Espagne avec l'espoir

de devenir le beau-frère de Sa Majesté Catholique.

Pierre-Paul Rubens.

Londres, le 3o juin 1629.

2 juillet 1629.

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