‹ Don Carlos et Philippe II (volume 2)Chapitre 148 sur 156 · PREMIÈRE LETTRE A CATHERINE DE MÉDICIS · texte numérisé non relu

PREMIÈRE LETTRE A CATHERINE DE MÉDICIS

26 juillet 1568.

La cause de sa mort procède de ce qu'il estoit souvent trois et

quatre jours sans manger, et puis il mangeoit tant à une fois qu'il n'en pouvoit plus, et toujours buvoit de l'eau avec la neige en grande habondance, se couchoit nud sur les carreau.x, et faisoit maints autres désordres, pour mourir jeune, comme il est mort; et, pour l'excès dernier, il a demeuré sept ou huit jours sans vouloir manger, sinon des prunes crues, et tousjours buvoit de l'eau avec neige, qui Ta rendu si foible que, quand il a voulu manger, il n'a peu.... Son corps fust hier au soir porté dépositer en l'église de Saint-Domingue el Real, pour le porter quelque jour à l'Escurial. Les ambassadeurs sont esté appeliez à l'enterrement, et moy comme les autres, avec le grand deuil et chaperon à l'cspaignolle. Les princes de Bohesme alloient après le corps, vestus de reistres jusque» à terre, et un chapeau de drap, disant que c'est le deuil à la

APPl^lNOlCl!: C. G9!f

llaniaiiile.... Toute la cour l'a chargé, et nioy et ma famille pareillement.... La royne vostre lUle m'a commandé vous supplier de faire en sorte que l'Espagne sache qu'il vous desplaist que le roy catholique ail perdu son filz....

DEUXIEME LETl'RE A CATHEMNE DE 3IEDICIS.

\" août 1568.

.... Le roy s'est retiré au monastère de Saint-Jérôme quelques jours après le trespas de son fils, où personne ne le va visiter.... Icy usent autant de cérimonies pour le deuil comme s'il l'ust esté roy. Ouy , madame, que les habitants de ceste ville, que je ne dis ceulx de la court, sont constraints, hommes et femmes, de porter le noir durant les neuf jours, et toute la court et les officiers porteront ledict deuil tout un an....

Lellrcs écrilci) à Piciro LovciJano, docja de Venise, par Siijlaiitvndo Ccivalli, aiiihas-sadeur de la rrjjiihlifjue à Madrid.

PREMIÈEE LETTRE.

24 juillet 1568.

Serenissimo principe, Aggiongerô la fine del sfortunato

et infelice principe di Spagna, successa miserabilmente in questo modo. Fin dal principio, quando Sua Altezza lu risserata. et che si avide che la captura dovea esser longa, délibéré di voler niorire, con dir che un principe affrontato et vergognato non doveva più viver, et non havendo arme ne modo con che si potesse amazzare, si risolse di farlo per via di famé, et cosi stette alcuni giorni senza quasi prender cibo, corne mi raccordo di haver scritlo a Vostra Serenità. Finalmente astretto dalla lame, si pose a mangiar, et si avide che questa grande inedia li haveva giovato, perché, havendo lui un corpo pien di humori grossi, per li molti disordini che faceva, con la dieta si venero a consumar et a risolvere. Perô, veduto questo, tentô altra strada; et havendo sentito a dir che il diamaute mangialo amazzava l'homo, ne iugioti uno che porlava in dilo Icgato in annello ; ma per esser cosa soda et non in

lOO DON CARLOS ET PHILIPPE H.

polvere, in due giorni li usci del corpo, senza iiocerli in parte alcuna. Perô, non riusceudo questo, entra in humor di morir con mangiar inolto : (juesta essendo strada più facile et propria secondo la inclination (k'ila sua natura, li è riuscita, et già sei giorni, con un accidente occorso, li principio il maie. L'accidente fu che essendoli posto innanti, tra le altre vivande, un pasticio pien di pernigioni, lui, dopo liaver mangiato di altro, si pose intorno a questo, et non solo mangiô la carne, ma la pasta ancora con che era circondata, la quai essendo con moite speciarie, lece che tutto il giorno lui bevè gran quantité di acqua agghiacciata con neve, secondo il suo consueto, non bevendo vino. Questa immoderata quantité di acqua et durezza di cibo li causô la notte intempérie grandissima et rilassation di stomaco, dalla quai ne seguirono vomiti et uscita di corpo continua. Et essendo Sua Altezza come disperata, stette assai senza voler admetter rimedio alcuno ne mangiare, in modo che, quando poi pigliô quello che li davano, il stomaco non reteneva più cosa alcuna, et la virtù tanto debilitata, che il povero giovane in questi pochi giorni ha finiti li giorni suoi. Nostro signor Dio li doni più quiète et contento, ail' altro mondo, di quello che lui non ha voluto o saputo haver di quà.

In questa fine si è veduta una gran durezza, per no dir crudeltà, di Sua Maestà, la quai non solo lei no lo ha voluto veder, ma no lasciar che la regina, princessa, overo altri, vi vadino, ma solamente li medici e gli ordinarii che lo servivano ; no li ha fatto mai usar, per darli animo e per consolarlo, parole dolce per la sua liberatione : il che mi induce a credere che Sua Maestà havesse cosa di estrema importantia contra di lui. Con tutto cio, già si è ritirata, mostrando dolor grande. Farà vestir la corte da luto, et tutte le altre cerimonie solite in simil çasi (')

Di Vostra Serenità servitor, SicisMOXDO DI Cavalli, ambasciador.

DEUXIEME LETTRE

31 juillet 13G8.

Serenissimo principe, non havendo modo di mandar leltere a drittura m llalia, scrissi a 24, per via di Francia, la nova délia morte del principe di Spagna, le replicate délia quai saranno con questa. L'istessa sera fu sepolto il corpo con molta pompa funeral, et pianlo di questo popolo et

}) Toul CCI aliiicu cl.iit cii rhiffr^'s dans la do|ii;clic de CavjlU.

APPENDICR C. 701

•li ogifuno. Si ritrovarono ail' interamento li prii)cii)i di Boeiiiia , il cardinal, li anibasciatori soliti et il resto délia corte vestita da duolo; li grandi di Spagna portarono il corpo. Et la niattina dietro si celebrô uiia solenne raessa da morte, ne per hora si farà altra ceiimonia, attendendosi a preparar l'esequie, che saran sontuosissirae. Il povero principe usô, quatro giorni prima che morisse , le più sa vie et le piii cristiane parole del monde, et pare che quel giuditio che li mancava in vita, nostro signor Dio glie 1' habbi concesso abbondantemente in questo fine. Ha testato délia dote délia madré, che fu di 200" scudi, lasciandoli a suoi creditori, et del resto, che puô esser di altretanto, prega il padre che, per discargo délia sua conscientia, sia contento di pagarli lui. Ha raccomandato li suoi creati, supplicando Sua Maestà a farli mercede, perché loro lo han ben servito, se ben lui spesso li trattava maie. Dispensô diverse coppe d'oro délie sue a luochi pii et a signori suoi favoriti, et tra le altre ne donô una di cristallo con che beveva à Ruj' Gomez, per mostrar che non moriva con odio contra di lui, se ben riputava di haver ogni maie per il suo consiglio. Disse che li piaceva liberar il padre con la sua morte da ogni travaglio o pensiero che havesse, o fosse per havere, per conto suo.

Certo la sua morte è dispiaciuta estremamente a tutta Spagna, massime alli signori grandi, si perché erano accarezzati et stimati da esso principe, et speravano che, venendo lui a regnare, si haveria prevalso di loro nel governo

Di Vostra Serenità servitor, SicisMONDO DI Cavalli, ambasciador.

(Archive» impériales et royales, à Venise.)

Lettres écrites à Côme de Médicis, duc de Florence, par Leonardo de Nohili, son ambassadeur à Madrid.

PREMIÈRE LETTRE

22 juillet 1568.

Scrivo queste due righe a Vostra Eccellenza con lutto che io creda che quest' altra mia ch'io le scriverô arrivera prima ; ma questa non è se non

anfj;iii raiitcla, caso ihe non cosi presto si spedissero corrieri. Il principo <\i Spagna, por tlisordini causati dalla sua intfraperata bocca, s'avea di maniera guasto lo stoniaco, che assalito da Uusso e vomito, è stato molti giorni con grave inferinità, ne del cibo poteva ritenere cosa alcuna : da clic, e da molti disgusti e dispiaceri che li recava lastretta carcere, in questo punto si tiene ch'egli sia morto; o se questo non è, non puô esser vivo domani senza rairacolo di Dio, avendo perso la favella e il cibo, ed essendo da stanotte in quà stato lasciato da' medici. Non scrivo piii largo, perché io non so ne quando ne corne lidatamente questa sarà data a V. E

DEUXIEME LETTRE

24 juillet 1568.

Il principe di Spagna, circa dodici giorni fa, ha tenuto grandissima indisposizione di stomaco e flusso causato dal niangiar disordiuatamente e bere freddissimo, che stando rincbiuso non. potea far la digestione. llltimamente Tinfermità l'ha di maniera sopralTatto, che a xxiii di questo mese è morto con essere stato due o tre giorni in estremità. Pare che sia doluto a tutta questa corte, e Sua Maestà dicono che n'ha preso ancho gravissimo dispiacere, e sene portera gran lutto per ciascuno. Delli altri particolari io darô notizia a V. E. piîi adagio.

Questa sarà per un corriere che si spedisse in Francia, perché non avendo su questo punto altra occasione, m'è parso avventurar questi quatro versi , dubitando che qui non lascierranno spedir cosi presto, corne fecero l'altra volta sulla detenzione di Sua Altezza ; e Sua Maestà vorrà essa propria darne conto a Sua Santità e a gli altri principi. Perô con questa brevità bacio umilmente le mani a V. E

TROISIEME LETTRE

30 juillet 1.5G8.

Saprà con questa V. E. corne alli xxiii di luglio, venendo li xxiv, la vigilia di San Jacopo, un' ora dopo mezza notte, passô di questa vita il principe di Spagna, nelle stanze proprie del palazzo di Madrid, che «■!rano state senipre sua abitazione, e dove il re suo padre l'aveva ristretto.

La sua inferniità fu rurata diligentemento da' medici di S. M.,anrorchè

APPENDICK C. 703

(la lui non entrasse, nientre visse, alcun' altra porsona fuori di quelle che erano state deputate alla guardia e seivizio di S. A. Ed h statr» posto in deposito con ragionevole pompa in San Domingo il Reale, dove, il di medesimo de' xxiv, alla bocca di notte, lu portalo il suo corpo di palazzo a detta chiesa da tutti i grandi che si trovavano in corte, intra i quali era il duca deil' Infantago e quel di Médina di Ruyseco. Fu acconipagnato dalli due prineipi di Boemia, dal cardinale Spinosa, dal nunzio, dalli ambasciadori regj e di Venezia, fuorcliè da quel di Pollonia, f da molli altri, con lutto grande e solito alli altri prineipi. Fu il di medesimo bandito che ciascuno sotto certa pena portasse bruno, e si sono fatte lutte l'allre dimoslrazioni come a vero principe, ancorchè fosse morlo ristretto in quella maniera. Sua Maestà si rimase in palazzo, ne dicono essergli comporlato Tanimo, per la pielà palerua, di vederlo ne vivo ne dipoi morlo.

La sua infermità, per esservi inlervenute poche persone, si dice diversamente : ma per quel che afTermano alcuni, è stata flusso e vomito causato dal mangiar disordinatamente cose catlive e assai, dal bere freddissima acqua, e dal non far esercizio. E ultimamente, otto giorni avanti la sua morte, dopo essere stato Ire giorni senza mangiare, niolto fantastico e bizzarro, mangio un pasliccio freddo di quatro pernici con lutta la pasla, e il medesimo giorno bevè Irecento once d'acqua fredda; si che sdegnô lo stomaco di sorte che ribullô lutto il paslo, ne mai poi ha polulo rilener cibo d'alcuna sorte.

Mentre che è slalo rinchiuso, cosi sano come infermo, fu semprestranissimo e difficile con colore che n'aveano custodia, lalchè usano di dire che era impossibile ch'egli vivesse, e essi andassero innanzi con quella servitù; e lengono per fermoche, incolerilo raolto, abbia voluto raorire.

Tre giorni avanti alla sua morte, domando di veder suo padre, il quale dicono era risoluto di andar da lui ; ma il confessor de] principe ne lo dissuase, perché, avendo Sua Allezza domandalo al medicoche li dicesse la verità se aveva a morir di quella infermità, e quanlo tempo potea vivere, il medesimo, vedendolo air eslremo, si risolvè di dirli il vero, e rispose ch'egli morrebbe fra pochi giorui al cerlo. Allora il principe chiamô il confessore con grandissinio anirao, e cominciô a pensar ail' anima mollo crislianamente, pregando Dio che gli desse vita fino alla vigilia di Santo Jacopo, ne mai più domandô di veder suo padre ; e per queslo a Sua Maestà non parse bene di vederlo, per non li dar alterazione e disviarlo da quel buon intento a che era inspirato. Visse di poi Ire giorni, sempre raccommandando l'anima sua a Dio, lenendo un crocifisso nella mano, pregando ]\~ostro Signore che perdonasse a lui e a suo padre, sempre in cervello sino alla mezza notte délia vigilia di Santo

70V 1)I)N CAllLOS F.T PIIILII'PK II.

Jncnpo, cho sPiUeiulosi mancare, domanilù clio oia era ; od iiitoso che orano due ore innaiizi mezza notte, gli prese un po' di alterazione, dubitando di non poter arrivar vivo sino a quella vigilia. Con tutto ciù visse poi circa tre ore ; e quando seppe ch' era passato mezza notte, molto atlegramente si fece dare una candela in mano al meglio che potea, e spirô ; e testificano quelli cWe vi si trovorno, che cristiano nessuno puô morir più cattolicaraente ne in maggior sentimento di lui.

La corte tutta si veste con grandissime lulto, ed io come gli altri ho fatto vestir tutta la mia casa. E stando jer sera con il prior don Antonio, li dimandai che sorta di bruno li saria parso per me ; mi disse ch'io lo portassi air usanza di Fiorenza : perô porterô gramaglia e berretta alla civile. Ragionai anco seco se era bene che io andassi subito da Sua Maestà a condolermi per parte di V. E. Egli mi rispose che Sua Maestà scriverà ail' E. V. per questo corriere, e darà conto di tutto il fatto, e che, con la risposta che verra, o per lettere o per gentiluomo che V. E. invii, allora sarà bene far questo complimente, senza tante volte infastidire Sua Maestà, che cosi frescamente l'affligerlo non è a proposito : e io cosi procédera corn' egli mi consiglia. Quà non han lasciato spedir corrieri a nissuno, sino che Sua Maestà non spedisce e non dà conto ella propia a chi conviene in Italia.

Quanto air esequie, ciascun giorno, sino air ottava, s'andrà da tutta la corte alla chiesa dov' egli è depositato; e li principi andorno la secunda mattina : ma Sua Maestà ha fatto loro intendere che non vuole che stiano più a quel disagio, avendo tenuto grandissima cura che in queste cerimonie non patiscano, mandando loro ora per ora a dire quel tanto che aveano a fare, con molta tenerezza e affezione ; e par già che gli occhi di tutti si volgano verso questi figliuoli.

Le cicalerie e novellacce che si dicono sono molto indigne d'essere ascoltate non che scritte, perché in vero il satisfar al popolaccio in queste simili cose è mollo difficile, e meglio è fare siccome porta il giusfo e l'onesto, senza curarsi del giudicio d'uomini insani, e che parlano senza ragione di cose impertinenti e impossibili, di autori incerti , dappochi e raaligni.

(Arcliives de Florence.)

Lettres écrites mi doge deGènespar le pi'otonotaire Marcantonio Sauli, envoyé de la république à Madrid.

PREMIÈRE LETTRE

30 juillet 1568.

.... La infermità del principe dicono ch'è stata una debilitatione di stomaco causatali dal bere molto acqua con neve, la quale li haveva in modo levato lo appetito di mangiar et accresciuto quello del bere, che per cinque o sei giorni continui non volse mai mangiare cosa di sustantia, ne lasciar il bere con la neve : il che li causô la febbre e flnalmente la morte. Hora si fanno i funerali sui, li quali dicono che dureranno nove giorni, et fra tanto Sua Maestà non si lascia vedere; ma se si lascierà visitare delli altri ambasciatori, anderô ancor' io a condolermi di questa morte in nome délie SS. VV. IL, le quali doveranno più compitaraente fare questo uffitio

DEUXIEME LETTRE

18 août 1568.

.... Mi era scordato di dire che ne il nuntio ne altro ambasciatore si è potuto condolere con Sua Maestà per la morte del principe, et mi ha detto l'ambasciatore di Venezia che, havendo detto al signor Ruy Gomez che desiderava fare questo uffitio, li ha risposto che sarà meglio che lo faccia per scritto. 11 che fa credere che Sua Maestà non abbia a caro che si faccia seco questo complimento a faccia a faccia, per non haver causa d'intenerirsi et rinnovare il dolore

;06 DON CARLOS ET PlIIMl'Pf' II.

Lefli'c coiilenaitt des avis secrets envoyés d'Espagne an gouvernement anglais.

l"aoùt 15G8.

Alli 24 luglio mori il principe Carolo, et l'istessa sera fu, con molta pompa, sparato et levatoli l'interiori, essendo andati prima gli ambassadori et tutti li grandi délia corte al palazzo regio, nella stanza del suo corpo, dove alla loro presentia il signor Rui Gometz fece rogar instrumente délia restitutione , che avendo havuto in governo detto principe da Sua Maestà, al présente lo restituiva in quel modo che a Dio era piaciuto che si trovasse, confirraando alcuni di quelli che '1 servivano essere il corpo suo. Fu poi levato dalli signori grandi in una cassa di piombo, et portato alla chiesa di alcune monache, accompagnato da tutta la corte vestita di lutto et, finito rofïicio, fu parimente consignato detto corpo provisoriamente air abbatia, depositato nel choro, per portarlo poi alla chiesa délie Escurial che si fabrica, ove hanno da essere le sepolture delli re. Il giorno poi si cantô la messa de' morti, riservando il restante délie cérémonie aile essequie grande che si faranno presto.

Sua Altezza ha testato délia dote di sua niadre, che è de 200,000 ducati, che il tutto lascia alli creditori suoi, et, oltra questo, prega il padre che sino alla summa di 400,000 ducati, pel discarico di sua conscientia, si contente farli pagare , raccomandandoli assai li creati suoi , come de gente di molta niercede, havendolo bene servito, se bene lui li trattava maie, et che se bene molti l'haverano odiato et proseguitato in questa sua disgratia, che se non restava di perdonare ad ogn' uno di buon cuore, et che quelli che sapeva certo che ramavano li dispiaceva grandemente di non havere havuto il modo di rimeritarli, ma che per segno di amorevolezza, a li lasciava certe coppe et altre giogie che li erano carissime ; et il bel suo adamante con l'arme di Castiglia intagliate dentro che portava, diede al suo confessore, et che doppo morto restasse alla chiesa di San Dominico il Reale. Mandô a dire al re che li piaceva liberare Sua Maestà d'ogni pensiero che per causa sua potesse havere et che li haveva fatto.

Il giorno di San Lorenzo et la mattina seguente furono fatte l'ultime grande essequie, con molta solenità et pompa, nella chiesa di San Dominico il Reale, tutta apparata di negro, con le arme di questa corona, et conunbaldacchino sotto il quale vi era il corpo, coperto di broccato d'oro.

Vi era anche il stocco et scettro regale, et sopra un cuscino Tordine del Tosone, et nelle quatre colonne del baldacchinoquatro bandiere che rappresentavano l'avo, l'ava , ilpadre et madré, etnelli quatro cantoni del catiletto quatro re d'arme, impiedi con le sue cotte, et poi quatro massieri con li bastoni d'argento in mano. In testa del baldacchino vi era l'elmo et corona regale sopra due aste, et di sotto attaccato il scudo con l'arme di Castiglia, et più oltra otto bandiere, cioè il stendardo reale, la cornetta, il stendardo délie genti d'arme, et il guidon delli arcieri, overô cornetta di cavalli leggieri, sopra lancie negrei; le altre quatro erano quelle che il principe portava alli giochi et tornei di canne , fatte delli suoi colori, blanche, nègre et gialle.

A detta ceremonia vi erano li principi di Bohemia, il cardinale Spinosa, li ambassadori, li grandi di Spagna et tutti li consegli, et tutto il resto délia corte seconde li gradi. La regina et principessa stettero nel choro délie monache, et Sua Maestà è stata sempre ritirata ad un monasterio sino al fme délie essequie.

In publico Spagnuoli danno nomen al inflrmità del principe è causata da molti disordini fatti questa estate, di bere acqua con neve dentro, andare discalzato ne' luoghi bagnati, dorraendo ail' aria et non magnar se non frutti assai, di modo che quando si vuolse rihavere et ristorar con buoni cibi, il stomaco era talmente disconcio et guasto che non poteva ricevere li cibi. Et cosi il povero principe ha finito sua vita in età di 23 anni.

[Slate paper Office, [lapiers il luilie.)

Relation de la mort de don Carlos, tirée des livres de Bersoza ( ' ).

La morte del principe nostro signer segui a un' hora di uotte, doppo essersi confessato et communicato, et dimandata et datagli l'estrenia untione, con parole et opère di raolto cattolico principe, havendo raandato a dimandarperdono et la beneditione a Sua Maestà, et ancora diniandô a Rui Gomez et a' cavallieri che lo guardavano. Et lasciô scrittaunamemoria per la quai raccomandô a S. M. la sua famiglia, non potendole egli far beneficio, et principalmente gli raccomandô gli più antichi, et simil-

(') Nous avons donne quelques détails sur les livres de Bersoza, dans les Monumenis de la diploniatie lénilienne , p. '-i>.

mente gli cavallieri de la guardia, perché l'hanno servilo iiiolto bene, ancorchè egli gli tiaviadetto parole aspre. El lasciô che sia sepellito nel inonasterio di Santo Domenico il Reale, di questa terra, fin tanto che Sua Maestà coniandi altro. È cosa certa ch' il confessore et gli altri ch' erano con lui dicono che havia detto cose tanto da cattolico, che gli hanno grande invidia, perché, doppo baver fatto tutto quel che è detto, dimandô se gli restava a far altro per sua salute, ch'era per farlo. Gli fu risposto che, se col cuore diceva quel che havea detto con la lingua, cbe se ii'andava al cielo. Egli replicô che lo diceva et teneva nel cuore corne lo raostrava, et che nel niorir si confermava nella volontà di Dio, dicendo al medico che, non ostante questo, se era bisogno far altro per salute sua, che si facesse, et di tempo in tempo diniandava quanto poteva durar, per potersi racconiandar più a Dio et dimandargli perdono. Dimandô a quelli ch'erano con lui che l'aiutassero a dir una oralione che dissç Timperatore, il quai sia in gloria, quando mori. Gli presero alcuni parosismi, et Sua Maestà fece effetto di padre.

lo vi dô questo particolar ragguaglio, perché per aventura costà vi saranno altre intention! et oppenioni differenti. Et l'occasioni dalle quali è proceduto il suo maie, non sono quelle che '1 volgo publica, ma solo per non baver mangiato alcuni giorni, et bevuto molta acqua fredda, et andar scalzo : di donde segli venne a rilassar l'estoraaco, di sorte che non rîteneva cosa nessuna.

Biparti fra quelli ch' erano con lui alcuni vasi di cristallo et altre cose che haveva, et aile Repentite mandô alcune tazze et altre cose.

(Arcliivof i1l' SiiiKintus, E.slailo, Icg 201$, fol I9« vo.)

Page 1