LE ROI ACCEPTE LES DÉCLARATIONS DE GÊNES
mi diede campo, ch'io m'abboccassi prima con lui per intender, che sentimenti portava délia Repubiica si corne feci. Et havendo perciô udito, che egli aveva instruttioni tali da poter' esser d'intiera sodisfatione del E,e, l' introdussi francamente al Sig/ di Pomponne, il quale le ricevè con ogni dimostratione di benignità, e di stima ; et io poi col Sig.^' di Bonneûil (sic), introduttor degli ambasciatori il quâle m'aspettava quivi, per condurmi fra poco all'audienza di S. M. me n'uscii immediatamente per ritirarmi in iina stanza, e mettermi in abito.
Portatomi poi avanti al Re, esposi primieramente i motivi, che S. B.® haveva di passar con S. M. a favor délia Repubiica di fxenova i nuovi ufficii, che coll'espressa speditione d'un corriero straordinario mi haveva commessi : dopo rappresentai la fiducia, che haveva la S.^^ Sua di riportarne dall'animo generoso di S. M. que] frutto, che tanto desiderava, ô con la gratia eftettiva, o almeno con la sospensione délie ostilità, che praticavano le galère délia M.^ Sua contro la detta Repubiica. E passai hnalmente a dire, che se S. M.^ l' havesse desiderato^ S. S.*^ sarebbe stata anche dispostissima a mandarle per quest'efïëtto un nuntio straordinario. Udi il Re con la solita benigna attentione le mie rimostranze; e facendosi da quello, che io havevo detto nel fine, rispose : che era contentissimo di quello, che in questo, et in ogn'altro negotio gli avessi potuto rappresentar'io; che perciô non occorreva, che S. S. pensasse a spedir nuntio straordinario; che quant'alPaffare, haveva già risapnto dal Sig.^" di Pomponne i buoni sentimenti, con che era venuto l' inviato di Genova; che perciô l'haverebbe sentito; et haverebbe prese poi quelle resolutioni, che sarebbero state convenienti per incontrare anche il gusto, e le sodisfationi di S. S. Ma che frattanto desiderava infinitamente, che S. B.® ancora gli facesse la gratia, di cui l'haveva già fatta supplicare in ordine alFaiïare dell' Urbaniste. Ghè Faffare medesimo gli premeva, quanto si potesse mai dire ; E finalmente che la gratia dipendeva assolutamente dalla S.*^ Sua, dalla cui bontà l'attendeva. E qui tornô di nuovo a replicarmi, che haveva infini tamente a cuore questo negotio. Io risposi, che il Sig.^ di Pomponne me ne haveva solamente parlato due, ô tre settimane sono ; che ne havevo già scritto replicatamente ; e che nel
700 ' l'impartialité d'innocent
resto io non potevo dire a S. M.'^ se non quello, che in tal proposito havevo già dette al Sig.^" di Pomponne, a oui perciô mi rimettevo, Terminata che fu la mia audienza, il Re si porto subito in Consiglio, dopo il quale il medesimo introduttore degli ambasciatori venne a portar l'avviso ail' inviato, che S. M. haveva risoluto di sentirlo il giorn'appresso. Onde io stimai bene di riparlare al Sig.^" di Pomponne, per intendere, se credeva, che io havessi potuto rispedire l'istesso giorno, dopo l'audienza havuta dall' inviato, il corriero a S. S. Ma S. Ecc/* non mi diede altra risposta, se non, che non mi haverebbe potuto precisamente risponder sopra di ciô, se non la prima volta, che noi ci fussimo abboccati insieme; il che non sarebbe stato prima di lunedi: egli haveva già risoluto di portarsi a Pomponne l'istesso giorno seguente. Di maniera, che non posso saper' ancora, ne se dovrô rispedire in diligenza il corriero, ne in quai giorno, quando bisogni. Starô perô attento, per far le parti, che mi s'aspettano; ed intanto communico col présente ordinario tutte queste notitie a V. E. alla quale ne mandera anche il duplicato, se haverô da rispedire il corriero, ô vero se mi si darà altra congiuntura di straordinario che resti di qua spedito in coteste parti ; soggiungendole frattanto per fine di questa lettera ; che nell'audienza data dal Re hiermattina ail' inviato di Genova, S. M.^ non gli diede resolution positiva, ma la rimesse ad altro giorno ; per quanto mi significô hieri con suo bigiietto il segretario délia Republica. Et a V. E. con questo fine m'inchino profond issimamente, ecc. Milly 2 settembre 1678.
Et, le 8, il ajoute:
Fui hiermattina alla Corte, per haver le risposte sopra l'affare di Clenova secondo l'aj^puntamento datomi lunedi dal Sig.'" di Pomponne ; ma S. Ecc.^ mi disse, che altri affari, de' quali s'era discorso in Consiglio, non havevano dato campo, che si parlasse di quel di Genova ; che perô chiedeva, che se ne sarebbe parlato in quello di questa mattina. Io m'offersi perciô subito di ritornare anche questo giorno alla Corte; ma S. Ecc.'\ che non era affatto sicura, che fusse per risolversi anche questo giorno, mi disse, che non occorreva, ch' io mi movessi ; ma, che bastava solo, ch' io man-