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LA PESTE À VIENNE

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Mi fà sapere il Sig.'' Ambasciatore di Venezia di voler Ira poche hore spedire un corriero alla sua E-epublica, per avvisare la resoluzione pigliata dall'Imperatore di partire domani da Vienna^ ritirandosi per otto giorni in un palazzo cinque miglia lontano, per proseguire poi il viaggio alla volta di Zell, e di là passare à Praga, se pure ivi ancora non regnano le malatie ; e per chiarirsene vi si è spedito un corriero, il quale se portasse, che le malatie vi fossero, corne si dice, piglierebbe S. M.*^ la risoluzione di andare à Lintz, 6 à Gratz ; Non pu6 negarsi, che da domenica in quà le malatie, e le morti siano molto agumentate per il disordine di tutte le cose, e per la costituzione dell'aria, con scirocchi continui, e nuvoli bassi, che impedivano la respirazione à i più sani, in modo che senza moto si andava tutto in sudore, e crescendp per ciô il maie, portavano fuori délia città sopra gl'istessi carri i morti con i vivi, e sopra la piazza del morto senza ne meno mutare la paglia mettevano al Lazzaretto il malato ; e con tutto ciô molti di essi guarivano, segno évidente, che non fosse vera peste, ma influenza maligna cagionata dalla soffocazione dell'aria, e dal pessimo nutrimento del popolo, che hà mangiato frutti immaturi, e carne di porco, e bevuto i vini dell'anno passato tanto potenti, che hanno abbrugiato le viscère à molti, et ad altri i frutti, e la carne hanno generato le putredini, et altri sono morti di stento, e per il puzzo de' cadaveri, che non levano diligentemente dalle case. Con tutto ciô io con molti altri eravamo di sentimento, che l'Imperatore non partisse, per non disanimare il popolo, e cagionare maggior disordine, serrandosi nel palazzo, come fece Alessandro settimo, con le precauzioni, che descrivevo haver veduto praticare in quel tempo, mentre mi trovavo in palazzo; ô che se pure volevano allontanare la persona di S. M.^% si ritirasse à Lintz, per non perdere di vista l'Ungheria, e Vienna, che si distruggerà con l'andata à Praga, e puol'essere, che conduca con se il male^, et infetti tutte le provincie nel passaggio, che farà per esse : dove che à Lintz potrebbe andare per barca con maggior sicurezza et ivi pigliare la resoluzione di passare à Praga, à Gratz, ô nel Tirolo, se come molti vogliono, fosse vera peste, e che si

dilatasse per tutto; Ma i Boemi, che hanno esagerato il maie, hanno premuto, che si risolva d'andare à Praga per il loro proprio interesse, e da ciô nasceranno infiniti sconcerti, perché Vienna si distruggerà; si difficulteranno i trattati dell'aggiustamento delrUngheria ; si troncheranno le negoziazioni con i Pollacchi, e con i Moscoviti, e se portasse la peste in Boemia, et altrove, si distruggerà l'esercito, che deve acquartierarvisi, e con questo sarà S. M.*^ incapace, non solo per Poffesa del Turco, ma ancora per la difesa. lo hô fatto il possibile per divertire l'andata à Praga, e hieri pigliando audienza, parlai con efficacia, et insistei, che almeno nelli otto giorni, che si tratterrà S. M.*^ in questa vicinanza, si stringhino i trattati con i Pollacchi, e i Moscoviti, e S. M.^'^ mi promesse di farci ogni diligenza, mostrandosi perô risoluto di andare à Praga, se non ci saranno malatie. Significai dopoi à S. M.*^ di concerto con gl'altri ambasciatori, che prima di muoverci aspetterebbemo (sic) di sentire, che si lissasse in un •luogo, e che ci facesse sapere il suo gusto, e S. M.^^ mi disse, che ci avviserebbe, quando dovessemo muoverci; e se anderà à Praga non potremo partire, se non al fine di settembre, perche bisogna, che aspettiamo il ritorno de' carri, che haveranno servita la Cor te, e se il maie si dilatera, sarà con nostro gran pericolo, e non rivedremo più Vienna perche si starà un pezzo à Praga. lo intanto imballerô la mia robba per lasciarla serrata in una stanza, ô l' incaminerô alla volta d'Italia, dovendo alloggiare à Praga in un monasterio. E veramente la mia debole sanità non haveva bisogno di questo nuovo sconcerto, tnttavia non ricuso di perdere la vita in servizio di Nostro Sig.''^' Mi ha perô fatto sapere una persona di qualità, che le mie ragioni hanno fatto gran breccia nell'animo di S. M.^^, e che se il maie diminuisse prima che si sia allontanato, forse non proseguirebbe il viaggio ; e spero, che l' influenza si scemi, perche alla mezza notte è cominciato un gran diluvio di acqua, che continua, e se poi si voltasse un vento fresco, com'è solito in questo paese, doppo la gran pioggia, respirerebbemo assai, e si riparerebbero le ruvine, che portera l'andata à Praga ; Con l'ordinario ragguagliarô Vostra Em.=^^ di quello, che hô trattato nell'audienza ; e le faccio humilissima riverenza. Di V. Em. ecc.

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