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TEXTE REFORME

Creator aime siderum.

aeterna lux credentium, lesu, redemptor omnium, intende votis supplicum.

Qui iiaemonis ne fraudibus periret orbis, impetu amoris actus, languidi mundi medela factus es.

Commune qui mundi nefas ut expiares ad crucem, e virginis sacrario intacta prodis victima.

Cuius potestas gloriae, nomenque cum primum sonat, et caeliies et inferi tremenie curvantur genu.

Te deprecamur uliimae magnum diei iudicem, armis supernae graiiae défende nos ab hoslibus.

A l'heure où j'écris, tout le monde est d'accord pour regretter cette modernisation des vieux hymnes. Urbain VIII et ses versificateurs étaient partis d'un principe erroné, par ignorance des règles de la poé-

1. On trouvera dans Daniel, Thésaurus hymnologicus (Halle 1841), le texte de l'hymnaire romain d'Urbain VIII, et en regard le texte ancien.

sie rythmique, poésie inconnue d'un temps où Ton croyait naïvement que les hymnes de saint Thomas d'Aquin étaient composés « etrusco rythmo » M II serait cruel d'insister sur la faute commise là.

La recension d'Urbain VIII fut promulguée par une bulle {Dinnam psabnodiam) le 25 janvier 1631, et le Bréviaire sortit l'année suivante des presses vaticanes^.

La re vision d'Urbain VIII clôt la sérié des revisions

1. Le mot est pris à rintroduction mise en tête des Hymni Breviarii Romani, SS. D. N. Urbani VIII iiissii et S. R. C. approbatione emendati et editi., Rome 1629. L'approbation de la Congrégation des Riles est du 17 mars 1629. — Le P. Som- MERVOGEL, t. VI (1895), p. 633, cite une critique assez vive recueillie par le P. Brotier d'après trois lettres écrites de Rome au P. Labbe par le P. Gavalli, franciscain : « J'ai vu le P. Hieronymus Petruccius qui a fait les hymnes du Bréviaire nouveau approuvées par Urbain VIII, qui punit d'excommunication les irTiprimeurs des anciens. Si vous avez les nouvelles hymnes, réimprimées à part, à la dernière page le correcteur dit qu'il a corrigé jusqu'à 952 fausses syllabes, et que si quelqu'un veut bien examiner facile mille errores deprehendet. Urbain VIII parle plus respectueusement des anciens... »

Pour une critique motivée de la malheureuse correction de l'hymnaire par Urbain VIII, voyez U. Chevalier, Poésie liturgique traditionnelle (Tournai 1894), p. XLix-Lxr. D. Bouix, De iure liturgico, p. 319. Le traducteur français de Baeumer, t. II, p. 293, rapporte le vœu exprimé par la commission du chant grégorien institué par Pie X, en faveur du retour au texte ancien des hymnes « qui faciliterait l'exécution des mélodies grégoriennes ».

2. Breviarium Romanum ex decreto Sacrosancli Concilii Tridentini restitutum, PU V Pont. Max. iussu editum, et démentis VIII pj'imum, nunc denuo Urbani VIII. PP. auctoritate recognitum, Rome 1632. L'hymnaire corrigé ne devint définitivement obhgatoire qu'en 1643, en vertu de la bulle Cum alias (27 avril). Sghober, p. 62. Néanmoins la basilique do Saint-Pierre ne l'a jamais reçu.

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faites par le Saint-Siège au texte du Bréviaire romain. En telle sorte, l'on peut dire que le Bréviaire d'Urbain VllI, ainsi que lui-même en exprimait la volonté dans la bulle Divinam psalmodiam^ a constitué la vulgate du Bréviaire.

Cette vulgate cependant était-elle aussi impeccable qu'on aurait pu le souhaiter ? Si l'on avait trouvé, en 1602 d'abord, en 1632 ensuite, matière à correction, avait-on en ces deux revisions épuisé la somme des corrections désirables? N'y avait-il pas à faire des sacrifices plus graves que ceux que la critique timorée et prématurée de Sirleto, la critique toute chronologique et militante de Baronius, la critique enfin littéraire et formelle du temps d'Urbain VIII avaient tour à tour consentis? Les offices nouveaux, introduits en si grand nombre depuis 1568 et depuis 1632, n'avaient-ils point été à l'encontre de la pen sée de saint Pie V? En d'autres termes, une revision nouvelle et plus sévère n'était-elle pas opportune ? Telle est la question que l'Église gallicane allait mettre à l'ordre du jour, et dont le Saint-Siège allait être saisi.

3'l0 HISTOIRE DU BRÉVIAIRE ROMAIN.

EXCURSUS C.

Rapport de Léonardo Marin! à Pie V.

Arcliives du Vatican, Concil. Trident. 47, fol. 312-348. 111"'° et R"'" Mons^

Perche si comprend! bene in clie consiste la correttione del Brovinrio quai si c fatta, par sia bene narrar da principio l'ordine dell' ullicio e modo che già un tempo la si teneva, et corne si sia venuto in quest' uso clie oggi s'osserva, et la causa che ci lia mossi liera di tornar in parte ail' antico, et in parle variarc dall' uso iiodierno : et l'uno et l'altro uso, cioè l'anlico et moderno clic al présente si osserva è fondato sopra il c. di Gelasio S'" Rom" Ecc", c di Greg. VII In die resurrectionis , se ben quanto al modo di dîrlo si è alquanto variato.

Già ottanta o novanta anni sono l'officio si celebrava o di nove, o di tre lettion;. Di nove quando rufficio era doppio o semidoppio. Di tre quando l'ufncio era di fesla semplice o feria. Quanto ail' officio doppio, semidoppio e feriale, nicnte si variava da quelle si usa lioggidî, quanto aile leste scmplici vi era qualclie differentia. Imperocchè queste si celebravano col notturno délia leria e tre lettioni del S'", facendo in tutto il restante l'officio del S'" corne lioggidi si costuma con lai ordine, se dimane fosse occorso un santo semi)lice lioggi al capitolo del Vespro si pigliava del 8^° e tullo il restante dell' ufficio fin al matutino, come lioggidi si fa. Al matutino si diceva l'invitatorio et himno del S^», il notturno délia feria secondo sta distribuilo ne! psalterjo, tre lettioni con tre responsorii del S^». Poi le laudi et tulle l'hore includendo solamenle Nona, si faceva come hoggi si costuma. Da nona in la non si faceva più del S'° semplice, ma dicevano i psalmi del Vespero feriall, et se nel giorno seguente d'altra festa semplice, si pigliava dal capitolo con l'ordine predello, se non vi erafesla si seguilava l'ufficio feriale. Queste feste semplici se fossero occorse in giorno impedito da qualclie festa doppia o semidoppia, non si transferivano come hoggi si fà, ma si faceva di loro la commemo rattione al primo Vespero et al matutino. L'officio délia Madonna si diceva sempre, eccetto che nelle feste doppie et in alcune otlave. L'officio de' morti si diceva sempre nelle feste semplici e nelle ferie. Nel tempo délia quaresima facendosi di continue de feria, eccello che non fosse slala festa doppia e semidoppia, ottra ail' officio délia Madonna e delli morti, vi si aggiungevano i selle psalmi con le leta nie e i graduali. Nell' officio feriale poi à lutte l'hore in fine vi si dicevano le preci feriali col Miserere come hoggi anco si fà eccetto nel tempo Pasquale. Le fesle doppie e semidoppie si celebravano con nove psalmi e nove lettioni, come s'è dette, et essendo impedite da qualche festa maggiore si transferivano nel p" giorno vacante di simil festa, e Ira di loro non vi era allra differentia, se non che nelle semidoppie si diceva l'officio délia Madonna, non si dupplicavano le anl«, si facevano le commemoraltioni al Vespero, et matutino, et à

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prima el compléta si dicevauo le preci consuete, le quali cose anco liaggl si osservano.

Hor perché ruflicio delle feste semplici e feriale allhora era troppo gravalo diceiulosi con rofllcio délia Madonna l'officio de' morli, e nel feriale le preci, e nella quaresima le allre cose predette, per volerlo sgravare, e far clie l'officio fosse più tollerabile, fu introdoUo il modo clie al présente si osserva, cioè che le fesle semplici quali crano di tre leitioni fossero di nove lettioni, et si facesse di loro comc delle feste semidoppie, et essendo impedite d'altra festa doppia si transferissero nel p'' giorno vacante, talche non si facesse piii di loro commemorattione. Et in questo n)odo si vicne à scliifare due cose : l'uno à scliifare l'officio de' morti quai si diceva nelle feste semplici, ma non nelle feste semidoppie, rimanendo solo corne in quelle l'oflicio délia Madonna : l'altra che transferendo lutte le feste semplici si viene ad occupar tutti li giorni feriali, et si fugge la gravezza della-feria, et cosi si osserva iioggidi.

Ma si è visto alla giornata che queslo modo clie al présente si osserva introdotto come si vede solamente per fuggire la gravezza dell' officio hà causato maggiori inconvenienli di quelli di prima. Imperocchc queslo transferir de' Santi ne apporta gran confusione nella Chiesa, transferendosi diversamenie in diverse chiese e celebrandosi in uu medesimo giorno in una medesima ciltà in divers! luoghi et da diverse persone divers! S", et in oltre si transferiscono moite volto quattro e cinque mesi lontano : cosa che à ogni persona religiosa dà gran faslidio. Poi perche con queslo transferir de' S^' si occupano tutte le ferie, ne nasce quest' altro inconveniente che rarissime volte neir anno si fà l'ofllcio de feria, e quel che è peggio nella quaresima ogni giorno si fà de S»<' essendo cio interdilto per i sacri canoni per esservi li oflicii proprii, si come anco si osserva nel missale. El da queste ne nasce ancora, che non si legge se non pociiissimo délia scrittura, havendosi pero a leggere in ciascun tempo seconde la dislrihulione di Gelasio, e similmente il psalterio, quale nel Breviario è stalo compartito da leggersi per tutta la settimana, con questo modo mai si legge se non rarissimo, e quelli del comune de' S" sono tutto 'l di in bocca delli huomini con tedio e fastidio d'ogniuno. E questo ha causato grand' ignorantia nei clerici, perciociiè non ha[n] prattica alcuna né de' psalmi, ne délia scrittura. E quando pur un giorno occorre far de feria s' ingarbugliano, ne sanno donde cominciare, rimanendo pero grave come anticamente di tanli altri oflitii e preci che mai fmiscono, et il psalterio quai bisognava che anticamente 1 Vescovi sapessei-o tutto a mente, come scrive S. Gregorio, se dorevano promoversi hoi"a a pena si vede.

Si che per provedere alli sudetti disordini et inconvenienti che dal présente uso ne riusciscono. Il sacrosanto Concilio Tridentino per li richiami che in divers! lempi da diverse bande sopra cio son nati, inspiralo da Spirito S'° délibère provederci condeputare alcuni prelali sopra la corretlione di simil disordini, et [non] havendo possuto mandarlo essecuttione per l'espeditlione del Concilio queslo negotio, lo hà rimcsso à N'» Sig'^^, il quai subito convocato in Roma alcuni Pre-

lati clie sopra di cio dal Concilio erano stati depulati, acciô deliberassero quel tanto clie bisognava. I quali havendo ben discusso il negocio et maluramente considerato, lo hanno ridotlo à perletlione seguitando e tenendo l'infrascritto ordine.

Si é considerato che il modo anlico in se era buono, ma per l'aggiunta d' alcuni officii aggiunti era divenlato nojoso : pero si è atteso a ridur l'officio ail' antico e moderar le cose clie sin alihora come al présente aggravano l'officio.

Si é visto che l'officio délie feste semplici era ben ordinato, poichè si deve pur far differcnlia da fesle semplici à più solenne. Nelle feste solenni appresso li anticlii si facevano le vigilie in diverse parti delà notte, le quali si son conservate in quei tre notturni quali si distinguono nelle feste di nove lettioni, e di qui era che appresso li più antichi l'officio si faceva di pochissimi santi, quali erano piu solenni che havevano le vigilie, si corne appare in alcuni antichissimi Breviarii, et di queslo parla il c. In die re.mrrectionis, si festum est novem lectiones, perochè in quelli lempi si faceva sempre di feria, et il marlirologio suppliva alli alli i S", si come anco alcuni oflicii monachali osservano. Ma essendo poi nel calend** aggionti molti altri S", pareva fosse conveniente farvi qualche differcnlia dalli altri più solenni, facendoli col notturno délia feria per non interrompere il corso dcl psalterio, e nel resto tutto l'officio fosse del S'", non li dando pero à differentia del do|)pio e semidoppio se non il primo Vespero. E questo modo si trova osservato in tutti i Breviarii vecchi, et ancora osservano alcune provincie e religioni. Pero parendo raggionevole alli sudctti Sig" deputati, han voluto reslituire l'officio délie feste semplici col notturno délia feria come p' non variando in altro dall' antico, se non che doppo la terza iettioiie si lassa il 3» responsorio, et si dicc il Te Deum. Et questo si è l'alto per far differentia dalla festa alla feria et per non variare dall' uso comune che si dice il Gloria in excelsis à ogni S'" nella messa, et anco fare di loro la commemoratione essendo impedite d'altra festa maggiore, per lar differenza Ira queste aile altre feste più solenni le quali si transferiscono, et per evitare la confusione che di sopra si è detto, et per non impedir l'officio feriale, come al présente si fa. E perche questo officio di fesle semi)lici appresso li anlichi era troppo grave [)er Û allri officii aggionti, si è pigliato esi)ediente di levar l'officio demorti, il quai non si dica ogni giorno, tanto nelle feste semplici, come nelle ferie, ma solo alcuni giorni, cioè ogni p" di del mesci e nelli giorni che si fa l'officio délia vigilia e dei qualtro lempi come di solto si dira, e nell' Advento e quaresima ogni lunedi, e cosi si viene à sgravare anco la feria, la quale si è sgravata anco dalle preci, quali non si dicono se non nell' Advento e quaresima e nelle vigilie e qualtro ïempi, non à tulle l'horc, come hora si fa, ma al Vespero solo, et aile laudi. In oltre le ferie délia quaresima si son sgravate in parte dalle allre cose, facendo che i selle salmi e graduali non si dicono ogni giorno, ma dispensandoli per la settimana. Il Mercordi li graduali, li sette salmi il Venerdi, talche cosi

non si leva aifatto quel clie lin qua si è usalo, ma si son moderate lalmente clie viene ad esscr leggiero il dir dell' officio senza clie alcuno si possa richiamare.

L'oiricio délie feste doppie e semidoppie si è lassato corne sempre, et liera si è costumalo.

Quel clie oitre al sopradello ordine si è fatto è questo. Percliè si vede in effetto che per la moltiplicattione di feste si occupano molti giorni ne i quali non si legge délia scrittura, i)erô è parso alli sudetti Sig" deputati far che ogni giorno, o si facci l'officio del S" o (leila feria, sempre si leggi qualciie cosa délia scrittura di quel lihro clie corre. Et in questo si tiene quest'ordine. Quando si fa l'oflicio di nove lettioni, le prime tre del p" notturno siano délia scrittura ; quando di tre lettioni, se si fa del S"> over si legge l'iiomelia la 1-' over la a" lettione sarà délia scrittura, la 2" over la S'" sarra délia leggenda del S"^ over dell' lionielia, secondo le leggende saraimo brevi o longlie da mettere in una o due lettioni. Si ecceltuano da questo alcuni giorni corne nelle ottave di Pas(iua resurrettiope e Pentecoste, nelle quali si dicono le tre lettioni dell' liomelia secondo il dec(reto) di Greg" nel c. In die resurrectionis.

Et perché Ira le cose che si oppongono ail' officio vecchio una ne è che ben spesso l' officio non si accorda col niissale, dicendosi 1' officio d' una cosa et la messa dell' altro, si é ordinato accio vi sia sempre conformità che nelle vigilie e quattro tempi che hanno messa propria, si faccia l' officio feriale corrispondente alla messa.

Di più perché si vuole anco opporre al Breviario vecchio circa l'oflicio Dominicale, che in alcune cose é diffettuoso prima che la Domenica che è giorno feslivo, et da tutto il Christianesimo celebrato, habbia à cedcre à feste semidoppie, et à giorni infra ottava che sono inCeriori alla Donienica coine hora si fà, si é ordinato che questo più non sia, ma la fesia seinidoppia di quai sorte si voglia, et il giorno Ira r ottava céda alla Domenica, la quai non si iasci mai se non fosse testa doppia fuor délia quaresima et Advento, ne i quali tempi non si Iasci et per festa doppia corne hora si fà. Et perché 1' officio délia Domenica nel matutino é [nù longo delli altri giorni dicendosi 18 salmi, e poi quando i preti bisogna attendino aile lor cure per sublevamento l'officio se li rappresenta longhissimo con dieci altri salmi, la quai cosa è sempre stata lediosa in modo che 1' é venuto in proverbio sarria mai longa come la prima délia Domenica, e nel conc, secondo lian referto quel Sig" deputati, fu delto espressamentc si abbreviasse. Si é pensato per non lassar quel salmi quali à quella conseguitano, si distribuiscano ])er la settimana cinque salmi che avanzano il salmo Beati im macula ti,uno per giorno quando 1' officio si là di feria, et questo è un modo facilissimo e brève. Inoltre perché il numéro délie Domeniche é imperfetto al numéro di quelle che possano occorrere doppo la Epiphania e doppo la Pentecoste, et questo causa quella confusione et intrico délie Domeniche vacanti, che si fa Ira l'anno, pero per obviare à questo et per far la cosa piana, si è fatto che quando avanzano Domeniche doppo la Epiphania quelle si aggiunghino doppo la penultima Domenica doppo la Pente-

cosle, rimanendo l'ultima, la qualc ha corrispondenlia con la I* Domenica dcll' Advento sempre in ulUmn luogo. E perché al numéro di quelle che possono essere vi luanca una Domenlca, vi si è aggiunto un' altra Domenica pigliando solo 1' homelia dell' evangelio et oralione, si corne habbiamo trovato in un antico missale di libraria, quai dicono il Missale di S. Gregorio. Si c laKo anco per più consolatlione di quelli che diranno V officio, che nel 2" nolUirno la Domenica si legghi qualche sermone di Dotlore ecclesiastico sopra i delti délia scriltura che in quel tempo si legge.

Di più perche si Irova alcuna differen/a Ira le ottave, alcune si chiamano ottave Domini Sabaolh, alcune sono de' santi, tra alcune di queste ottave si fa 1' olfilio dclle Domeniche occorrenli al modo dell' ottava, tra alcune altre si fa délie leste infra quelle occurrenti ; ci c parso dar qualche ordine générale délie ottave, il quale è questo, che quando il giorno dell' ottava è doppio, 11 giorni infra ottava siano semidoppii, e cosi si faranno di nove lettioni et délia Domenica infra r otlava si fara al modo dcll' ottava eccetto 1' oratione 1' homelia e i capitoli. Delli S^' che Ira quella occorreno non si farrà se non son doppii, et in questo modo si celebraranno tulte le ottave del Sig'® cioè quella di Natale, Epiphania, Ascensione e Corjjo di Chrislo. Quelle délie Pasque hanno il suo ordinario. Nell' altrc ottave che il giorno dell' ottava è semidoppio, infra l' ottava si farà al modo del semplice, c delli S" semplici et Vcrgine occurrenti si farrà T oflicio al modo dell' ottava, délia Domenica infra quella si farrà al modo consueto con commemoratione dell* ottava.

Perche da i moderni son state aggionte alcune ottave senza nécessita le quali impediscono l'oflicio currente, perô si è levato 1' ottava alla Conceptione délia Madonna quale impedisce l'officio dell' Advento, c l'ottava délia Visita tione quale impedisce l' ottava di S. Pietro e s. Paolo che anticamente si faceva, e si son lassate alla Madonna dell' Assumptione e délia Nativita in settembre.

Perché anco si vede in moite provincie e Regni che il sabbalo è in gran veneratione délia Madonna per haver à essore questo breviario comune, accio le altre nationi di ciô non piglino admiratione, si c preso per espediente che ogni voila che il sahbato non è impedito da alcuna festa si facci 1' officio dclla Madonna, eccetto la quaresima e nelle ferie de' quattro Tempi e délie Vigilie, et perche non s'interrompi r ordine del i>salterio si è ordinato si faccia al modo délia festa semplice col notturno délia feria.

Perche si oppone anco al Breviario vecchio tra l'altre cose che dan fastidio, che nelle leggende de S" si leggono moite cose apochriphe, et di alcune leggende si legge pochissimo e niente di quello appartiene alla vita del S'% et anco sconciamente e con parole che più tosto possono talvolta offendere le menti semplici, non servando ne il decoro ne l'honestà Chrisliana, pero sopra di ciô si è fatto più e più volte dalli sudetti Sig" Deputati discussione, e linalmente si é risoluto che miglior modo non si poteva tenere che cavando da tutte le historié de S^' le cose più authentiche, si jacci una compilatione, e di ciascun santo in brevità et con un

slile médiocre che liabbia dell' ecclesiastico, toccar le cose più importauti che faccino ad edilîcattione et sodisfatlione di quelll che le legseranno. Ne à queslo obsla, che non si usine le parole istesse (le i lor scriltori, prima perché acciô siano piû copiose, son prese da più scriltori e da più luoghi, poi perché alcune son st.ite scrille da loro in moite carte che è diflicile usando le lor parole restringerle in compendio (anchor che quando si sono havule scrilte succinlamenle da Aulori authentici, come di S. Hieronimo nel libro dcUi scriltori ecclesiastici si son lassate). Ma se bene questo non si è possuto sempre servare, non per questo resta che quando il breviario sarrà approbata da N--» Sig" non habbia d'havere più autorità, che se habbino dalli lor aulori. Presupponendosi clie (|ueIlo sarrà approbalo da S. S"^, sia stalo prima considerato e prcso da autori più authentici che sia stato possibile, non si havendo à dar regola in questo al Papa. Et tanlo più nelli Breviarii antichi non si è mai usala questa diligentia di nominare li autori, essendo in diversi Breviarii diversi legendarii, et erano appresso li anticlii gesta martiruni scritti dalli Prothonolarii quali andavano attorno senza aulhore, si come S. Gregorio parlando in una homelia di S. Félicita dice haverlo preso dalli suoi gesli non nominando autore, cosi parimente si dira liabbia faito Papa Pio, quando havrà approbato e mandate luora il Breviario, come fecero Papa Clémente e Paolo nel Breviario di S'* Croce, e quelle vile sono giudicate la miglior cosa che sia in quel Breviario, e pure compilale da letterati di que tempo, délie quali vite li sopradetti Sig" deputati havevano pensato dal principio di servirsene, ma perché g'i occorse doppo longa consideratione, che anco quelle si potevano migliorare gli piacque questa risolutione che si scrivessero nel modo delto supplendo à molli diffelli, che si nella verilà dell' historia, si nel modo di scriverle la si trovavano. Il che tanto piacque à quel Sig'' che dissero non osserci cosa délia quale più si sodisfacessero, et Mons. di Modena di propria mano ne scrisse sei o sette con mirabil contento, e poi stando maie mi fece promettere di essere insieme con m. Giulio Poggiano e condurre à fine queste vite nel modo cominciato. Nel che spero habbia essere con lajuto di Dio cosa che farà che si laudi la matura deliberationo di quel signori.

Et in lutto quello si c fatto si é havuto rispetto non si muti cosa alcuna delli libri délie Chiese et il modo è facilissimo.

Occorreuo dcUe allre coselte che nel contesto del Breviario son State correlte délie quali hora non mi estendo à rendere raggionc l»arendomi haver tocco le cose più principali quanto spetta all'ordine di tutlo il Breviario : quelle nel scorrere del Breviario si potranno un' altra volta dire etc. i.

l. Explicit sic.

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