LE ROI CHARLES FIANCÉ À MADEMOISELLE D'ORLÉANS
dice che il nuovo ambasciatore di Francia vien costà con ordini del suo E,è di non dar la mano à S. A. V. S. 111. ma rif'erisca che cosa sia venuta à sua notitia circa l'uno, e l'altro particolare. E quanto alFambasciatore di Francia, se D. Gio. cedesse, avverta ella di ritornar nel suo vantaggio con S. A., e quando ciô non le riuscisse, si astenga di trattar seco à dirittura, non potendo tollerarsi che D. Gio. dia la mano à chi la cède à lui senza contrasto, e che nell'istesso tempo la neghi a lei.
Le 19, il l'informe que, le lundi soir, Fambassadeur est venu à l'audience de S. S. pour lui annoncer les fiançailles de son roi avec la fille du duc d'Orléans; la veille celui de France avait fait de noême au nom du trèschrétien: «S. S. se félicita de cette nouvelle alliance entre les deux Maisons à l'avantage de la paix, espérant aussi ]e>; voir unies contre les Turcs dans la sainte expédition qui tient tant à cœur à S. S.; et N. S. déclara être également très satisfait de voir assurée de cette manière la succession d'une grande Maison, qui a bien mérité de l'Eglise et sur laquelle reposent les espérances du Saint-Siège ; et lundi, dans le Consistoire, S. S. communiqua la nouvelle au Sacré Collège... « V. S. 111 me peut dire à Don Juan, que, tandis que S. B. se félicite, Elle espère pouvoir expédier les langes pour l'Infant d'Espagne l'année prochaine. En attendant, K 8. envoya la dispense de tout empêchement au marquis de Balbases, qui l'avait demandée... ».
Mellini écrit, à son tour, à Cybo, le lendemain:
Da certe persone di conto, che godono la intrinsichezza e la confidenza di questo signor Ambasciatore di Francia, si è qui fatto a molti Ministri de' Principi, et altri un racconto ben individualizato, che gli stessi hanno asserito haver sentito dalla bocca di Sua Eccellenza sopra i principii, progressi e permanenza délia pretensione, che Sua Eccellenza ha portata seco in ordine ai trattamenti suoi col Sig. D. Giovanni. — Hanno dunque detto che stando Sua Eccellenza in Turino, già perô destinata a questa
Ambasciata^ ebbe orcline di passar a Lione, ove havrebbe trovate le sue istruzioni. Giunto in quella città non vi trovô istruzione alcuna ma bensi un ordine di trasferirsi a Parigi, ove si aspettava il Sig. Marchese de les Balbazes e si volea veder corne andasse pur egli istrutto. Dopo alcun tempo dell'arrivo del Villars alla Corte, il Signer di Pompona gli diede le istruzioni necessarie al solito. Havendole perô egli lette, quando giunse al capitolo délia sudetta Pretensione che consisteva in voler il Cliristianissimo che il Sig. D. Griovanni uscisse tre stanze al ricevimento dell'Ambasciatore, gli dasse senza alcuna controversia la mano si nell'ingresso délia porta e nella positura délie sedie. ne rimase sorpreso per saper egli molto bene gli stili di questa Corte, et il punto sostenuto con che si osservano, e riconosciutane la scabrosità si porto pur a ponderarla al Re, rappresentandogli le forme che qui si usavano, la novità che vi havrebbe fatta somigliante pretensione, massime essendo passati per il trattamento sin qui usato dal Sig. D. Giovanni il Nunzio e l'Ambasciatore Cesareo, la difficoltà di spuntarla, il disgusto che si havrebbe preso il Sig. D. Giovanni e Pinconvenienza di dover andar un nuovo Ambasciatore a portare nel suo primo ingresso una materia si dispiacevole ad un Ministre che era il Governatore universale délie cose di Spagna, e per le cui mani passava assolutamente ogni negozio, e che cio sarebbe stato un irritarlo in modo che ne patissero poi gli affari del suo ministère. Spiacque al Re che l'Ambasciatore gli havesse parlato in tali sentimenti, e lo riprese dicendo che i negozii Sua Maestà gli faceva in Francia e non in Spagna; che perô non replicasse da vantaggio et ubbldisse. Partito l'Ambasciatore cominciô il Re a ruminar sopra le rappresentazioni di lui e pensar a qualche espediente. Parve a Sua Maestà molto proprio et adeguato quelle di proporre qui, che se il Re cattolico havesse fatto un Décrète, che per legge inviolabile e perpétua dovessero tutti gli Ambasciatori di Spagna residenti iu Parigi ricevere in tutto e per tutto dai figli del Re, Principi del sangue e loro successori in perpétue gli stessi trattamenti che fussero stati qui usati all'Ambasciator francese dal Sig. D. Giovanni, si sarebbe Sua Maestà contentata ch'egli si sottoponesse alli medesimi. Fece dunque in-