‹ Don Carlos et Philippe II (volume 3)Chapitre 17 sur 28 · AU DUC D'ALBE · texte numérisé non relu

AU DUC D'ALBE

26 juillet 1668.

Mon cousin, ayant esté Dieu servy de prendre de sa part le prince mon très-ctaier et très-amé filz, pourrez considérer en quelle doleur et tristesse je m'en retreuve. Son trespas est advenu le xxun' de ce mois, après avoir trois jours para v an t receu avec grande dévotion ses saincts sacramens, et avoir fait une fin tant cbrestienne et avec telle repentance et contrition, que ce m'a esté beaucoup d'allégement et consolation en ce traveil : car j'espère en la miséricorde de Dieu qu'il l'aura appelé affin qu'il joysse perpétuellement de luy, et qu'il me donnera sa faveur et ayde, affin que, en me conformant avec sa divine volunté, je porte et passe ceste tristesse avec le cueur et patience cnrestienne qu'il convient. Vous me ferez plaisir de le faire entendre, et faire faire en mes pays de delà les services, obsèques et démonstrations de deuil en choses de ceste qualité coustumières, escripvant aussi et encnargeant les prélatz et aultres de Testât ecclésiasticque et religieulx de pryer Nostre-Seigneur pour son âme, et pour la direction et encheminement de mes affaires et négoces à son sainct service, et de dire et célébrer et faire célébrer les messes, oraisons et aultres choses au service divin appartenans : en quoy vous et eulx me ferez plaisir et service bien agréable. A tant, mon cousin , nostre seigneur Dieu vous ayt en sa garde.

De Madrid, le xxvi* de jullet 1568.

Phle.

(Archives du royaume, i Bruxelles.)

Lettre du secrétaire d'État Erasso aux corrégidors des ville* de Castille et aux audiences royales.

28 juillet 1568.

Illustre seflor, por la de Su Magestad entenderâ Vm. el fallecimiento del principe nuestro sefior que esté en gloria. Y porque demâs de aquello, desearà Vm. entend er la enfermedad y causa de que procediô su muerte, me ha parescido advertirle de lo que aquf dire. Muchos dias àntes que subcediese este caso, S. A., con la ocasion deî calor del verano y con la conflanza de su complision y edad, hizo algunos notables desôrdenes en lo que tocaba A su salud, andando de continuo desnudo, casi sin ningun genero de ropa y descalzo, en la pieza del aposento donde estava muy regada,y durmiendo algunas noches al sereno sin ropa alguna, y con esto be viendo grandes golpes de agua muy fria con nieve en ayunas y de noche, y aun metiendo la misma nieve en la cama ; comiendo con desôrden y esceso frutas y otras cosas contrarias. Y aunque, para escusar esto, se hicieron todas las diligencias posibles por las personas que asistian â su servicio, no se pudo en manera alguna remediar ni estorbarselo, sin caer en otros mayores inconvenientes : eon la cual desôrden se entiende vmo à resfriarse la virtud y calor natural. Y estando en esta dispusicion, se déterminé (como ya otras veces lo habia hecho) & no querer en manera alguna corner : en la cual determinacion persévéré por once dias, sin que bastasen persuasiones ni otras muehas diversas diligencias que con él se hicieron, ni pudo ser atraido ni aducido à que comiese ni tomase cosa debida, mas que agua fria ; y con esto le vino à faltar del todo la virtud y calor de manera que, aunque después tomô algunos caldos y sustancias, lèche y otras cosas, el estômago estaba ya tal que ninguna cosa pudo retener ; y asi vino â acabarse, sin que remedio alguno le aprovechase. Fué su muerte con tanto conocimiento de Dios y arrepentimiento, que ha sido à todos de gran satisfacion y consuelo para el dolor d'esté caso. De que me ha parescido, como he dfcho, advertir â Vm., para que mas particularmente se entienda lo que en esto ha passado. Cuya illustre, etc.

De Madrid, â xxvm de julio 1568.

(Bibliothèque nationale, a Madrid : US. F f U, foi. 227 *o.)

Lettre écrite au cardinal Âlessandrino , secrétaire d'Etat de Pie V, par l'archevêque de Rossano, nonce à Madrid.

27 juillet 156».

Il principe di Spagna è stato sempre, corn* èda credere, con molto dispiacere, tutto qoesto tempo che è stato ritenuto; ma ultimamente entrô in tanta frenesia che si mostrava in tutto disperato, et cominciô a vivere di maniera che pareva, poichè non haveva commodità di ammazzarsi violentemente, di fare tanti disordini che in questo modo si causasse la morte. Et prima cominciô a non voler mangiare cosa nessuna, spogliarsi nudo et, solo con una robba di taffetà su le carni, star quasi di continuo ad una finestra dove tirava vento ; caminare con li piedi discalzi per la caméra, che tuttavia faceva stare adacquata tanto che sempre ci era l'acqua per tutto ; farsi raffreddare ogni notte, due o tre volte, il letto con uno scaldaletto pieno di neve, et tenerlo le notti intiere nel letto ; bevere acqua agghiacciatissima, senza mangiare cosa nessuna, et similia : li quali disordini non se li poterono vietare, per li gridi et rumori che faceva di continuo, quando seli prohibivano, itachè non vi era chi ardisse di negarli quello che voleva, massime che questi medesimi disordini, o poco meno, faceva ancora quando era libero. Ma hora, con travaglio di animo et con non fare esercitio, hanno fatto tal opéra che si distemperô di maniera il corpo, che, volendo poi mangiare, non riteneva cosa nessuna ; ma crescendoli a poco a poco il vomito, et insieme sopravenendoli il flusso, quelli che n' havevano cura cominciarono a dubitare délia vita sua : onde fu cbiamato il confessore et il medico. Ma egli, seguitando nella sua disperatione, non volse ascoltare ne l'uno ne l'altro, ne volendo ' in alcun modo curare ne il corpo ne ranima : la quai cosa faceva stare il re etaltri con molto dispiacere, vedendoli massime di continuo crescere il maie et mancar la virtù. Ma piacque a nostro signore Dio d'illuminarlo di maniera che non solamente si mostrô rimosso da quella disperatione. ma dette in un subito segno di essere mutato aflatto da quel di prima, perochè prima sempre pareva che nel suo pari-are dicesse cose vane et di poco fondamento, et all'hora cominciô a parlare gravemente et da huomo prudente ; et da se stesso domandô il confessore, et si confessô con molta devotione, et, perché non presse il santissimo sacramento, poichè non seli potè'dare per il continuo vomito, Tadorô con molta humilta et mostrando molta contritione. Et, se bene si lassava curare il corpo, per non

causarsi egli stesso la morte, mostrava perô tanto disprezzo délie cose del mondo, et tanto desiderio délie celesti, che parvè veramente che nostro signore Dio gli havesse riserbato il cumulo di tutte le gratie a quel punto. Et quello che è da notare in questo caso, è che il medesimo dl che si conobbe questa mutatione, egli domandd quanti giorni erano fin alla vigilia di San Jacomo , et essendoli risposto che vi erano quatro giorni, disse : « Orsù, tanto hanno da durare le mie miser ie et le vostre » fatiche. » Et, seguitando tuttavia con mol ta devotione et costanza, che pareva che, quanto più segli augmentava il maie et gli mancava la virtù, tanto più gli crescesse lo spirito buono, si condusse flno alla notte précédente et la vigilia di San Giacomo : nel quai tempo domandd che hora era, et H fu risposto ch'era circa a mezanotte, et egli tuttavia seguitava di adorare un crocifisso che haveva in mano, et raccomandarsi a Dio, et domandar perdono delli suoi peccati. Et di 11 a un pezzo, domandando di nuovo che hora era, li fu detto che era passata mezanotte, et egli disse ; « Hora è il tempo », et si fece dare in mano una candela benedetta, et voltandosi al confessore, il quale non haveva mai lassato partire, disse : « Padre, aiutatemi ; » et con alcune parole che, se bene non si poterono bene intendere, parvè perô a quelli che gli erano sopra che dicesse : Deu8, propitiu8 esto mihi peccatori ; et battendosi il petto corne poteva, essendoli mancata la virtù a poco a poco, ritirandosi la vita quasi da membro in membro, spire con molta tranquillité et constanza. Che fu, corne ho detto, la notte delli 23, venendo li 24 di luglio, essendoli stato portato prima sul letto l'habito di San Francesco, et di più un capuccio di San Domenico, con li quali habiti egli haveva dimandato con molta instanza di esser sepellito, corne fu. Mandé prima a domandar perdone al re délie offese fatteli, et la sua beneditione, et li fece raccomandare con multa affectione et charità la sua famiglia. 11 re non l'ha visitato, ne lassato che la regina et la principessa lo veggiano, forse considerando che, poichè già si conosceva disperato il caso suo, queste visite simili più presto potevano conturbare l'una et Paîtra délie parti, che aiutar lui in cosa nessuna ; et credo che da principio non credesse veramente il maie, ma pensasse che fosse flnto, per esser slargato et liberato dalla prigione. Questa morte intendo che il re, corne padre, ha sentito molto; ma, corne christiano, la comporta con que] la patienza con che dovemo ricevere le tribolationi che ci manda nostro signore Dio. Il popolo basso ne mostra molto dolore, et anche alcuni delli principali et grandi di Spagna che non governano et che si stanno aile loro case. Furono invitati tutti gli ambasciatori ad accompagnare il corpo alla sepoltura, che fu sepolto alli 24, essendo portato sempre il detto corpo dalli grandi di Spagna, ductai, marchesi, conti et altri che si trovarono alla corte, et fu accompagnato dalli due principi di Bohemia, andando il maggiore in mezzo

deir altro fratello et del cardinale présidente, et dopo loro seguitando il nuntio in mezzo degli altri imbasciatori di re, cioè delP imperatore, Francia, Portugallo et Venetia (Polonia non fu chiamato, forzi per la lite di precedenza con Portugallo), venendo dopoi tutta la cor te, et con gran moltitudine di gente, tutte con lutto et pompa conveniente a tal principe, con la quai pompa si sono fatte ancora, la mattina seguente, l'essequie, et si faranno nove giorni.

Tutto questo ho voluto scrivere a Vostra Signoria Illustrissima et Rêve rendissima , acciochè Sua Santità sia informata de! tutto. Non si è ancora potuto vedere il re ; quanto prima potrô, farô roffitio che devo, in nome di Sua Beatitudine, in virtù délia commissione générale et délia presunta anzi certamente di Sua Santità, fincbè Sua Beatitudine provederà d'altro complimente Non mi è parso di veder causa necessaria di spedir corriero a posta per questo avviso, sapendo che Sua Maestà doveva spedire et scrivere di sua mano, corne credo che farà, con questo medesimo corriero, a Sua Beatitudine, dandoli conto di questo caso, et consolandosi seco corne con padre a more vole.

Et trattando delli negotii nelle alligate lettere , fo fine a questa , baciando humilmente le mani a Y. S. DI. et R., la quale nostro signore Dio conservi.

Di Madrid, li 27 luglio 1568.

(Bibliotlu que nationale, a Madrid : MS. X 172, p. 794.)

Lettres écrites à Charles IX et à Catherine de Mèdicis par le seigneur de Fourquevaulx, ambassadeur de France à Madrid.

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