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IL GONDOLIERE

NEL d'i DEI MORTI IIS7.

Han sepolto Manin lontano tanio,

E abbiamci a San Michèle il campo santo.

Se la gondola niia fosse un vascello , Andar me ne vorrei sino a Marsiglia ;

Là troverei la sposa di Daniello ,

Che dicon che rivuoi la sua fainiglia.

ïùl io vorrei volar corne un uccello Per riportarle il inarilo e la liglia :

Poi messo in su la poppu il doice carco, Vorrei tornar la sera al mio San Marco.

Han sepolto Manin lontano tanto ,

E abbiamo a San Michèle il campo saiito.

Povera Emilia , elle volea si bene A questo suo bel mar dov’ era nala :

M’han delto che al finir delle suc penc Ha chiainato Venezia ed è spirala :

ALLA JIEMüRIA ül DANIELE MANIN. «U

S'ella anche morla al suo bel mar rivieno , lo certo la vedria risuscilata :

E cerlo che gridar la senlida ,

— lo li riveggü ancor, \'enezia niia.

Han sepolto Manin lontano tanlo ,

E abbiamo a San Michèle il campo sanlo.

Ma tu un vascel , mia gondola , non sei ,

E non ha che il suo remo il gondoliero :

Pur di menarli in Francia il cure avrei.

Ma è sempre su Venezia il giallo e il nero ;

E fin che il giallo e il nero è sopra lei Non vengono i ire morli al cimilero ;

Quando i tre morli là ne andrcino a poire,

Verranuo i tre colori in siilla loire.

Han sepolto Manin lontano tanto ,

E abbiamo a San Michèle il campo santo.

Ecco la scala ed ecco il campo sanlo ,

Aspella mi ch’ io lorno , o mia barcheUa :

Un requie etema a dir me ne vo inlanto Sull’ ossa di mia madré poveretta ;

Quando per essa avrô pregato e pianto Ricorderù ogni altr’ anima dilcita :

Ma avrù di miovo il pianto in su la guancia Per quelli Ire che son sepoiti in Francia.

Han sepolto Manin lontano tanto,

E abbiamo a San Michèle il campo sanlo.

O génie di Venezia , che pregate Per loro che con voi più non avete , lo chiedo a tutti quanti che veniate Qui dove inginocchiato mi vedete :

m ALLA,MEMORIA DI DANIELE MAXIN.

L'ossa dei nosiri qui fur sottcrrale Clie nioriron nel tempo che sapele :

Di ferro e morbo moriron da forli !

Dell ! venile a pregar per questi morti.

Han sopolto Manin lonlano lanto , •

E nlibiamo a San Micbele il campo santo.

Vcdele là quel fiore di viola ;

Là sotlo è seppellila una donz.ella :

Lu giorno entrava in chi&sa lutta sola A pregar per la sua Venezia bella :

Ne dctto avea — Signore , ci consola —

Che un piombo le ruolo su la cervella :

Alzô la poverelta al ciel le braccia ,

Poi cadde giii tra ’l sanguc con la faccia.

Han sepolto Manin lontano tantov E abbiamo a San Michèle il campo santo.

Ob Dio ! che mi si turba la menioria ,

E non posso piii dir quel 'ch’ho nel core :

È qui ogni crocc una pietosa istoria, L’isloria del inartirio e dcll’ ainore :

Di Mestre e di Marghera è qui la gloria, Del Ponte alla Laguna è qui ’l valore :

Ouesto è il luogo più licl del cimitero, Qua Rosaroll sla scritto e là Poerio.

Han sepolto Manin lontano tanto ,

E abbiamo a San Micbele il campo santo.

Ma intanto giace fuor del suo bel nido Cbi a morir qui con tutti era disposto :

lo ’l veggo ancor da Cmareggio al Lido , Per tutto il veggo e gli siam tutti accoslo :

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