‹ Correspondance de Rubens et documents épistolaires concernant sa vie et ses œuvresChapitre 35 sur 104 · DON JUAN DE VILLELA AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ · texte numérisé non relu

DON JUAN DE VILLELA AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

J*ai reçu d'Angleterre des lettres de Rubens ; il paraît, suivant ce qu'il dit, que son Altesse Ta avisé qu'elle n'a pas fait connaître le voyage de Don Carlos Coloma en Angleterre et qu'elle attendait de le faire jusqu'à ce que Cottington serait parti de là-bas, ce qui serait une grande faute. Il faut que V. S. ordonne de voir ce qui dans ce sens a été écrit, parce que la résolution, à ce que je comprends, fut qu'en déclarant comme certaine la nomination de Cottington en Angleterre, on déclarerait à Bruxelles celle de Don Carlos, et que, au départ de Cottington, don Carlos partirait aussi de Bruxelles. Oui ou non, il sera bon qu'on envoie une petite lettre à ce sujet, pour qu'elle parte par le même courrier.

Dieu garde V. S. comme je le souhaite. De la maison, le 23 août 1629.

Monsieur Dox Juan de Villela.

DCXXIl

24aoûti6a9. RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ.

Excellentissimo mio Signor :

Havendo ricevuto il dispaccho di V. Ex/ del 26 di Julio il 17 de Agosto, yo me n'andai il giorno siguente a trovar il signor gran tresoriero e D. Francisco Cotinton che stavano in campagna aile lor ville, si corne ancora il Re in una casa discosta di Londra 7 leghe che si chiama Outland, et havendo dato conto a S. M. délia nominacione de D. Carlos Colonnà, mi risposse che restava sodisfatissimo et si rallegrava molto di questa elettione de la persona de D. Carlos, per che lo cognosceva por cavagliero de buonissime parti e ben affettionato al negocio; e domandando io si il signor D. Francisco Cothinton era in ordine de partir presto, per che non si poteva far altro del canto nostro inançi la sua partenza, délia quale io aviserey subito la Serenissima Infanta, per che façeresse venir quanto prima D. Carlos, mi rispose il Re che per certi embarazzi del suo cargo non potrebbe spedirsi prima del fin d'Agosto, si che per il piu tardo parterebbe al principio del mese di Settembre, secondo il stilo vechio. Che mi viene confirmato ancora del gran tresoriero e del istesso signor Cotinton, il quale mi festeggio quella notte nel suo palazzo di villa, nel quale fa una vita di Principi con tutte le commodita imaginabili, qui mi tenue longi discorsi sopra il suo viaggio, solo a solo e non ostante ch'io non gli habbia detto d'haver fatto alcuna rilacione a V, Ex.'' délie propositioni gia avisate, mi demaudo se io pensava che vineria alc2ina risposta sopra il papel sopra di c/ie, ancora mi haveva pressato molto il gran tresoriero. Mi dise il tesorero che il contenuto di questo papel restava tanto secreto ch'el embaxador de Francia, ni de Holanda, ni alcun altro non ne sapevano niente sin adesso. Ma io rispose a Tuno e Taltro ch'io non poteva saperlo de çerto, ma considerando che V. Ex.^ diceva in tutte le sue lettere che non si poteva tratar di lontano, dovendo con molto incommodo e perdita de tempo spedir sopra çiascuna parolla corrieri, io pensava remitteria il tutto per larrivo di esso signor Cotinton in Spanna, che saprebbe miglio dichiarare la intentione di S. M., sendo posto il papel in termini assai

oscuri et ambigui: mi rispose che il papel era assai intelligibile et che 24 août 1639.

io havendo trattato col Re proprio et inteso di sua bocca il senso del

papel, non haveva corne pensava tardato sin adesso ad interpretarlo

chiaramente colle mie lettere a V. Ex/ Yo dissi che ben che S. M.

mi havesse fatto instanza di procurarme la risposta (presupponendo che il

papel andaria col dispaccio de. la nominacione del ambasciatore e del tempo

délia sua partenza), tardando poi ad interrogarmelo piu de i5 giorni,

non mi parve bene tanto piu che non remanava quasi tempo per mezzo

per ppter haver risposta inanci il primo d'Agosto, che fu determinato

per la sua partenza, de rivocar in dubbio sotto alcun pretesto il tempo

délia partenza del ambasciatore ma di lasciar alla discretione e prudenza

de V. Ex.^ de respondere o non. Di maniera che non mi replicarono

altro, et si V. Ex.* risponde o non, sara preso in buona parte. S allargo

pero il sefior a parlar sopra il contenuto del papel et disse che si dubitava

che en Espana s'ingannarebbono in una cosa pensando che si Rtibens

ha saccada esto, los embaxadores saccaran mitcho mas, y me jtirô che

credeva certamente che non gli darian altra instruccion che di proporre

le cose contenute nel papel, e forse ancora con qualque limitation che

non vi e mentionata, come faria del tempo, a sapere ch'el Re nostro

signor promettera de render le piazze nel termino de un anno, o quel

tempo che saria stipulato, et che io rispose ch'io non poteva dir niente

a questo, non havendo ordine alcuno de imbarcarmi piu oltra in alcune

condicioni; che pero il Rey de Inglaterra ne di bocca ne in scrito haveva

concertato alcun tempo, ben che Io haveva domandato. Ma respondendo

io che il Re de Espanna dovendo trattar con altri cio e el Emperador

et il Duque de Baviera come S. M. voleva, non poteva limitar un certo

tempo aile negociationi che dependerebbono la mayor parte d'altri, ne

respondere per laltrui dilaçioni e longezze; et che per queste raggioni

non si era fatto alcuna mentione di tempo nel papel, restandone il Re

nostro signor sodisffato senza replicar davantaggio. In somma mi

continuo de dire che lui non portarebbè altro ordine che se il Re nostro

signor non accettaria le condicioni comprese nel papel de bolverse

luego a Inglaterra, ô al contrario, si el Rey nostro signor fara la detta

promesa di rinovar al instante la paz del anno 1604, et in un tempo

publicarla e con questo ritornarsene a casa, per che il suo cargo di

Hazienda che tiene non suffre sua absenzia. E sopra questo il gran

24 août 1629. tresoriero mi domando caso che dovese allora corne deveria necessariamente andare un altro ambasciator de qui a Spagna, per intravenire en el ulterior trattato, si parimente il Re de Spagna mandaria subito un altro ambasciator in câ et che saria bene di pervenir la nominaçione desde adesso de la persona. lo risposi non saper niente di questo, ma che saria tempo da provederçi non potendo nascere inconveniente nessuno fra tanto, stando D. Carlos in questa corte, che andando de qui quai sorte di personnaggio che forse non poteva di tanto ecçedere le qualita de D. Carlos che non bastasse da parte del Re nostro signor di continuarlo ancora doppo il ritorno del signor Cotinton ; con che il tesoriero resto contento. In tanto il signor Cotinton mi ha incargato de scrivere alla Serenissima Infanta per un passaporto de S. A. per poter entrar liberamente in ogni porto di Spagna o Portugal, per che sin adesso mi par risolto di andare per qualque suo particolar disegno o interes come V. Ex.* ben comprendera a sbarcar a Lisboa mi disse in fine que no saliendo bien con este negocio, esta Jornada lo echaria a perder sin algiin reinedio, et que desde agora V, Ex.'' dévia tener lastima del, plies qne lo hazia solo por su ma7tdado y por las obligaciones que le tiene, que con los demas y partictilarmente con el Rey de Inglaterra fàcilmente se excusara, que bien podrà si quiere V, ExJ" facilita r las cosas, mas porque tiene niiedo que hallaran ay mil dijicultades y no le prestaraft fe en las cosas de supropio servicio, le pareze demuestra (sic) su muer te; (i) e facendo io difficulta di scriver queste cose a V. Ex/ credendo che parlasse di quella maniera per incargar il negocio et accrescerlo tutto a conto di V. Ex/, mi disse de novo che pigliava il Signor idio per testimonio que hablava de veras et que el tiempo diria la verdad, que se havia hecho milagro a sacar este papel del Rey de Inglaterra y de ser approvado de su consejo, en esta congiuntura que los franceses offrezen carta blanca al Rey de Inglaterra solo por impedir esta paz con Espaha. Que la promesa sola de no hazer cosa con Erancia a prejuycio de Espana contenida en los postreros renglones del papel es de tanta importancia, que traviesa y quiebra todos los artificios y machinas de la parte contraria. Il gran tresorero mi dis^e ancora che

\i) Les passasses en es})agnol intercalés dans le texte italien doivent avoir été écrits en chiffres, et déchiffrés en espagnol. Ils manquenl de clarté par endroits.

al arrive del signor Cotinton in Espana se faria la paz in una hora 24 août 1629 ô non si faria giamai : ansi saria forza di far délie cose del tutto contrarie poiche le cose non potevano durar piu nel stato présente. Di tutto questo mi ha parso bene d avisar V. Ex.* refirendole semplicemente quello che mi viene detto da questi signori de che V. Ex.*" podra usar secondo la sua prudenza. Alla quale baciando humilmente gli piedi mi raccomando con ogni summisione nella sua buona gracia.

Di V. Ex/ humillissimo y devotissimo servitore.

PlETRO PaUOLO RuBENS.

Di Londra il 24 d'Agosto 1629.

Qui daranno casa apparecçiata e fornita a D. Carlos Colonna e sara bene di proveder per tempo similmente una per D. Francisco Cotinton a Madrid.

Copie aux Archives de Simancas. Legajo aSig, folios 40 et 41. Publié par Cruzada Villaamil, op. cit. p. 190, et par Ad. Rosenberg, op. cit. p. 284.

TRADUCTION

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Excellence.

Ayant reçu, le 17 août, la dépêche de Votre Excellence datée du 26 juillet, je m*en allai le jour suivant trouver le grand-trésorier et Sir François Cottington, qui habitaient leurs maisons de campagne, ainsi que le roi qui résidait dans un de ses châteaux, éloigné de Londres de sept lieues et nommé Outland. Ayant rendu compte à Sa Majesté de la nomination de don Carlos de Coloma, il me répondit qu'il était très satisfait et se réjouissait beaucoup de cette élection de don Carlos, parce qu'il le connaissait comme un cavalier d'excellente réputation et bien disposé pour cet accommodement, et comme je demandais si Sir François Cottington était prêt à partir bientôt, parce que de notre côté nous ne pouvions rien faire avant son départ, dont j'informerais immédiatement la Sérénissime Infante pour qu'elle fasse venir le plus tôt possible don Carlos, le roi me répondit qu'à cause de certains embarras de sa charge il ne pourrait se mettre en route avant la fin d'août ou le commencement de septembre, vieux style. Ceci me fut encore confirmé par le grand-trésorier et par Sir Cottington lui-même qui cette nuit-là me reçut à une fête dans son palais

24 août 1629. de la ville, où il mène une vie de prince avec tout le luxe imaginable. Il me tint en tête-à-tête un long discours au sujet de son voyage, quoique je ne lui eusse pas dit que j'avais fait quelque rapport à Votre Excellence des propositions que je vous ai fait connaître. Il me demanda s'il arriverait quelque réponse sur la déclaration au sujet de laquelle le grand-trésorier m'avait questionné aussi d'une manière fort pressante. Le trésorier me dit que le contenu de cet écrit était resté tellement secret que ni l'ambassadeur de France ni celui de Hollande ni aucune autre personne n'en savait rien jusqu'à présent. Mais je répondis à l'un et à l'autre que là-dessus je ne savais rien de certain, mais considérant que Votre Excellence disait dans toutes ses lettres que cette affaire ne pouvait pas se traiter à distance, puisque pour chaque parole on devait expédier un courrier, ce qui causait un grand dérangement et une considérable perte de temps, je pensais qu'on remettrait le tout jusqu'à l'arrivée de Sir Cottington en Espagne, qui serait à même de mieux expliquer les intentions de Sa Majesté, la déclaration étant rédigée en termes assez obscurs et ambigus. Il me répondit que le document était fort intelligible et que moi ayant traité avec le roi et ayant appris de sa propre bouche le sens de l'écrit, il pensait que je n'avais pas attendu jusqu'à présent pour l'interpréter clairement à Votre Excellence dans mes lettres. Je dis que bien que Sa Majesté eût insisté auprès de moi pour que je me procure la réponse (supposant que l'écrit partirait avec la dépêche annonçant la nomination de l'ambassadeur et le moment de son départ), comme elle avait tardé plus de quinze jours à m'interroger sur l'affaire et considérant qu'il restait à peine le temps nécessaire pour avoir une réponse avant le premier août, vu qu'elle devait être déterminée par le départ de Cottington, je ne désirais mettre en doute sous aucun prétexte le moment du départ de l'ambassadeur, mais que je préférais de laisser à la discrétion de Votre Excellence de répondre ou non. Il s'en suivit qu'ils n'insistèrent point et que si Votre Excellence répond ou ne répond pas on prendra de bonne part ce qu'elle fera. Sir Richard Weston se mit ensuite à parler du contenu de l'écrit et dit qu'il doutait qu'en Espagne on se trompât là-dessus et qu'on pensât que si Rubens avait obtenu pareille concession, les ambassadeurs obtiendraient bien davantage et il me jura qu'il croyait bien certainement qu'on ne donnerait d'autre instruction à Cottington que de proposer les conditions consignées dans la déclaration et peut-être bien avec quelque restriction qui n'y est point mentionnée et qui aurait rapport au temps, à savoir que le roi notre Seigneur promettrait de rendre les villes du Palatinat dans le délai d'un an ou d'un autre laps de temps qui serait stipulé; je répondis que je ne pouvais rien répondre à cette conjecture, n'ayant aucun ordre de m'embarquer plus avant dans la discussion d'aucune condition à stipuler; que cependant le

roi d'Angleterre ni de vive voix ni par écrit n'avait déterminé aucun délai 24aoûti62q.

bien que je lui eusse demandé de le faire. J'ajoutai que le roi d'Espagne

devant traiter avec d'autres princes, notamment avec l'empereur et le duc de

Bavière, comme le roi d'Angleterre le désirait, il lui était impossible de

déterminer le temps que dureraient des négociations qui, en majeure partie,

dépendraient d'autrui et qu'il ne pouvait donc répondre ni de leur durée ni

des retards qui pouvaient se produire et que pour cette raison il n'était fait

mention dans le papier d'aucun terme, le roi d'Espagne restant satisfait sans

répliquer davantage. En somme, il s'en tint à dire que Cottington ne serait porteur

d'aucune autre instruction; que si le roi d'Espagne n'acceptait point les conditions

contenues dans l'écrit, il retournerait aussitôt en Angleterre et que si, au

contraire, le roi notre Seigneur tenait sa promesse, la paix de 1604 serait

renouvelée à l'instant, qu'elle serait publiée et qu'il en rapporterait le texte

en Angleterre, parce que les affaires d'État, dont il a la direction, ne souffrent

point qu'il s'absente. Et là-dessus le grand-trésorier me demanda si dans le

cas, qui certainement se présentera, qu'un autre ambassadeur devait se rendre en

Espagne pour négocier le futur traité, le roi d'Espagne enverrait également sans

tarder un autre ambassadeur à Londres et ajouta qu'on ferait bien de faire

connaître dès à présent son norp. Je répondis que je ne savais rien de la

question, mais qu'on avait le temps de régler cela, aucun inconvénient ne

pouvant résulter du retard, puisque don Carlos Coloma résidera en cette cour,

et que, si lui partait, aucun autre homme d'État ne pouvait le dépasser

beaucoup en qualité et qu'il n'y aurait donc aucun inconvénient à le maintenir

ici jusqu'au retour de Sir Cottington. Cette réponse satisfit le trésorier.

En attendant. Sir Cottington m'a chargé d'écrire à la Sérénissime Infante pour

obtenir un passe-port qui lui permettrait d'aborder librement dans quelque

port d'Espagne ou de Portugal que ce soit. Il me semble ressortir de ces

paroles que jusqu'à présent il est résolu à débarquer à Lisbonne pour l'un ou

Tautre motif, comme Votre Excellence le comprendra bien. Il me dit à la fin

de notre entretien que s'il ne se tirait pas bien de cette affaire, ce voyage

aurait pour effet de le perdre sans remède et que dès à présent Votre Excellence

devait avoir pitié de lui, puisqu'il n'a accepté la mission que parce qu'elle l'avait

ordonné et à cause des grandes obligations qu'il lui avait. Auprès des autres

et auprès du roi d'Angleterre il s'excusera facilement. Votre Excellence pourra

bien, si elle le veut, faciliter les choses. Il l'espère surtout parce qu'il craint qu'ils

y trouveront mille difficultés et qu'ils n'ajouteront pas foi à la réalité de son

mandat. Sa perte lui paraît inévitable. Et, comme je faisais difficulté de

rapporter ces choses à Votre Excellence, croyant qu'il parlait ainsi pour.

exagérer les difficultés de l'affaire et mettre toutes choses sur le compte de

24 août 1629. Votre Excellence, il me dit de nouveau qu'il prenait Dieu à témoin qu'il disait

la vérité et que le temps le prouverait. Il prétendait qu'il avait fait un miracle en

obtenant du roi d'Angleterre cet écrit et en le faisant approuver par son Conseil,

surtout que les Français offraient carte blanche uniquement pour empêcher cette

paix avec l'Espagne. La promesse seule, disait-il, de ne rien traiter avec la France

au préjudice de l'Espagne, contenue dans les dernières lignes de l'écrit, était d'une

importance telle qu'elle suffisait pour empêcher et déjouer toutes les intrigues et

toutes les machinations de la partie contraire. Le grand-trésorier me dit encore

que l'arrivée de Sir Cottington ferait conclure la paix en une heure ou bien

qu'elle ne se ferait jamais. Il y aura donc nécessité absolue de faire les choses de

façon autre qu'on ne les a faites jusqu'ici, puisqu'elles ne peuvent rester dans

l'état actuel.

De tout ceci il m'a paru bon d'aviser Votre Excellence. Je ne vous rapporte

que ce que je tiens de ces seigneurs; Votre Excellence en fera l'usage que lui

dictera sa prudence. Sur ce, je baise humblement vos pieds et me recommande

en toute soumission à votre bonne grâce.

De Votre Excellence le très humble et très dévoué serviteur,

Pierre-Paul Rubexs.

Londres, le 24 août 1629.

Ici l'on donnera à Don Carlos Coloma une maison toute préparée et meublée; il sera bon d'en agir de même à Madrid pour Sir Francis Cottington.

DCXXIII 24aoùti629. RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ.

Excellentissimo mio sigiiore :

Per sodisfar a gli commandamenti di V. Ex.% diro quel tanto che ho potuto penetrar toccante le negoçiaçioni del Embasador de Francia che persévéra a cerchar de storbar in tutti modi landata del signor Cotinton in Spana, o de rendirla inutile, ma sin adesso non ha potuto con tutta la sua industria far bresçia nel animo constante del Rey de Ingalaterra che persévéra nel suo buon proposito ; et a dir il vero la nominacione di Don Carlos Colonna ha risuscitati gli animi délia nostra fattione e mortificato assai la parte contraria. V. Ex.^ lo creda pure

corne l'Evangelio. Ho inteso di buona parte ch'el su detto embajador 24 août 1629.

offerisce al Rey de Ingalaterra çarta bianca a far liga offensiva y

deffensiva contra Espana e tutta la casa de Austria, senza domandar

assistenza nella guerra de Alemana de gente ô dinari del Rey de

Inglaterra, ne flota per deffesa de Francia 6 offesa de Espana, obligandosi

il Rey de Francia de recuperar il Palatinato e di sostener la liberta de

Alemana colle sue forze et à spese proprie et daltri confederati, sotto

condiçione pero che il Rey de Inglaterra permettera a gli suoi vasalli

di formar compagnie con Hollandesi per andar juntamente a damni

délie Indie Orientale et Ocidentale, de che si trata qui con gli deputati

venuti a questo effetto gia molti mesi sono, ne secondo che posso

intendere viene ritardato per altra causa che per non discutir il trattato

con Espana. Ht aquesto credami V. Ex/ esser de grandissimo effetto

la promessa del papel de no innovar cosa alcuna a pregiudicio de

Espana, e senza fallo saffretta tanto il ritorno del signor Cotinton de

Espana à fine che no venendo acçettate le propositioni avisate, possino

subito pigliar risolutione di abbracciar le oferte de francesi, et in çio

concorre questo Embajador de Francia, vedendo de non poter impedir

la Jornada del Cotinton, procura che vada quanto prima sotto condiçione

de tornar subito, caso che il Rey de Espana non voglia obbligarse a

far rendere subito tutto il Palatinato, potendo disporre S. M. cattolica

come lui diçe assolutamente del Emperador, che in questa congiuntura

sendo il Rey nostro signor tanto basso et imbarazzato con la guerra

de Flandes non deve il Rey de Inglaterra contentarse de poca cosa,

poiche se non alcanza adesso tutto quello che vuole sara culpa e

dappoccagine sua, vedendo la Espana infestata da tutte le parti per

mare e per terra da Holandesi et aspettando di peggio per larmi

francessi in Italia e per la Picardia in Artoys et Haynault. Sobliga

questo Embaxador de Francia de mantener queste sue offerte sino al

ritorno del signor Cotinton de Espana che si ritornara re infecta, lo

credo certamente che saranno abbraçerate le condicioni sopradette senza

alcuna defificulta, non per che speri il Rey de Inglaterra ch el Rey de

Francia sia per mettere in essecutione alcune de queste sue proposte ô

mantener le sue promesse piu di quello che giamai ha fatto per il

passato, ma per che potra far quel trattato con reputacione et appareriza

de gran vantaggio appresso il mundo. Mi ha protestato piu volte S. M.

24aoùti629. che si potcsse salvar la sua reputatione et onore d'altra maniera che in conformita délie condicioni avisate, contenute nel papel, non differirebbe un hora di conchiudere la paz con Espana de corona à corona senza alcun vantaggio piu che la passata. E so certo che nel animo suo stima mille volte piu Tamicitia semplice con Espana che tutte le offerte de Francia, e maledice il giorno che giamai il Palatino venne alla sua noticia. Questo e quanto posso dire a V. Ex/ in questa materia.

UAmbasciator d'Ollanda ebbe gli giorni passati udienza del Re e fù remesso a comissarii fra quali furono il gran tresoriero et il signor Cotinton, a gli quali fece una predica quasi de una hora, essagerando grandimente il periculo grande nel quale si ritrovano le provincie confederate si non venivanno soccorse prontammente de gran somma de danari e numerosa gente da gli lor confederati ; che lui non trovo giamai buona Timpresa di Bolducq, ma poiche se erano impegnati sotto quella piazza contante le spese e travaglr, non potevano abandonarla senza la lor total rovina, per che il populo sendo essausto per tanti sussidii si alborotteria se non venisse ad effetto che tutti gli dinari spesi nel apparato e dal primo giorno de quel assedio furono tolti da particularià interesse, che per la longa durata délia impressa oltra le spesse straordinarie se presupone da quelli che cognoscono Thumor de questo Ambasciator et de gli stati, che essaggerasse nel supremo punto le lor necesita e forse piu de la verita per movere il Re a compassione et a dargli soccorso. Pur se crede la mayor parte di quello che dise esser vera che sono sforzati di fare per resistere al conte Henrico et a fortificar il Paese de la Belulba, con trinçere e canali montan a tal somma che pare sia imposibile de continuar il gasto o de poterla pagar giamai. Per çio domandano come ho ditto soccorso de dinari et de gente diciendo che per tante diversioni bisognava proveder da per tutto il circuito délia Belulba et ogni luoco e fortezza oltre le citta, poste sopra rissel et a confini de la frisa. E certamente che per questo et la continuatione del assedio de Bolducq sia necessario un essercito de sessanta mille combattenti, si fece il computo che stavano adesso a servicio de stati, colle levate fatte per suetia, che gli stati hanno ritenute al suo servicio, che pero non biene ben inteso qui ne dal Re di Suetia et si crede sarano sforzati a lasciargli passar oltra con promessa che s'inviaranno altretanti de qui et le compagnie délie Indie da dieci a

dodeci mille fantl ; non si ha potuto per çio scusar di permettere 24 août 1629.

al Ambasciator di far qualque levata in questo Regno che non fu

accordata sin adesso. Al fine del suo discorso si rivolto l 'Ambasciator al

signor Cothinton et li disse che gli pareva strano che in veçe de

assistere gli suoi confederati, il Re volesse trattar de pace col nimico

commune, che solo il suo viaggio in Spagna darebbe una tal apprensione

al mondo che quelli ch ebbero qualque speranza nella amicitia de S. M.,

se perderebbono d'animo, et ch*era ben apparente che facçendo il Re

una demostratione tanto perniçiosa al suo partito de mandar y ricevere

Ambasciatore publicamente, il negocio doveva esser piu avanzato che

non si pensava. Ansi conchiuso, gli fu risposto che nel medesimo tempo

S. M. enviarebbe Don Henry vien (Vane) per complir colli stati

conforme al obligo délie lor confederaçioni, etc.

Yo non ho talento ne qualita de dar consiglio à V. Ex.% ma ben considero de quanta consequenza sia questa pace, che mi pare il nodo délia catena de tutte le confederaçioni d'Europa, la cui apprehensione sola causa hormai de grandi effetti et ancora quasi comprendo quanta alteraçione et acerbita risultaria de la rottura délia Prattica, et si ella fosse totalmente desperata se vederebbe in brève tempo voltar e mutarsi la forma del stato présente ; et ancor ch4o confesso che per il Rey nostro signor saria piu importante la paz con Holandesi, mi dubito che non si fara giamai quella senza Tinterventione del Rey de Inglaterra, ma forse questa fra Espana et Inglaterra senza gli Ollandesi che daria da pensar et faria risolvere ancora gli altri. E questa sta in mano de V. E. de maniera che colla promessa de rendere alcune poche piazze si potria far un gran colpo, essendo certo secondo la speculatione dogni huomo p^rudente che facendosi questa paz si faranno tutte le altre. E potria essere che non ostante la promessa, intravenisse nel spacio di un anno o duoi, che forse ansi come io credo sottenerà quel termino, un incidente di tal peso che con buona y justa raggione il Rey nostro signor non potesse far la detta restitucione, havendo fra tanto goduto délie commodita e consequenze che particolarmente si sarebbe tirata dentro nel principio questa paz, e trovandosi imbarcato il Rey de Inglaterra e scappateli Toccasioni di far il fatto suo altrove, si contentarà forse di ricevere qualque altra sodisfattione de S. M. cattolica, tal quai ella si fosse, prima de tornar a nuva rottura; e quando pur si dovesse

24 août 1629. venir a far la restitucion de le dette piazze con alcune restrittioni se redimerebbe ancora, seconde il parer del Cotinton, con una parte tutte il restante. Mi perdoni V. Ex.* si mi sono per zelo soverchio forze allagarto troppo, pur la supplico di credere che il pensiero non sia totalmente mio ma la mayor parte de persona délia quai V. Ex.* deve fidarsi e far stima del suo parer e consiglio ; con che faro fine et di novo mi raccomando nella buona gracia di V. Ex.* et. le bacio gli piedi. Di vostra Excellenza, humillissimo servitore,

PlETRO PaUOLO RuBENS.

Di Londra il 24 d'Agosto 1629.

Il Soranzo, novo Ambasciator de Venecia, e venuto qui ultimamente délia sua residenza d'Ollanda e ha presentato a S. M. una gran scrittura contra la pace con Spanna, ma sen ha fatto poco caso.

Copie aux Archives de Simancas. Estado. Leg. 25ig, f. 37. Publié par G. Cruzada Villaamil, op. cit. p. 199, et par Ad. Rosenberg, op. cit. p. 287. La traduction fournie en partie par Gachard, op. cit. pp. 161-164.

TRADUCTION

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Excellence.

Pour satisfaire aux instructions de Votre Excellence, je lui dirai tout ce que j'ai pu apprendre concernant la négociation de Tambassadeur de France, qui continue a empêcher de toute manière le voyage de Cottington pour TEspagne, ou de le rendre inutile, mais qui jusqu'à présent n'a pas encore réussi avec toutes ses menées à battre en brèche Tesprit bien déterminé du roi d'Angleterre, qui persévère dans ses bonnes dispositions. Et, à dire vrai, la nomination de don Carlos Coloma a ranimé l'esprit de notre parti et fortement abattu celui du parti contraire. Votre Excellence peut le croire comme l'Evangile. J'ai appris de bonne part que cet ambassadeur offre au roi d'Angleterre carte blanche pour faire une ligue offensive et défensive contre l'Espagne et contre toute la maison d'Autriche, sans demander au roi d'Angleterre nulle assistance ni d'hommes ni d'argent pour faire la guerre en Allemagne, ni aucune flotte pour défendre les côtes de France ou infester celle d'Espagne ; le roi de France s'obligerait à récupérer le Palatinat et à défendre la liberté de l'Allemagne par ses propres forces, à ses propres dépens et à ceux de ses

confédérés, à condition toutefois que le roi d'Angleterre permît à ses sujets 24 août 1629.

de former avec les Hollandais une compagnie qui attaquerait les Indes orientales

et occidentales. On traite ici avec les députés venus à cet effet depuis plusieurs

mois et la conclusion de l'accord a été retardée, d'après ce que je suis parvenu

à savoir, pour ne pas discuter le traité avec l'Espagne. Votre Excellence peut

m'en croire, la promesse, contenue dans la déclaration de ne rien innover au

préjudice de l'Espagne, a été d'un très grand effet, et sans aucun doute le

retour de Sir Cottington d'Espagne sera hâté afin que, si les propositions

venaient à ne pas être acceptées, on pût immédiatement prendre la résolution

d'accepter les offres des Français. Dans ce sens agit l'ambassadeur de France;

voyant que l'on ne peut empêcher le voyage de Cottington, il fait son possible

pour le faire partir au plus tôt, à condition de retourner immédiatement, dans

le cas où le roi d'Espagne ne voudrait pas s'engager à faire rendre sans délai

tout le Palatinat. En effet, dit-il, Sa Majesté catholique peut disposer absolument

de l'empereur et dans cette occurrence le roi notre seigneur étant fort

embarrassé par la guerre de Flandre, le roi d'Angleterre ne doit pas se

contenter de peu, puisque s'il n'obtient pas à présent tout ce qu'il veut, ce

sera par sa faute et par son indolence, maintenant qu'il voit l'Espagne attaquée

de tous côtés, par mer et par terre, par les Hollandais et menacée en outre

par les armées françaises en Italie et par la Picardie dans l'Artois et dans

le Hainaut. L'ambassadeur de France s'engage à maintenir ses offres jusqu'au

retour de Sir Cottington d'Espagne, si celui-ci retournait sans avoir réussi.

Je crois fermement que les conditions susdites seront acceptées, non que le roi d'Angleterre espère que le roi de France accomplisse quelqu'une de ses offres ou maintienne ses promesses plus qu'il ne l'a jamais fait par le passé, mais parce qu'il traiterait ainsi avec la réputation et l'apparence de grands avantages aux yeux du monde. Plusieurs fois Sa Majesté m'a protesté que, si elle pouvait sauvegarder sa réputation et son honneur autrement qu'en conformité de ce qui est contenu dans le papier qui m'a été remis de sa part, elle ne différerait pas un instant de conclure la paix avec l'Espagne," de couronne à couronne, sans aucun avantage de plus que ne lui en accordait la paix dernière ; je sais même avec certitude qu'au fond du cœur elle fait mille fois plus de cas de la simple amitié de l'Espagne que de toutes les propositions de la France, et qu'elle maudit le jour où le palatin vint à sa connaissance. Voilà ce que je puis rapporter à Votre Excellence sur cette matière.

L'ambassadeur de Hollande a été reçu en audience par le roi ces jours derniers et a été renvoyé à une commission dont faisaient partie le grand-trésorier et Sir Cottington ; il leur a fait un prêche qui a duré près d'une heure, exagérant considérablement la grandeur du péril dans lequel se trouveraient les Provinces-

24 août 1629. Unies si leurs alliés ne venaient promptement à leur secours à grand renfort d'argent et de troupes. Il n'approuvait pas la prise de Bois-le-Duc, mais, puisqu'ils s'étaient engagés autour de cette place avec tant de dépenses et de travaux, ils ne pouvaient abandonner le siège sans se ruiner totalement. En effet, le peuple épuisé par tant d'impôts se révolterait si tout cet argent dépensé dans l'entreprise et pris à intérêt dès les premiers jours chez les particuliers ne produisait aucun effet, ces charges étant encore aggravées par la longue durée de l'entreprise et par les autres dépenses extraordinaires que les États avaient à supporter. Ceux qui connaissent le caractère de cet ambassadeur et des États supposent qu'il exagère au suprême degré leurs besoins et s'écarte de la vérité pour exciter la compassion du roi et l'engager à lui accorder des secours. Mais on croit que la majeure partie de ce qu'il dit est vrai quant aux sacrifices qu'ils ont à faire pour résister au comte Henri et pour fortifier le pays de la Veluwe, ce qui avec les dépenses des tranchées et des canaux monte à une somme tellement élevée qu'il paraît impossible qu'ils continuent à faire ces frais ou à jamais les payer. C'est pourquoi ils demandent, comme je viens de le dire, des secours en argent et en hommes en alléguant que dans la diversité du danger il faut prévoir à toute la frontière de la Veluwe et à tout endroit ou forteresse, sans compter les villes situées sur l'Yssel et aux confins de la Frise. Il est certain que pour ce motif et pour continuer le siège de Bois-le-Duc une armée de 60.000 combattants est nécessaire. On compte qu'aujourd'hui pareilles forces sont au service des États-Unis en y comprenant les levées faites par la Suède et que les États ont retenu à leur service, ce qui cependant n'est pas pris de bonne part ici, ni par le roi de Suède, et on croit qu'ils seront forcés de les laisser partir sous promesse qu'on en enverra un même nombre de l'Angleterre et 10 ou 12.000 fantassins des compagnies des Indes. On n'a pas pu s'empêcher de permettre à l'ambassadeur de faire quelques levées dans ce royaume, ce que l'on n'avait pas accordé jusqu'ici. A la fin de son discours, l'ambassadeur se tourna vers Sir Cottington et lui dit qu'il trouvait étrange qu'au lieu d'assister ses alliés le roi voulait traiter de la paix avec leur ennemi commun, que son seul voyage en Espagne inspirerait au monde une telle défiance que ceux qui avaient quelqu'espoir dans l'amitié de Sa Majesté en seraient découragés et qu'il était bien clair que si le roi faisait une démonstration aussi nuisible à son parti d'envoyer et de recevoir publiquement un ambassadeur, l'affaire devait être plus avancée qu'on ne le pensait. Telle fut sa conclusion ; on répondit que Sa Majesté enverrait en même temps Sir Henry Vien (Vane) pour s'entendre avec les États-Unis au sujet des devoirs de leur alliance.

Je n'ai ni le talent ni la qualité qu'il faudrait pour donner des conseils

à Votre Excellence. Mais je considère de quelle importance est cette paix, qui 24 août 1629.

me paraît le nœud de toutes les confédérations d'Europe, et dont l'appréhension

seule produit dès maintenant de si grands effets. Je comprends encore Témotion

et Taigreur qui résulteraient de la rupture des négociations ; et si celles-ci

venaient à être entièrement désespérées, on verrait en peu de temps se changer

la face des affaires. J'avoue que, pour le roi, notre seigneur, la paix avec les

Provinces-Unies importerait davantage ; mais je doute que celle-ci se fasse

jamais sans Tintervention du roi de la Grande-Bretagne, tandis que la paix

entre TEspagne et l'Angleterre peut se faire, et elle donnerait à penser aux

Hollandais ; peut-être même ferait-elle prendre une résolution par les autres

puissances. Or, cette paix est dans les mains de Votre Excellence, et avec la

promesse de rendre un petit nombre de places, on obtiendrait un grand résultat :

car il est certain, selon le jugement de tout homme doué de perspicacité, que,

cette paix faite, toutes les autres se feront. Et il pourrait être que, nonobstant

l'engagement qui serait pris par l'Espagne, il survînt, dans l'espace d'une ou

de deux années (terme qui sera accordé, à ce que je crois), quelque incident

de telle nature qu'avec bonne et juste raison le roi, notre seigneur, pût se

dispenser de faire ladite restitution, après avoir, dans l'intervalle, recueilli les

fruits de cette paix. Alors le roi d'Angleterre, ayant laissé échapper l'occasion

de traiter à son avantage ailleurs, se contenterait peut-être de recevoir une

compensation, quelle qu'elle fût, de Sa Majesté catholique, plutôt que d'en

venir à une nouvelle rupture. Et quand bien même Sa Majesté devrait restituer

lesdites places, suivant l'avis de Cottington, au moyen d'une partie elle se

rachèterait de tout le reste.

Que Votre Excellence me pardonne si, par un zèle excessif, je suis allé trop loin. Je la supplie de croire que la pensée n'est pas totalement mienne, mais qu'elle vient, pour la plus grande partie, de quelqu'un en qui Votie Excellence doit se confier et dont elle doit avoir en estime l'opinion et le conseil.

Sur ce, je termine en me recommandant de nouveau aux bonnes grâces

de Votre Excellence et en lui baisant les pieds.

De Votre Excellence le très humble serviteur,

Pierre-Paul Rubens.

Londres, le 24 août 1629.

Soranzo, le nouvel ambassadeur de Venise, est arrivé ici ces jours derniers en venant de sa résidence en Hollande et a présenté à Sa Majesté un éciit étendu contre la paix avec l'Espagne qui n'a produit que peu d'impression.

DCXXIV

24 août 1629. RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ.

Excellentisimo Signore :

Ho intenso per via de persona degna de fede che il 18 d'Agosto il Conde de Carlil propose nel Consiglio Real, présente il Re, che sendo nominato Don Carlos Colonna per Ambasciator del Re di Spagna in questa corte, e considerando la gravita e multiplicita del negocio che si doveva trattar in Spagna, et che la principal disputa sarebbe circa le cose de Alemana, le pareva convenire che per dar maggior rispetto a TAmbasciata si mandasse juntamente col signor Cotinton un Conte et un Dottor de leggi, e nomino il conte de Rutland suoccero del ja Duque de Buquingam et il Dottor Marten ; de quali lui sapeva bene che il primo sarebbe rijettato per esser cattolico e cognosciuto per taie. Ma la sua intention fu che potendo ottener la resolutione de mandar un conte, e sendo rijetatto il Conte da lui nominato, de subintrar nel suo luoco, con che veniva ad ottener quello che lui desidera unicamente in questo mondo, d esser impiegato in questa Ambasciata. Piacque alla mayor parte del consiglio la proposta del Conte e particolarmente che andasse un jurisperito che fosse ben versato nelle leggi imperiali e constitutione e privileggi de gli elettori, et in somma ben prattico délie cose d'Allemagna. Ma il gran tresoriero contradisse allegando esser prematura questa diligenza y spesa, poiche il signôr Cotinton non andava per trattar sopra le cose d'Allemagna ne a disputar le raggioni del Palatino, ma solo a far la proposta contenuta nel papel ; che si veniva accettata sariano sempre a tempo per mandar altri de tal qualita che ricercarebbe la materia ; et si ella non sarebbe acçetata non era de bisogno di farne altro. Con questo parer si conformé il Re e fu determinata l'andata del signor Don Francisco Cotinton solo per questa volta. Mi sono informato quai sia il Dottor Marten et intendo esser un villano partialissimo contra Espana et il peyor che potrebbe trovarsi fra mille.

Copie aux Archives de Simancas. Estado. Leg. 25i9, f. 36. Publié par G. Cruzada Villaamil, op. cit. p. 209, et par Ad. Rosenberg, op. cit. p. 291.

TRA D UCT ION . 24 août 1629.

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Excellence.

J'ai appris d'une personne digne de foi que le 18 août le comte de Carlisle a proposé au Conseil royal en présence du roi que, puisque Don Carlos Coloma était nommé ambassadeur du roi d'Espagne dans cette Cour et en considération de la gravité et de la complication de l'affaire qu'il y avait à traiter en Espagne, affaire qui principalement roulera sur des intérêts allemands, il lui paraissait convenir pour donner plus de relief à l'ambassade qu'on devait adjoindre à Sir Cottington une personne portant le titre de comte et un docteur en droit. Il désigna le comte de Rutland, beau-père de feu le duc de Buckingham et le docteur Marten. Il savait que le premier était catholique, et connu comme tel, ce qui le ferait rejeter. Mais son intention était que si on décidait d'envoyer un comte et que son candidat était rejeté, la mission lui serait confiée et il comptait obtenir ainsi d'être employé dans cette ambassade, la chose qu'il ambitionnait le plus en ce monde. La proposition du comte de Carlisle fut adoptée par la majorité du Conseil et spécialement l'idée d'envoyer un jurisconsulte versé dans les lois de l'empire, dans les constitutions et privilèges des électeurs, en un mot bien au courant des choses de l'Allemagne. Mais le grand-trésorier fut d'un avis contraire, faisant valoir que cette hâte et ces dépenses étaient prématurées, puisque Sir Cottington n'était pas envoyé pour traiter des affaires de l'Allemagne ni pour discuter les arguments du Palatin, mais uniquement pour faire les propositions contenues dans l'écrit. Si, disait-il, ces propositions venaient à être acceptées, il serait toujours temps d'envoyer des hommes compétents que réclamait la négociation ; et si elles n'étaient pas acceptées, il était inutile de s'en occuper autrement. Le roi partagea cet avis et on résolut d'envoyer Sir Francis Cottington seul pour commencer. Je me suis informé ce qu'est le docteur Marten et j'apprends que c'est un coquin très partial contre l'Espagne et le pire qui pourrait se trouver entre mille.

DCXXV

24aoùti629. RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ.

Exellentissimo Signor :

E çertissimo ch'el i6 d'Agosto fu essibito y debatttito nel consiglio de stato col intervento del Re un papel mandato da Torino per rambasciator d'Inglatera résidente appresso il duque de Savoya, che venne in gran diligenza con un suo servitore. Era questo papel stipulato del Ambasciator sudetto e del Principe de Piemonte, essendo primo approvato del cardenal de Richeliu, il cui contenuto era questo ; che il Rey de Francia ?i contentava di restituyr susa al Duque de Savoya, si el Re de Inglaterra se voleva obligar per respondente e cautionario al Rey de Francia che il Duque de Savoya concédera il paso libre al Rey de Francia et a gli suoi esserçiti ogni hora che S. M. havera di bisogno di repassar in Italia per socorrere gli suoi amici et confederati. Sopra questo papel fu gran disputa e varieta de pareri e fu approvato da buona parte de consiglieri, diçendo esser cosa onorevole per il Re d'esser in tal conçetto apresso gli altri Re e principi che lo pigliavano per arbitro e cautionario délie lor Tratatti, et un amico nostro disse che bisognava considerar prima si questa Paz staria bene al Re d'Ingliterra, e poi mettere in deliberacione per quai mezzo S. M. potrebbe astringere il Duque de Savoya a mantener la sua promessa quando mancasse a la sua parolla, stando tanto discosto e fuori dogni offesa dalle forze d'Ingliterra.

Ma il Re, che veramente mi par puntualissimo ad osservar la sua promessa, fu di parère e disse chiaramente che non poteva intravenire in questo trattato come cautionario senza contravenire alla sua promessa fatta a Espana in vertu del papel consigniato a Rubens di non far alcuna novita a suo pregiudicio con francesi durante il Trattado. Con che si rimesse il negocio a piu matura deliberatione e furono gran discorsi délia poca fede di quel Principe che d'una parte simulava de unirsi totalmente con Espana et in quel mentre trattava a parte con Francia. E fu considerato quanto al ingrosso s'inganna il senor abbate Scaglia nelle sue opinioni che ha principalmente toccante la persona del Principe de Piamonte.

Questo passo me ha parso degno délia noticia di V. Ex.* e forse 24 août 1629. séria ben aproposito che sene desse parte ai signor Marques, con che di novo mi raccomando, etc.

Archive gênerai de Simancas. Secretarîa de Estado. Leg. N° 25 19 f' 38. Publié par G. Cruzada Villaamil, op. cit. p. 211, et par Ad. Rosenberg, op. cit. p. 292.

TRADUCTION

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Excellence.

Il est certain que le 16 août on a présenté et discuté au conseil d'État, en présence du roi, un document envoyé de Turin par l'ambassadeur d'Angleterre résidant auprès du duc de Savoie et apporté en grande diligence par un de ses domestiques. Ce document était signé par l'ambassadeur susdit et par le prince de Piémont, après avoir été approuvé par le cardinal de Richelieu. Son contenu était le suivant : le roi de France consentirait à restituer la ville de Suze au duc de Savoie, à condition que le roi d'Angleterre se chargeât de garantir au roi de France que le duc de Savoie accorderait au roi de France libre passage à lui et à ses armées à tout moment où Sa Majesté aurait besoin de passer en Italie pour se porter au secours de ses amis et alliés. Une grande discussion s'éleva au sujet de cette proposition, des opinions différentes se firent jour ; une bonne partie des conseillers était d'avis d'accepter en disant que c'était chose honorable pour le roi d'être pris pour arbitre et garant de leur traité par les autres rois et princes. Un de nos amis émit l'avis qu'il fallait examiner d'abord si pareil accord conviendrait au roi d'Angleterre et qu'il fallait examiner ensuite comment Sa Majesté pourrait forcer le duc de Savoie à tenir sa promesse dans le cas où il viendrait à manquer de parole, puisqu'il y avait tant de distance entre les deux pays et que la Savoie était hors de l'atteinte des forces de l'Angleterre. Mais le roi qui me paraît réellement être fort scrupuleux à tenir sa promesse, fut d'avis et le déclara clairement qu'il ne pouvait intervenir dans cet accord comme garant sans manquer à sa promesse faite à l'Espagne et inscrite au document remis à Rubens de ne pas s'unir aux Français pour nuire aux Espagnols tant que dureraient les négociations. Là-dessus on renvoya l'affaire pour examen plus approfondi et on s'éleva beaucoup contre la mauvaise foi de ce prince qui d'une part feignait de s'unir complètement avec l'Espagne et qui en même temps négociait à part

24 août 1629. avec la France. On fit observer combien Tabbé Scaglia se trompait dans sa manière de voir en général et spécialement, quant à la personne du prince de Piémont. Cet incident me parut digne d'être rapporté à Votre Excellence et il sera peut-être utile qu'elle en donne connaissance à M. le marquis (de Spinola). Sur ce, je me recommande de nouveau, etc.

DCXXVI 24aoûti629. RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ.

Excellentissinio Signor :

Devo rimostrar a V. Ex/ distintamente come e passato il négocie, a sapere, quando il Rey mi commando de avisar a V. Ex.* et che desiderava d'haver risposta sopra le sue proposicione inançi la partenza del signor Cotinton et che la tardanza di questa potria apportar dilacione à quella, per che desiderava che andasse piu particolarmente instrutto et certo, come ho avisato V. Ex.^ il 6 di Julio. Allora S. M. mi disse ancora che mi daria il tutto in scrito, che non segui se non il i3 di Julio, ne mi ha giamai domandato se io habbia dato alcun aviso in Spana sopra questa materia ô non, prima d'haver ricevuto la scritura, et quando il gran tresoriero mi consigno il detto papel mi disse de voler scrivere a V. Ex.* et il signor Cotinton ancora, et io ho disimulato d'havere mandato il papel sin adesso. De maniera che non sanno altro si non che laviso et il papel insieme colle lor lettere vada tutto col présente correo, ne ho mancato di remostrargli che per la lor dilacione il tempo e scorso de tal maniera che e impossibile d'haver qualque risposta inançi il giorno prefisso per la partenza del signor Cotinton, che mi confesano esser vero, ben sanno pero che il signor Baroizzi et io habbiamo dato aviso in Spagna il 2 di Julio délia nominacione del signor Cotinton per embaxator in Spagna e del tempo délia sua partenza, de maniera che si viene qualque risposta da V. Ex.* sopra la materia, che forse sara necessaria di communicar con essi o col Rey proprio, io potrô sempre dire d'aver con questa occasione dato ancora qualque aviso a V. Ex.* et si ella Io rimettera tutto alla venuta de gli Ambassator

ancora stara benissime nel modo che le cose stanno adesso colla vicinanza 24 août 1629. del giorno prefisso alla andatta del signor Cotinton.

Copie aux Archives de Simancas. Estado. Leg. 2519. f. 28. Publié par Cruzada Villaamil, op. cit. p. 2i3, et par Ad. Rosenberg, op cit. p. 293.

TRADUCTION

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Excellence.

Je me vois obligé d'expliquer exactement à Votre Excellence comment s'est passé la négociation, c'est-à-dire quand le roi me commanda d'informer Votre Excellence et manifesta le désir d'avoir une réponse à ses propositions avant le départ de Sir Cottington. Il me fit observer que le retard apporté à cette réponse pourrait faire remettre le voyage de l'ambassadeur, qui devait être bien informé et recevoir des instructions déterminées, comme j'en ai avisé Votre Excellence le 6 juillet. Sa Majesté me dit encore qu'il me donnerait tout cela par écrit, ce qu'il ne fit que le i3 juillet. Il ne m'a jamais demandé si, oui ou non, j'avais envoyé quelqu'avis sur cette matière en Espagne avant d'avoir reçu l'écrit, et quand le grand-trésorier me remit ce document, il me demanda de vouloir écrire à Votre Excellence, et Sir Cottington se joignit à lui pour le demander. Quant à moi, jusqu'à présent, je leur ai caché que j'avais expédié l'écrit. De façon qu'ils ne savent rien d'autre sinon que le papier, ainsi que leurs lettres, partent avec le présent courrier. Je n'ai pas manqué de leur faire observer que par leur lenteur nous avons perdu du temps, de manière qu'il est impossible de recevoir quelque réponse de Madrid avant le jour fixé pour le départ de Sir Cottington. Ils m'avouèrent que c'est la vérité ; mais ils savent que M. Barozzi et moi nous vous avons informé le 2 juillet de la nomination de Sir Cottington comme ambassadeur en Espagne et du jour de son départ, de manière que si je reçois quelque réponse de Votre Excellence sur ce point et, si je dois la communiquer à ces Messieurs ou au roi lui-même, je pourrai toujours dire que par le présent courrier j'ai donné quelques nouvelles informations à Votre Excellence et si elle remet toute réponse jusqu'à l'arrivée de l'ambassadeur, rien ne sera compromis dans Tétat où les choses se trouvent maintenant, à l'approche du jour fixé pour le départ de Sir Cottington.

DCXXVII

24 août 1629. RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ,

Excelleniisshno Sr. mio collendissimo :

Rendo a V. Ex/ mille gracie per avermi dato licenza di tornar in fiandra doppo Tarrivo del signor Don Carlos Colonna in questa corte, nella quale ben che me ritrovo con ogni commodita e gusto et onorato imiversalmente piu che non comporta la qualita mia, non posso trattenermi devantaggio di quello che il servicio di sua maiestà richiede et il stato délie cose mie domestiche comporta, al cui interesso perô preferirô sempre non solamente gli commandamenti del Re nostro signore, ma di V. Ex.* ancora, per il servicio suo particolar come che professo d'essere sua creatura, per obligo e volunta di servirla mentre averô vita. E con tal animo la supplico di accettarmi per taie e conservarmi nella buona gracia di sua maiesta e sua propria. E con summa devotione le bacio gli piedi.

Di vostra Excellenza humilissimo servitore

Spero che Tistesso naviglio di guerra che verisilmente condurra il signor Don Carlos potra pochi giorni doppo servi re per recondurmi a Dunkercque.

Archives de Simancas. Estado. Leg. 25 19, f. 3o.

Publié par Cruzada Villaamil, op. cit, p. 216, et par Ad. Rosenberg, op. cit. p. 294.

TRADUCTION

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Excellence.

Je vous rends mille grâces de m'avoir bien voulu accorder l'autorisation de retourner en Flandre après l'arrivée dans cette Cour de don Carlos Coloma. Bien que je me trouve ici avec toute commodité et satisfaction, et que j'y sois

honoré universellement plus qu'il n'appartient à ma qualité, je ne puis cependant 24 août 1639. faire un plus long séjour que ne l'exige le service de Sa Majesté et que ne le permet l'état de mes affaires domestiques, à l'intérêt desquels néanmoins je préférerai toujours non seulement ce que me commandera le roi notre seigneur, mais encore ce que Votre Excellence réclamera de moi pour son service particulier, comme celui qui fait profession d'être sa créature avec la volonté de le servir tant qu'il vivra, et dans cette disposition je la supplie de m'accepter pour tel et de me conserver les bonnes grâces de Sa Majesté et les vôtres.

Et avec un entier dévouement je Vous baise les pieds.

De Votre Excellence le très humble serviteur Pierre-Paul Rubens,

Londres, le 24 août 1629.

J'espère que le même navire de guerre, qui amènera ici Don Carlos, pourra, peu de jours après, me ramener à Dunkerque.

Dans la vente du 14 mai 1845, tenue, à Paris, par Charavay, parut une lettre ainsi 26 août 1629.

décrite :

« 91. — 3i5. L. aut. sig. (en italien), datée d'Anvers, 26 août 1629. 2 pages in-fol. avec un long post-scriptum d'une page in-fol. Très belle lettre d'une parfaite conservation. On y a joint la traduction. »

Rubens était en Angleterre à cette date et la lettre par conséquent était fausse, à moins que la date n'ait été mal transcrite.

PEIRESC A PICQUERY AVEC UNE LETTRE DE RUBENS. 2 septembre 1629.

Sous la date du 2 septembre 1629, Peiresc annote dans ses Petits Mémoires : a Au S. Pichery, avec la lettre de M. Rubens. »

Peiresc avait reçu de Rubens une lettre datée de Londres, 9 août 1629, dans laquelle ce dernier recommandait à Peiresc son ami Picquery qui habitait Marseille. Il est probable que Peiresc lui fit part de cette gracieuseté de l'artiste et joignit à sa lettre une copie de celle de Rubens.

DCXXVIII

2 septembre 1629. PEIRESC A DUPUY.

Je suis marry que nayez ouvert la lettre de M^ Rubens (i) et vous prie d'en user ainsin à ladvenir quand vous en recevrez pour moy de sa part, et de gents curieux, car je sçay bien que vous n aurez pas dézagréable d y voir ce qu'il m escript, où il entremesle tousjours quelque galanterie digne de nestre pas négligée. Si mon homme en peult deschiffrer une copie à temps, je la feray joindre icy, réservant l'original pour luy respondre un peu plus à loisir, et pour ne l'exposer au danger des chemins dans l'incertitude où nous sommes encores si les despesches continueront de passer ou non. Il m'escript de la debtention du pauvre Seldenus que je plains grandement, et dict que le sieur Bosweld luy avoit faict feste de cez suppléments du Procope que vous avez veuz, lesquels il luy fauldroit envoyer en tout cas, si on ne les luy avoit communiquez en ce païs là.

Ph. Tamizey de Larroque, Lettres de Peiresc aux frères Dupuy, Tome II, p. 175. Paris, Imprimerie Nationale, 1888.

DCXXIX

2 septembre 1629. RUBENS AU COMTE-DUC D^OLVAREZ.

Excellentissimo Signor :

Gia commincianno qui, quelli che sono participi del secreto, a perdere la speranza vedendo che non viene alcuna risposta da V. Ex."" o al meno Taccusa délia ricevuta del papel ; et ancor ch'io lo vado scusando sopra la brevità del tempo e colle raggioni che V. Ex.* allega nelle sue lettere preçedenti, che non si po negociar per lettere e dispachi, ma

(i) Lettre écrite de Londres le 9 août 1629 et publiée plus haut, page i52.

per maggior brevita se devono mandar Ambasciatori, e poichè siamo 2 septembre 162Q

venuti a questo non occorre pensar ad altra risposta il medesimo signor

Cotinton e di quel parère et che il suo viaggio di Espana non servira

ad altro che a precipitar la rotura, perche non portarâ altro che il

contenuto del papel et il Re de Inglaterra vuole che le medesime navi

che lo porteranno si tratengano a Lisboa per il suo ritorno. La causa

de tanta fieta e ch el Embaxator de Francia promette de tener in vigore

durante Tabsenza del signor Cotinton le sue offerte gia avisate colla

mia précédente (a saperla) la carta bianca per le condicioni de liga

offensiva contra Espana, si no il ritorno del signor Cotinton de Espana,

et perçio non havendo potuto impedire la sua andata et alcuni credono

che lui se tratenera fra tanto qui per aspettarlo procura adesso il detto

Embaxator de Francia che vada quanto prima per che il Reyde Inglaterra

sia tanto piu presto desingannato, assicurandolo che questa jornada del

Cotinton é una fatica de niente né servira ad altro che a perdita di

tempo, essendo lui certamente avisato de Espana che S. M. Cattolica

non vuole intendere de dover rendere per cosa del mondo una sola

piazza che tiene nel Palatinato et come sanno de certo che il Rey de

Inglaterra non pô in vertu délie sue confederaçioni far la Paz con

Espana senza toccar questa corda. Gia tengono il negocio per escluso

e roto. Mi disse Taltr'hieri il signor Cotinton che gia se façevano le

sue instrucione et me ne communicô buona parte a saper, che doveva

portar seco tutte le lettere originali scrite in ogni tempo da Spana

sopra questa materia al Rey Jacobo, con tante promesse evidenti e

chiari di farla pretesa restitucione, et ancor che si voglia forse respondere

colla guerra sia çessato tutto, questo dice esser ben de raggione che con

la paz riprendino vigore et le cose si rimetteno nel stato de prima, et

ancora havera il Cotinton assoluto poter, cosa che S, M. cattolica voglia

far la paz colla pretesa promessa di passar piu avanti et di rompere di

novo con Francia e far liga offensiva y deffensiva con Espana contra

Francia, délia quale se poteva sperar ogni gran successo si ella

s'incaminasse délia maniera che lui la proponerebbe. Mi disse ancora

in confidenza che venendo a questo lui sperarebbe di far d avantaggio

per che videva il Re d* Inglaterra gia mal affetto contra Olandesi, per

la insupportabil lor insolenza, et che perçio facil mente trovandosi ben

stabilito con Espana si voltarebbe a reprimerla congiuntamente. Certo

2 septembre 1629 è chc il Rey dc Inglatcrra ricevette la nova de Wesel colle lachrime à gli occhi, tanto e ben inclinato verso Espana, ben che tutti gli al tri sono di contrario parère, e credami V. Ex.^ che lui solo ha gran speranza nella generosita di V. Ex.* e crede che la considerarâ la una necesita et impossibilta di far altrimenti la paz che ricevendo qualque apparenza di sodisfattione per velar al meno la sua reputatione con quella promessa che del resto gli importano poco o niente le sudette piazze et io credo fermamente che in caso ch'el signor Cotinton, queste sono le sue parolle, riportara la triste sentenza de la rotura del tratato, che ne sentira grandisimo dispiaçere e sarâ sforzato a pigliar altro parti to che non vorrebbe ; lui solo ha tenuto sospeso sin adesso contra ogni sforzo del Parlamento, laccordo délia compagnia délie Indie Occidentali con Olandesi, si corne fa ancora contra Tinstanza del Embaxator di Polonia et Olanda che non domandano altra condicione che questa per complimento délia lor liga con S. M. ; ma tutte queste risolutioni si pigliaranno d'una maniera ô d'altra subito al ritorno del signor Cotinton di Espana ; e non avendo da dire altro in questa materia mi raccomando con ogni devotione nella buona gracia di vostra Excellenza et humillissimamente gli bacio gli piedi.

Di vostra Excellenza humillisimo servitore

PlETRO PaUOLO RuBENS.

Di Londra il 2 di Settembre 1629.

Mi dubito che la causa de la mutatione del Duca de Savoya sia che avéra inteso per lettere del Abatte Scaglia di Espana che non si acçettaranno costi le condicione del Re de Inglaterra proposte et che perçio il tratato non havera effecto.

Copie aux Archives de Simancas. Estado. Leg. 2519, f. 42. Publié par Cruzada Villa amil, op. cit. p. 218, et par Ad. Rosenberg, op. cit. p. 295.

TRADUCTION

RUBENS AU COMTE-DUC D'OLIVAREZ

Excellence.

Ceux qui sont dans le secret ici commencent à perdre Tespoir en voyant qu'il n'arrive aucune réponse de Votre Excellence, pas même Taccusé de

réception de Vécrit ; j'ai beau en jeter la faute sur le peu de temps qui s'est a septembre 1629.

écoulé et sur les raisons que fait valoir Votre Excellence dans ses lettres

précédentes, à savoir qu'on ne peut négocier par lettres et par dépêches, mais

que, pour gagner du temps, on doit envoyer des ambassadeurs de part et

d'autre et que, puisque nous en sommes venus à ce point, il ne faut s'attendre

à aucune autre réponse. Sir Cottington est du même avis et pense que son

voyage en Espagne ne servira à autre chose qu'à précipiter la. rupture, parce

qu'il ne sera porteur d'autres propositions que de celles contenues dans l'écrit,

et le roi d'Angleterre veut que les mêmes navires qui l'amènent l'attendent

à Lisbonne pour le ramener. La cause de cette querelle est que l'ambassadeur

de France promet de maintenir, durant l'absence de Sir Cottington, les offres

qu'il a faites et que je vous ai fait connaître dans ma lettre précédente, à

savoir carte blanche pour les conditions d'une alliance offensive contre l'Espagne

jusqu'au retour de Sir Cottington de l'Espagne et, comme il n'a pas pu

empêcher son départ, d'aucuns croient qu'il s'arrêtera ici pour l'attendre.

Maintenant cet ambassadeur s'efforce de faire partir Sir Cottington le plus tôt

possible, pour que le Roi d'Angleterre soit d'autant plus tôt détrompé et s'assure

que ce voyage est une peine inutile que l'on se donne, vu qu'il ne servira de

rien qu'à perdre du temps, puisque, comme on l'en a informé d'Espagne,

Sa Majesté Catholique ne veut pour rien au monde entendre parler de rendre

aucune des places qu'elle occupe dans le Palatinat et que le Roi d'Angleterre

ne peut, en vertu de ses engagements, faire la paix avec l'Espagne sans toucher

à cette corde. Déjà on regarde les pourparlers comme finis et rompus. Sir

Cottington me dit l'autre jour qu'on commençait déjà à rédiger ses instructions

et il ajouta savoir de bonne part qu'il devait emporter toutes les lettres

originales jadis écrites d'Espagne au roi Jacques sur cette affaire avec nombre

de promesses formelles et claires de faire cette restitution. Il dit encore que,

si on veut recommencer la guerre, toutes ces places seront cédées. Il est

conforme à la raison, dit-il, que par la paix on retrouvera ses forces et

qu'ainsi les choses seront remises dans leur état antérieur. Cottington aura

également plein pouvoir dans le cas où Sa Majesté Catholique voudrait faire la

paix, sur la base de cette promesse, d'aller plus loin, de rompre de nouveau avec

la France et de faire contre elle une ligue offensive et défensive avec l'Espagne,

dont on peut espérer le plus grand succès si elle était conclue comme il le

proposerait. Il me dit encore en confidence que quand il s'agirait de traiter ce

point, il espérait faire davantage, parce qu'il voyait le roi d'Angleterre déjà mal

disposé pour les Hollandais à cause de leur insolence insupportable et que

s'étant reconcilié avec l'Espagne, ensemble on les réprimerait facilement. Il est

certain que le roi d'Angleterre a reçu la nouvelle de la prise de Wesel les larmes

2 septembre 1629. aux yeux, tant il est bien disposé envers TEspagne, quoique tous ses conseillers

soient d'un avis contraire. Votre Excellence peut m'en croire, Sa Majesté seule

a grand espoir dans la générosité de Votre Excellence ; il croit que Votre

Excellence prendra en considération la nécessité où il se trouve et Timpossibilité

de faire la paix sans qu'il obtienne quelque semblant de satisfaction pour

ménager au moins son amour propre par cette promesse, mais que du reste

ces places du Palatinat lui importent peu ou rien. Je crois fermement encore

que si Sir Cottington, telles sont ses propres paroles, rapporte la triste décision

de rompre le traité, le roi en sentira beaucoup de regrets ; il sera forcé de

prendre un autre parti que celui qu'il préférerait. Lui seul a empêché jusqu'à

présent contre toutes les forces du Parlement l'accord entre la Compagnie des

Indes Occidentales et les Hollandais ; il fait de même encore contre l'insistance

des ambassadeurs de Pologne et de Hollande, qui ne posent pas d'autre

condition que celle-là pour contracter une alliance avec Sa Majesté. Mais

toutes ces résolutions se prendront d'une manière ou de l'autre aussitôt après

le retour de Cottington d'Espagne. Et n'ayant rien d'autre à dire sur cette

question, je me recommande en toute soumission aux bonnes grâces de Votre

Excellence et lui baise humblement les pieds.

De Votre Excellence le très humble serviteur

T j 1 1. u ^ Pierre-Paul Rubens.

Londres, le 2 septembre 1629.

Je crois que la cause du changement du duc de Savoie est qu'il aura appris d'Espagne, par les lettres de l'abbé Scaglia, que l'on n'accepterait pas là les conditions proposées par le roi d'Angleterre et que pour ce motif le traité ne serait pas conclu.

COMMENTAIRE

La nouvelle de Wesel. Le 19 août 1629, la place forte de Wesel fut surprise par le colonel baron van Dieden et conquise sur les Espagnols, Cette ville avait été rétrocédée à l'Espagne en 1614. Ceux des habitants qui penchaient pour le culte réformé avertirent van Dieden, gouverneur d'Emmerik, qu'un des bastions de Wesel était en mauvais état de défense. Le prince Frédéric-Henri accorda à van Dieden l'autorisation, que celui-ci désirait, d'entreprendre un attentat contre la ville et mit à sa disposition les troupes nécessaires. A quatre heures du matin, conduit par deux habitants, il monta à l'assaut du bastion et, après un combat d'une heure, il s'empara de la ville. Il fit 1200 prisonniers et du côté des Espagnols 200 hommes périrent, un grand butin tomba entre les mains des Hollandais. La nouvelle de ce fait d'armes fit grand bruit et consterna les Espagnols et leurs amis.

Le changement du duc de Savoie. Pendant quelque temps, Charles-Emmanuel a septembre 1629. s'était montré favorablement disposé pour l'Espagne. Au commencement de l'année 1629, il crut de son intérêt de s'entendre avec le roi de France. Le II mars, un traité fut signé par lequel le duc accordait le passage à l'armée française qui se dirigeait sur le Montferrat et s'engagea à fournir les vivres nécessaires au ravitaillement de Casai. Le roi de France promettait en retour que le duc de Mantoue céderait à Charles-Emmanuel, en échange de ses prétentions sur le Montferrat, la ville de Trino avec un district valant quinze mille écus d'or de rente. La ville et la citadelle de Suse avaient été livrées aux Français en garantie du traité. Voilà les faits qui marquèrent le changement du duc de Savoie quittant le parti de l'Espagne pour celui de la France,

DCXXX BALTHASAR MORETUS A JEAN VAN VUCHT. 6 septembre 1629.

En Amberes a 6 de Setiembre 1629.

. . . U. L. sal believen mijne groetenisse te doen aen el R. P. Fr. Lucas de Alcala, ende wederom te grueten mynen seer besonderen code ouden vriendt S'^ Louis Ferez de Baron. Aen S"" Pedro Rubens, die haest hier verwacht v^ordt, sal desgelijckx van U. L. v^eghen geschieden. Vale.

Minute au Musée Plantin-Moretus. Copie de lettres en langues modernes de i625 à i635, p. 88.

TRADUCTION

BALTHASAR MORETUS A JEAN VAN VUCHT.

Anvers, 6 septembre 1629,

. . . Vous voudrez bien saluer de ma part le Révérend Frère Lucas de Alcala et rendre son salut à mon ami très particulier et trèè ancien M'^ Louis Ferez de Baron. Je saluerai de votre part M'^ Pierre Rubens qui est attendu ici sous peu. Adieu.

6 septembre 1629. COMMENTA IRE.

Jean van Vucht était un négociant flamand établi à Madrid, avec lequel Balthasar Moretus était en correspondance régulière et auquel il fournissait de temps en temps de petites quantités de livres. Nous aurons l'occasion de revenir sur lui. Van Vucht avait chargé Moretus de saluer Rubens. L'imprimeur anversois fut obligé d'attendre longtemps avant de pouvoir s'acquitter de cette tâche.

Le 3o octobre 1629, il écrivit à Jean van Vucht : « Monsieur Rubens est encore en Angleterre; quand il sera revenu, je lui présenterai vos salutations. » (i) Le 6 décembre suivant : « Monsieur Rubens réside toujours en Angleterre. » (2) Le 6 avril i63o, il peut écrire : « Monsieur Rubens est enfin arrivé d'Angleterre et vous salue amicalement. » (3)

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