DOCUMENTS CONCERNANT LA FAÇADE DE LA CATHÉDRALE DE SIENNE
a) Neri di Donato, Cronica Sanese. Dans Muratori, Rer. Ital. Script., tom. XV., c. 220 :
« La loggia del Vescovado di Siena, che era in sul canto del Duomo, che era in fuore in fino alla via, si guasto, e questo si fe' per avère maggior piazza per mostrare le reliquie. »
b) Neri di Donato, éd. cit., c. 241 :
« El vescovo di Siena ebbe dal Comuno di Siena fiorini i356 per danno ricevè d'una loggia, che el Comuno di Siena guastô del detto Vescovado per fare la capella di S. Jacomo in Duomo, e per accresciare el Duomo. »
c) Arch. di Stato, Sienne. Libro dei Regolatori, 1367- 1377, fol. 200 t, et seq. :
« Al tempo di Missere Niccholo di Ghidi oparaio e Ambruogio di Benencasa Camarlengho de la detta opéra da di primo di Luglio anno Domini Mccclxx fino a di ultimo di Giugno Mccclxxj
Anco troviamo che à pagato in fare disfare la loggia dell vescovo et per sgrombrare la piazca de la detta loggia mille quarantuna lib. uno sol. Mxlj. sol j. »
d) Arch. di Stato, Sienne. Arch. delC opéra del Duomo
di Siena. Libro nero, 5i. Dans Milanesi, Documenti dell' arte Senese, vol. i., pp. 276, 277 :
« Ghristo 1377.
Sia manifesto a cliiunque vedarà questa ischitura (sic) chôme a di ro di Giugnio anno sopradeto, io Pietro di Migliore, ispeziale, uoparaio de luopara Sancte Marie, ritenni uno chonsiglio di questi citadini nominati di soto, per avère loro consiglio e loro dilibarazione sopra la faciata dinanzi a lo Spedale, cholà due era la logia del vescovo ; perché chosi ragunati e veduto il modo, dilibararo tuti di concordia a lupini bianchi e neri; e furo tutti bianchi, salvo che tre neri : e di ciô si fecie proposta gieneralemente ch' ongnuo (sic) potese chonsegliare : perché fatala proposta, chonsiglio missere Bindo di Tengoccio Talomei che chosi si faciese, corne è manifesto a tuti i citadini, faciendosi la piana dinanzi. »
(Suivent vingt-six noms.)
e) Arch. di Stato, Sienne. Arch. delV opéra del Duo mo di Siena. Libro nero, 5i t. Dans Milanesi, Documenti dell1 arte Senese, vol. i., pp. 278, 279 :
« Christo 1377.
Sia manifesto a chiunque vedarà questa ischrita corne io Pietro di Migliore, ispeziale, oparaio de Topera Santé Marie aloghai a Jacomo di Buonfredi, chiamato Corbella, tuto i1 lavorio che bisognia ne la faciata dinanzi a lo Spedale Santé Marie, chola duve era la logia di marmo bianco con questi pati di soto iscriti : présente Maestro Giovanni di Giecho, chapomaestro de l' uopara e di (sic) Maestro Domenico di Maestro Vanni e di Maestro Minuccio di Jacomo e di Maestro Francescho di Ser Antonio .
In prima le piètre drite di mezo braccio, e da inde in giù choie spalete de le porte, cinque soldi il braccio.
Ancho, deba avère cho' l'archeto piano da le 'nposte in su in due pezi o in uno che gli venisse chol bechatello, trenta soldi l'uno.
Ancho, deba avère de la cornicie che va di sopra, tornata concia chôme chela ch'ene, dicie soldi del braccio in petraia.
Ancho, deba avère d'ogni altro lavorio che vi bisongniase di marmo bianco, quelo che giudicharà l'oparaio ch1 è o che sarà per li tempi, col chapo maestro, e chon uno altro maestro che verà appreso di se.
Fata adi vintenove di Setenbre 1377. »