‹ Histoire des conciles d'après les documents originaux (volume 2)Chapitre 1150 sur 1172 · I. Dei privilegi ed incombense del patriarca · texte numérisé non relu

I. Dei privilegi ed incombense del patriarca

Il patriarca è il capo délia nazione ed ha la precedenza a tutti gli arcivescovi e vescovi del suo patriarcato. I suoi privilegi poi sono secondo le antiche consuetudini vigenti délia Chiesa :

1. Ha il diritto di sentire e sentenziare nella cause portate a lui con appello dai tribunali del vescovo o metropolitano.

2. Dare lettere ai vescovi, i quali s'assentano dalle loro diocesi per più di sei mesi, senza le quali non potranno lasciare le loro Chiese.

3. Consecrare vescovi; perô non consacri veruno prima se non dopo aver preso il consenso di tutti i vescovi.

4. Quando il patriarca passa per qualcheduna délie diocesi del suo patriarcato, puô esercitare i pontifîcali, e predicare.

5. Puô accettare le dimissioni di qualche vescovo col consenso degli altri vescovi suffraganei.

concile d'alep en 1866 1081

6. Puô ordinare sacerdoti sulla sua sede patriarcale presi da tutte le diocesi, e ciô lo puô fare affinché potrà inviarli ai vescovi, i quali lo dimandano per i loro bisogni.

7. Se occorre il bisogno, o la nécessita, potrà il patriarca consecrare un vescovo, o due ancora col consenso dei vescovi délia nazione, sul nome d'una città ad honorem, e lo potrà tenere da se nella sede patriarcale per aiutarlo; perô dovrà offrirgli il sussidio necessario pel suo mentenimento. Questo vescovo poi dopo la sua morte dovrà lasciare il terzo dei suoi lasciti da erogarsi a sua disposizione pell' anima sua; gli altri due terzi restano alla sede patriarcale.

8. Quando trapassa un vescovo, il patriarca dovrà comandare alla diocesi vedova che elegga nello spazio di tre mesi dalla morte dei suo vescovo, un soggetto degno pel vescovado, e dopo aver preso il consenso dei vescovi nazionali, dovrà confermare l'elezione e consecrarlo vescovo per quella diocesi; e non ritardi la detta consecrazione più di tre mesi, secondo che ordinano i canoni.

9. E' d'uopo che il patriarca si faccia un procuratore per i béni temporali, e dovrà notare in buoni registri tutti i béni délia sede patriarcale, mobili ed immobili; e metta tutta la sollecitudine in tenere in buon conto tutte le entrate e spese patriarcali, délie quali dovrà il procuratore suddetto dopo la morte dei Patriarca dare conto esatto al sinodo dei vescovi.

10. In virtù dei canoni e consuetudini ecclesiastiche espressi nei libri di diritto canonico, bisogna che tutte le lascite dei patriarca siano esse in contante e fondi, béni mobili od immobili, ornamenti sacri ed altri, restino proprietà délia sede patriarcale e niuno dei suoi parenti consanguinei od affini potranno ereditare qualche cosa. Le rendite poi che gli provengono in modo spéciale, e non a titolo délia sua dignità; corne anche ciô che possedeva prima dei suo inalzamento al patriarcato, potrà il patriarca far testamento che una parte d'esse sia erogata per l'anima sua secondo che egli vorrà disporre.

II. Di cio che dovra farsi alla morte del patriarca e dell' elezione del successore

1. Quando trapassa il patriarca, bisogna che tutti i vescovi suffra:

gli facciano i funerali solenni nelle loro cattedrali colle messe di requie; e cosi ancora dovrà farsi in tutte le parrocchie. Ciô poi dovrà compterai <<>n più forte ragione alla morte di alcuno dei Sommi Pontofid Romani.

2. Ordina questo nostro sinodo che in tutti gli anni si facciano dur solenni funerali pel riposo dell' anima del fu Monsig. Patriarca Egnario Antonio Samhiri di b. m.; l'uno dovrà farsi nella vigilia délia faata délia Chiesa patriarcale a Mardin, che è la festa dell' [mmftoolftta Conoetione; ed il secondo nel giorno délia commemoi a/ion. • «li S. Anh.nio il Gra

ed in ambo i funerali si celebrino le mette <li mquia peU' anima ma dal patriarca esistente con tutti i vescovi e sacerdoti i qnfjj m troverabboro in allora nella Chiesa patriarcale : e l'elemosina dovrà erogarsi dalla H

délia sede patriarcale. Tutto ciô poi dovrà farsi quale mercede per le sue fatiche nell' innalzare la Chiesa e la casa patriarcale, ec.

3. Ordiniamo con tutta severità che quando trapassa il patriarca, dovrà il procuratore patriarcale invitare un vescovo con due sacerdoti di ciascuna délie nazioni cattoliche esistenti a Mardin; ed in loro presenza rompere tutti i sigilli del defonto patriarca, e mettere con essi il sigillo a tutti i registri, carte, e mobili, ec, di proprietà del patriarcato ; e che informi tutti i vescovi délia sua morte.

Quando poi radunansi i vescovi per la nomina del nuovo patriarca, dovranno :

a) Chiedere l'assistenza divina con ferventi preghiere e colla benedizione col SS.mo Sagramento per tre giorni consecutivi.

b) Che l'anziano dei vescovi dica una messa pontificale nel giorno prefisso per l'elezione, ed alla fine si radunano i vescovi nella chiesa, nel mentre che un sacerdote vi chiude le porte.

c) Che ciascheduno dei vescovi scriva secretamente su d'una carta il nome del soggetto che vorrà scegliere per patriarca, e la sottoscrivi e la sigillerà col sigillo : e dopo averla piegata e chiusa, la porrà nell' urna preparata per le carte dell' elezione. Cosi dovranno fare tutti i vescovi. Quindi s'avanzano i due preti nominati dal sinodo per aprire ed esaminare le carte dell' elezione ; ed apriranno e scriveranno il numéro dei voti sotto la sorveglianza del più anziano dei vescovi, corne gli viene spiegato dalle carte suddette. Se pel candidato viene un numéro di più di voci délia meta, l'elezione è fatta, altrimenti dovrà reiterarsi l'elezione.

Quando poi si détermina l'elezione, s'avanzano i vescovi, e baciano la sua mano, e quindi lo vestono délia pianeta, e mettono la mitra in testa, nel mentre che uno dei sacerdoti âpre le porte délia chiesa, ed entrano gli ecclesiastici col popolo, e l'eletto benedice gli astanti, i quali l'accompagnano processionalmente alla sala patriarcale, e si stabilisca il giorno délia funzione délia tradizione del pastorale secondo il Pontificale Siro.

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