Cf. Délie, diz. iiq
— Serafino (Menghini, p. 50) :
Quel fier Cupido assidue e tenace
Per vincer questa dea qui armato apparse,
Ma indarno fu, che alfin stancoli parse
Per suo meglio de far seco la pace .
E se a lui manca el stral, l'arco e la face
Dettela alquanto a lei per reposarse
E da quel dî per più securo starse
Lei fa Tufficio . . .