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III. Del sacramento della penitenza

1. Essendo la forma dell' assoluzione usata dai Latini conforme a quella della nostra Chiesa Sira, ordiniamo severamente che non si cambi la forma suddetta.

2. Ordiniamo con tutta severità a secondo i canoni della Chiesa, che i sacerdoti non confessino donne in casa, ad eccezione del caso di malattia, o per altre cause, e ciô ancora previo il permesso del vescovo.

3. E' d'uopo che in tutte le chiese vi siano confessionali collocati in luoghi convenienti e frequentati. Non è permesso poi mai confessare donne se non nei suddetti confessionali, i quali debbano avère le grate.

4. Ordiniamo ai sacerdoti che mettonsi al collo la stola quando sentono le confessioni.

5. I peccati riservati ai (vescovi) secondo che stabiliamo sono i seguenti :

a) La sollecitazione in qualunque modo sia, e l'assoluzione in materia turpe, non che il dimandare a proposito il nome del complice in materia turpe.

b) L'omicidio volontario; e cosi ancora l'aborto premeditato; e ciô riguarda coloro i quali lo commettono, corne anche chi lo comanda o lo consiglia, o aiuta a portarlo a fine.

c) La magia, indovini, astrologia e simili, e ciô spetta tanto coloro che professano simili superstizioni, quanto coloro i quali vi ricorrono.

d) Il peccato contra sextum commesso da un sacerdote con una persona.

e) Incesto nel primo grato di consaguinità ed afïinità.

f) L'aprire a posta o distruggere le lettere che vengono ai superiori nominatamente, o le quali da essi superiori sono spedite. — Ci siamo convenuti poi che ciascheduno dei parrochi della nostra nazione abbia la lista di questi peccati riservati; e quando gli occorre dimandare facoltà al superiore del pénitente per assolvernelo, basta che dimandi la facoltà senza indicarsi la specie del peccato od il numéro; corne ancora l'intenzione del superiore nel dare la detta facoltà debba riguardare l'assoluzione délie pêne ecclesiastiche stabilité dalla legge o dai canoni contra simili peccatori.

g) In ultimo spetta poi ai vescovi, se volessero per giuste ragioni riservare a se stessi l'assoluzione da certi peccati.

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