VARESE ENTRETIENT LE ROI AU SUJET DE GÊNES
occorrenza, e dalPaltra avea creduto, che non potesse riuscir discaro all'animo eccelso di S. M. clie se gli porgesse materia di esercitar la propria generosità verso di quel Senato, che procurava ora di meritarla con inezzi cosi rispettosi. Che Sua Beat.'^'' avea perciô scritto il Brève, che io presentava alla M. S. non senza gran liducia, che le suf paterne preghiere fossero per essere esaudite. Hà risposto il Re, dopo aver ricevuto il Brève con ogni rispetto, che quella piccola gente si era comportata molto maie. Che nondimeno voleva, che le intercessioni di Sua Beat.^® fossero à lei di giovamento, per il desiderio, che avea d'incontrare le sodisfazioni délia S. S. Ma che prima di dichiararsi più oltre, voleva -attendere, per sentire ciô, che avesse portato l' inviato, che si di- -ceva spedito da Genova. Io all'ora, dopo avère assicurato il Rè délia consolazione, che avrebbe provato N. S.^'® in sentire, che le sue intercessioni fossero in questo caso per riuscir l'ruttuose, ho supplicato vivamente Sua M.^à ^[ (j^j. ordine, affinchè le sue galère, e vascelli, tratanto, che si attendeva l' inviato desistessero da ogni atto ostile: tanto maggiormente, che taii ostilità cadevano tutte sopra di persone innocenti, che meritavano la commiserazione délia M.*^ Sua. Con tuttociô il Rè non si è mostrato disposto in questa parte ad esaudire le mie preghiere, dicendo, che se bene gli rincresceva veramente del danno di tante povere persone innocenti, che nondimeno non poteva farsi altro, mentre cosi porta va la natura del negozio. Onde persiste va nella risoluzione già significatami di voler saper ciô, che avesse portato l' inviato, prima di dichiararsi di vantaggio. Tali adunque essendo i sentimenti di Sua M.t% hô stimato bene di conferirli, corne hô fatto. à questo segretario délia Republica, affine se ne vaglia à profitto délia medesima, come stimerà piîi opportune. Nel rimanente non lascierô io di fare ogn'altra parte aile occorrenze, che possa contribuire all'acconiodamento de' presenti disturbi. Et a V. E. mi umilio con profondissimo inchino.
Le 21, Cybo mande à Mellini, ainsi qu'aux nonces de Tienne, Venise et Naples que, pour l'incident de l'armée française à Saint-Pierre d'Arène, S. B. a écrit de suite un bi'ef au roi de France, le priant d'ordonner de cesser les
698 l'impartialité d'innocent
hostilités, et recommandant au nonce de relever combien le pape est peiné pour la tranquillité de l'Italie ecc. (résumant la dépêche envoyée à Varese le 5 courant.). La nouvelle étant venue ensuite qu'on avait répété les mêmes insultes à la terre de San Remo, avec représailles contre des barques et quelques coups de canon, S. B. juge nécessaire charger le nonce à Paris de faire de nouvelles démarches, offrant même d'envoyer, à cet effet, un nonce extraordinaire si c'était le désir du Xme. Et S. S. a été conseillée de faire ces tentatives auprès du roi, ayant reconnu que la république était disposée à donner au roi toutes les satisfactions raisonnables; à présent, on attend les réponses à ces communications. Et Varese informe Cybo:
Mi portai poi mercoledi mattina alla Corte per l'audienza già destinatami dal Re per l'affare di Genova ; e vi giunsi un poco per tempo, per abboccarmi prima col Sig.^ di Pomponne, corne segui. et essendo ritornato seco su FafPare medesimo lo pregai quanto più vivamente seppi, che volesse fare ogn'opera appresso S. M.^ perche la S. di N. Sig.^® havesse il gusto, e la sodisfatione di vederlo terminato per la sua interpositione. S. Ecc.^ mi rispose, che non poteva dirmi di più in questo proposito, di quello, che mi haveva già detto, massimamente per non sapersi ancora, che fusse giunto Finviato délia E.epublica. lo replicai che credevo, che fusse già arrivato ; mentre havevo saputo fino lunedi sera, che il Segretario di Genova s'era mosso da Parigi, per venire ad incontrarlo in queste parti ; ma S. Ecc.^ non disse altro, se non, che desiderava veramente, che fusse giunto, cosi desiderando anche S. M.^^, Sbrigato perô, ch' io fui del Sig/ di Pomponne, nello scender le scale incontrai il detto segretario di Genova, il quale appunto veniva à dirmi che l'inviato non solamente era giunto, ma che di più si trovava quivi alla Corte. Onde io senza por tempo in mezzo gli dissi, che lo facesse venir li nelle stanze del Sig.^ di Pomponne : ed io intanto tornandomene indietro ne diedi parte a S. Ecc.=^^ e le dissi, che se voleva sentirlo, gliel'haverei presentato allora allora. Di ciô mostrô particolar gusto S. Ecc.% e