LE PAPE DONNE DES EXPLICATIONS À LA FRANCE
non })arlano che S. S. raccomandi alcuno in particolare, il che pure altre volte si è fatto, ma si contentano délia sola licenza di venire all'elettione ; nel quai caso l'Indulto Pontificio era ugualmente favorevole a chiunque havesse voluto concorrervi. A questa querela aggiunge l'Imperatore un'altra che per voler dare una sodisfatione ingiusta alla iVancia che non ha ragione d'opporsi, ^non si habbia riguardo di disgustare S. M. Cesarea, che supplica giustamente, e si voglia menar buono al R,e Cristianissimo l'ingerirsi nelle Chiese di Gerniania, e negrinteressi dell'laiperio, ne' quali il Re non ha più ragione di quello che abbia egli stesso nelle Chiese e negl'interessi di Francia. Soggiunge che il differire è lo stesso che negar la licenza, montre con queste dilazioni si da campo agli altri di turbar le cose istradate c di alienare i Capitolari.
S. B. ha conosciuta fin da principio la forza di queste ragioni. Contuttociô per desiderio d'incontrare in ogni forma possibile le sodisfattioni del Re si à andata schermendo al meglio che ha saputo con pigliar tempo. Ma finalmente vedendo le cose ridotte all'estremo, e l'Imperatore con tutto il suo partito condotto horamai da una giusta impatienza sull'orlo di dichiararsi gravemente offeso da S. S.^ non ha questa potuto per debito di giustizia e per regola di prudenza fare altro che confessar d'essere astretta a sodisfare all'istanza. Tanto più che non concedendo l'indulto richiesto, si présenta che siano cola per tentare di venire in ogni maniera all'elettione, nel quai caso riceverebbe la S. Sede un gravi ssimo incontro, e tanto converrebbe poi di confermar l'elettione medesima come si è costumato sempre di fare nelle elettioni di Germania, quantunque nulle et invalide. E quando pure si negasse da Roma la conferma, varrebbe loro di pretesto il titolo, quai egli si fosse, dall'elettione già fatta per mettersi a possesso dell'Elettorato ; si che la Sede Apostolica nel diiïerir più lungamente l'Indulto di eleggere non giovarebbe all'intento délia Francia e farebbe a se un gran maie con pericolo évidente di conseguenze peggiori.
Spera N. Signore che l'animo rettissimo e sapientissimo del Re, conoscerà subito il merito délia causa, e più tosto gradirà la buona volontà di N. Signore, e si loderà molto del pericolo al
quale fino ad hora si è esposta S. S. in riguardo suo di perdersi meritamente la buona corrispondenza di Cesare e de' suoi aderenti ; che sia per dolersi délia deliberatione di condescendere dopo tanto tempo a cosi ragionevole istanza.
Sabbato passato mandô S. S. a far sapere al Sig. Ambasciatore la nécessita in che si trova di venire a quest'atto già che era rimasta con S. Ecc. alcune settimane prima di non concéder la gratia senza farnela prima avvisata. E l'ha fatto anticipatamente volendo abbondare in tutto ciô che l'è permesso verso le soddisfationi di S. M. Fu accennato ancora al Sig. Ambasciatore che l'essersi havuto qualche avviso délie difficoltà che puo havere taie elettione, havea ciô reso meno dispiacevole a S. B. in riguardo di S. M. questo passo.
Mostrô l'Ambasciatore qualche alteratione d'animo a questo avviso, e proruppe in rimostranze del sentimento, che ne havrebbe S. M. Alla quale verisimilmente darà conto del tutto. Et io l'ho voluto dare à V. S. Ill.ma non perché faccia alcun motto spontaneo di ciô o col Re o con altri, ma perché facendone seco querele S. M. o altri sappia che rispondere.
E perché il medesimo Ambasciatore non seppe allegar altro in contrario se non che non era conveniente che mentre arde la guerra fra le due Corone s'innovi cosa che possa tornare in pregiuditio d'alcuna délie parti: fu risposto da chi porto l'avviso oltre le ragioni accennate di non raccomandarsi più uno che un altro, di trattarsi di una gratia che non si nega ad alcuno et in paese ch'è membro dell'Imperio; che simili deliberationi si prendono ogni volta che ne occorre il bisogno non dovendosi per alcun riguardo lasciar di provedere aile Chiese quando hanno bisogno di Pastore, o di Coadiutore, o di altro rimedio, che concerne la sainte delP Anime, et il bene délia Chiesa. E di fatto cosi si è praticato altre volte in tempi et in casi simili al nostro, et in specie nel 1642 quando si guerreggiava implacabilmente in Grermania, fu eletto Coadiutore di Colonia il présente Elettore col beneplacito Apostolico, come appare dal Brève di Urbano 8° a quel Capitolo sotto li 15 giugno 1641 di cui ne riceverà acclusa la copia.