AU PAPE
Sans date (29 juillet 1568).
Dios nuestro sefior fué servido llevar para si al serenissimo principe mi hijo, cuja muerte me tiene con cl dolory pena que Vuestra Santidad podrd considerar. Muriô como muy cristiano y catlinlico principe, aviendo recevido con gran devocion todos los sacramentos, y con gran contricion y conoscimiento de Dios, en cuya misericordia espero le llevô para gozar dél perpetuamente : que me es y con razon deve ser el verdadero consuelo y alivio en este trabajo. A Vuestra Santidad humilmenle suplico que, como padre comun y tan particular mio, encomiende y liaga encomendar d Dios su anima, y que juntamente sea servido dnrmo d mi de su
APPENDICE C
divina mano favor y ayuda, para que pucda sentir y llevar este caso cristianamente, y conformarme con su voluntad, como lo devo en todo hazer, é guic y encamine mis cosas A su servicio : que la santa intercesion de Vueslra Beatitud acerca de Su Divine Majcstad no puededexar de sernos de gran fruclo, A los vivos y A los muertos
(Archives de Simnnca», JStludo, Irg 00 .)
Aü DUC d’aI-BK.
SG juillet 1508.
Mon cousin, ayant esté Dieu servy de prendre de sa part le prince mon très-chier et très-amé fllz, pourrez considérer en quelle doleur et tristesse je m'en retreuve. Son trespas est advenu le xxuu' de ce mois, après avoir trois jours paravant receu avec grande dévotion ses saincts sacramens, et avoir fait une fin tant chrestienne et avec telle repentance et contrition, que ce m'a esté beaucoup d'allégement et consolation en ce traveil : car j’espère en la miséricorde de Dieu qu'il l'aura appelé aflln qu’il joysse perpétuellement de luy, et qu'il me donnera sa faveur et ayde, afBn que, en me conformant avec sa divine volunté, je porte et passe ceste tristesse avec le cueur et patience chrestienne qu’il convient. Vous me ferez plaisir de le faire entendre, et faire faire en mes pays de delà les services, obsèques et démonstrations de deuil en choses de ceste qualité coustumières, escripvant aussi et enchargeant les prélatz et aultres de l’estât ecclésiasticquc et rcligieulx de pryer Nostre -Seigneur pour son âme, et pour la direction et encheminement de mes affaires et négoces à son saiuct service, et de dire et célébrer et faire célébrer les messes, oraisons et aultres choses au service divin appartenans : en quoy vous et culx me ferez plaisir et service bien agréable. A tant, mon cousin , nostre seigneur Dieu vous ayt en sa garde.
De Madrid, le xxvr de jullct 1568.
Piile.
(Archive» du royaumr, A Itruxeilca.j.
Lettre du secrétaire d’Etat Erassu aux carré y i dors des villes de Castille et aux audiences royales.
28 juillet 1568.
Illustre seilor, por la de Su Magestad entenderà Vm. el (allecimiento dcl principe nuestro sertor que esté en gloria. Y porque déniés de aquello, desearé Vm. entender la enfermedad y causa de que procedià su mucrte, me ha parescido advertirle de lo que aqul diré. Muchos dias énles que subcediese este caso, S. A. , con la ocaslon del calor dcl verano y con la conilanza de su coiuplision y edad, hizo algunos notables desérdenes en loque tocaba A su salud, andando de conlinuo desnudo, casrsin ningun genero de ropa y descalzo, en la pieza del aposeuto donde estava muy regoda, y durmiendo algunasnochesal sereno siu ropa alguna, y con esto beviendo grandes golpes de agua muy' fria con nleve en ayunas y de noche, y aun inctiendo la misma nieve en la cama; comicndo con desérden y esceso frutas y otras cosas contrarias. Y aunque, para escusar esto, se hicieron todas las dlligeDCias posibles por las personas que aslstian é su servicio, no se pudo en rnanera alguna remediar ni estorbérselo, sin caer en otros majores inconvenientes : con la cual desérden se cntiende vino A resfriarse la virtud y calor natural. Y estando en esta dispusicion, se déterminé (como ya otras veces lo habia bechol é no querer en rnanera alguna corner : en la cual determinacion persévéré por once dias, sin que bastasen persuasiones ni otras touchas diverses diligencias que con él se bicieron, ni pudo ser atraido ni aducido é que comiese ni tomase cosa debida, mas que agua Tria ; y con esto le vino A faltar del todo la virtud y calor de rnanera que, aunque después tomé algunos caldos y sustancias, lecbc y otras cosas, el estémago estaba ya tal que ninguna cosa pudo rctener ; y as! vino é acabarse, sin que remedio alguno le aprovechase. Fué su muerte con tanto conocimiento de Diosy arrepentimiento, que ha sido à todos de gran satisfacion y consuelo para el dolor d’este caso. De que me ha parescido, como he dlcho, advertir à Vm., para que mas particularmente se entienda lo que en esto ha passado. Cuya illustre, etc.
De Madrid, é xxvm de julio 1568.
(hilihotliSqur nalitinalr, à Madrid : MS. F f U, fol. 227 v«.j
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(iî)5
Lettre écrite au cardinal Alessandrino , secrétaire d’Etat de Pie V, par l'archevêque de Rossano, nonce « Madrid.
Î7 juillet 15G8.
Il principe di Spagna è stato sempre, com’ è da credere, con molto dispiacere, tutto questo tempo clie è stato ritenuto; ma ultimamentc entré in tanta frencsia che si mostrava in tutto disperato, et cominclôa vlvere di maniera che pareva, poichè non haveva commodité di ammazzarsi violentemente, di tare tanti disordini che in questo modo si causasse la morte. Et prima cominciô a non voler inangiare cusa nessuna, spogliarsi nudo et, solo con una robba di taffetè su le carni, star quasi di continuo ad una flnestra dove tirava vento; caminare con li piedi discalzi per la caméra, che tuttavia faceva stare adacquala tanto che sempre ci era l'acqua per tutto ; farsi ralîreddare ogni notte, due o tre volte, il letlo con uno scaldaletto pieno di neve, et tenerlo le notti intiere nel letto ; bevere acqua agghiacciatissima, senza mangiare cosa nessuna, et timilia : li quali disordini non se li poterono vietare, per li gridi et rumori che faceva di continuo, quando seli prohihivano, itacbè non vi era cbi ardisse di negarli quello che volera, massiiue che questi medesimi disordini, o poco meno, faceva ancora quando era libero. Ma hora, con travaglio di animo et con non fare esercitio, hanno fattn tal opéra che si distempero di maniera il corpo, che, volendo poi mangiare, non riteneva cosa nessuna ; ma crescendoli a poco a poco il vomito, et insieme sopravenendoli il flusso, quelli che n’ havevano cura cominciarono a dubitare délia vita sua : onde fu chiamato il confessore et il medico. Ma egli, seguitando nella sua disperatione, non volse ascoltare nè l’uno nè l’altro, nè volendo jn alcun modo curare nè 11 corpo nè l'anima : la quai cosa faceva stare il re et allri con molto dispiacere, vedendoli massime di continuo crescere il male et mancar la virtù. Ma piacque a nostro signore Dio d’illuminarlo di maniera che non solamente si mostrè rimosso da quclla disperatione. ma dette in un subito segno di essere mutato afTatto da quel di prima, perochè prima sempre pareva che nel sno parlare dicesse cose vane et di poco fondamento, et all’hora cominciè a parlare gravemente et da huomo prudente ; et da se stesso domandè il confessore, et si confessé con molta devotionc, et, perché non presse il santissimo sacramento, poichè non seli potè darc per il continuo vomito, l'adorb con molta humiltà et mostrando molta contritione. Et, se bene si lassava curare il corpo, per non
69li DON CARLOS ET PHILIPPE II.
causa rsi egli stesso la morte, mostrava perù tanto disprezzo (telle cose del mondo, et tanto desiderio delle celesli, che parvè veramente clie nostro signore Dio gli liavesse riserbato il cumulo di tulle le gratie a quel punto. Et quello che è da notare in questo caso, è che il medesimo di che si conobbe questa mutatione, egli domandè quanti giorni erano Un alla vigilia di San Jacomo, et essendoti risposto che vi erano quatro giorni, disse : « Orsù, tanto hanno dadurare le mie iniserie et le vostre i> fatiche. • Et, seguitaudo tultavia con molta devotione et costanza, che pareva che, quanto più segli augmenlava il male et gli mancava la virtù, tanto più gli crescesse lo spirito buono, si condussc lino alla nolte precedente et la vigilia di San Giacouto : nel quai tempo domandè che hora era, et li fu risposto ch’era circa a luezanotte, et egli tuttavia seguitava di adorare un crocillsso che haveva in mano, et raccontandarsi a Dio, et domandar perdono delli suoi peccati. Et di li a un pezzo, dumandando di nuovo che hora era, li tu dello che era passata mezanotte, et egli disse : • Hora è il tempo », et si fece dare in mano una candela benedetta, et voltandosi al confessore, il quale non haveva mai lassato parlire, disse : « i’adre, aiutatemi ; » et con alcune parole che, se bene non si poterono bene intenderc, parvè perè a quelli che gli erano sopra che dicesse : hnif, propitiut esta milti pecculori; et battendosi il petto corne poteva, essendoli mancata la virtù a poco a poco, ritirandosi là vita quasi da membro in meiubro, spire con molta tranquillité et constanza. Che lu, corne ho detto, la notte delli 23, veneiulo li 24 di luglio, essendoli stato portato prima sul letto l'hnbito di San Francesco, et di più un capucciodi San üomenico, con li quali habiti egli haveva dimandato con molta instanza di esser sepellito, cornu tu. Mandé prima a domandar perdone al rc delle ofTese fatteli, et la sua beneditione, et li fece raccomandare con multa alTectioue et charité la sua famiglia. Il re non l'ha visitato, nè lassato che la regina et la principessa lo veggiano, forse considerando che, poichè gié si conosccva disperato il caso suo, queste visite simili più presto potevano conturbare l'una et l'altra delle parti, che aiutar lui in cosa nessuna ; et credo che da principio non credesse veramente il male, ma pensasse che fosse flnto, per esser slargato et liberato dalla prigione.
Questa morte iutendo che il re, corne padre, ha sentito molto; ma, corne christiano, la comporta con quella patieuza con che doveino ricevere le tribolationi che ci manda nostro signore Dio. Il popolo basso ne moslra molto dolore, cl anche alcuni delli principali et grandi di Spagna che non governano et che si stanno aile loro case. Furono invitati tutti gli ambasciatori ad accompagnare il corpo alla sepoltura, clic fu sepolto alli 24, essendo portato sempre il detto corpo dalli grandi di Spagna, duebi, marchesi, conti et allri che si trovarono alla corte, et fu accornpagnato dalli due principi di Bohemia, andando il maggiorc in niezzo
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tleir altro fratello et del cardinale présidente, et dopo loro seguitando il nuntio in mezzo degli altri imbasciatori di re, cioè dell' imperatore, Francia, Portugallo et Venetia (Polonia non fU cliiamato, forzi per la lite di precedenza con Portugallo), venPndo dopoi lutta la corte, et con grau moltiludine di gente, tutte con lutto et pompa convenientc a lal principe, con la quai pompa si sono latte ancora, la mattina seguenle, l'essequie, et si faranno nore giorni.
Tutto questo ho voluto scrivere a Vostra Signoria Illustrissime et Reverendissima , acciocliè Sua Santità sla intormata del tutto. Non si è ancora potuto vederc il re; quanto prima potro, farè l'oIBtio che devo, in nome di Sua Bealitudine, in virtù délia commissione generale et délia presunta anzi certamente di Sua Santità, llnchè Sua Bealitudine provoderà d’altro complimento. Non mi è parso di veder causa necessaria di spedir corriero a posta per questo avviso, sapendo che Sua Maestà doveva spedire et scrivere di sua mano, corne credo che larà, con questo mcdesimo corriero, a Sua Bealitudine, dandoli conto di questo caso, etconsolandosi seco corne con padre amorevole.
Et trattando delli negotii nelle alligate lettere , fo fine a questa , haciando humilmente le tuani a V. S. 1)1. et R., la quale nostro signore Dio conservi.
Di Madrid, )i 27 luglio 1508.
(Bibliothèque nationale, i .Ma-lrid : MS. X 177, p. 7ÎI4.)
Lettres écrites à Charles IX et à Catherine de Médicis par te seigneur de Fourquevuulx, ambassadeur de France d Madrid.