VILLARS REFUSE LA MAIN À DON JUAN
tendere Sua Maestà il ripiego al Sig. Marchese di Villars per mezzo del Sig. di Loiivois. Ma il Villars trovô in ciô difficoltà non inferiori aile prime, e le fece considerare a Sua Maeistà con dire che l'esser il Sig. D. Giovanni in questo ministère era per accidente, et un nuovo esempio non più succeduto per l'addietro, e forse da non più succedere per l'avvenire, dove in Francia sempre ve ne sono stati, e ve ne saranno; onde il pretendere che si stabilisse in perpétue un trattamento che solo si controverteva con questo Principe, era cosa da incontrar durezze insuperabili; interrogé poi come intendeva Sua Maestà disporre questa materia cogli altri Ambasciatori délie Corone se voleva che continuassero nella forma usata sin qui, o pure che si conformassero alla nuova legge, che di Spagna fusse venuta per il suo Ambasciatore. Rispose il E,e che in ordine agli altri ambasciatori non voleva innovar cosa alcuna, ma solo esigere questa parità di trattamento dall'Ambasciatore Cattolico in corrispondenza di quello, che il suo havesse ricevuto qui. Cosi istrutto venue Sua Eccellenza a Madrid, e portandosi dal Sig. D. Girolamo d'Eguia gli comunico gli ordini precisi che teneva sopra il primo particolare delli trattamenti da prendersi da Sua Eccellenza, le repliche che havea fatte a Sua Maestà Christianissima per rimoverla da tal pretensione, e l' immobilità di Sua Maestà nella medesima, e lo pregô, già che per questa cagione non potea vedersi col Sig. D. Giovanni, a riferirgli gli ordini suddetti, affinchè si potessero pigliar le risoluzioni necessarie, et a dichiarargli il dispiacere, che Sua Eccellenza sentiva di esser venuto qua con pretendere al primo arrivo, ciô che - ben sapeva dover riuscire di poco gusto di lui. Il Signor D. Girolamo prese ad esaggerar subito Fimproprietà e novità délia cosa; tutte le corti ha ver qualche stile particolare, che si osserva in vigor délia consuetudine, non estante che pessa includere qualche disparità o differenza rispette all'altre Corti ; che perô non si devea hera mever questa pretensione, tante più che havendo Sua Altezza liavuti tanti riguardi verso Sua Maestà con agevolar la pace, et il matrimonio, pareva meritevole d'esserne corrisposta, che tali novità non erano dispositive all'use di si devuta corrispendenza, ne pertavano seco bueni argomenti di volerla mantenere. Che perô si
n4 INNOCENT XI ET L'ESPAGNE
contentasse il Sig. Ambasciatore scriverne al suo Re in questa conformità, e procurasse di far desistere Sua Maestà da somigliante innovazione. Rispose il Sig. Ambasciatore che le rappresentazioni le quali si desiderava ch'egli facesse al suo Re. erano già state anticipate da lui con tutta la maturità ; ma che non haveano fatto colpo per esser la determinazione di Sua Maestà immutabile; e tener positivo comandamento di non scrivere a Sua Maestà di quest'afïare, ma solo di procurarne vigorosamente l'intento ; che perciô volesse significare il tutto al Sig. D. Griovanni nella maniera che l'havea pregato. Promise il Sig. D. Girolamo di farlo e di dargliene risposta dentro 24 hore, si come era stato ricercato dal Sig. Ambasciatore, et egli Fesegui ; e la risposta fu, che Sua Altezza era rimasta molto attonita. et ammirata di si nuova pretensionCj in luogo délia quale più tosto si sarebbe sempre promesso ogni maggior contrasegno délia stima e propensione di Sua Maestà Christianissima per i rispetti da S. A. havuti verso la medesima. Che nondimeno per levar dal canto suo al possibile ogni motivo d'inconveniente, desiderava saper da Sua Eccellenza se nel caso che di quà si fusse ordinato ail' Ambasciatore Cattolico in Parigi, che ricevesse dai figli regii e Principi del sangue l'istesso trattamento che qui da Sua Altezza si fusse usato all'Ambasciatore francese, si sarebbe Sua Maestà contentata ; et in fine gli fece istanza di scriverne a Sua Maestà in questa forma. Vedendosi l' Ambasciatore prevenuto nella proposizione ch'egli medesimo portava, usô dell'artifizio di dissimularla, e rispose che se bene in tal punto non era totalmente certo délia mente di Sua Maestà, ad ogni modo confidare, che il Re sarebbe condesceso in tal partito, et egli vi havrebbe cooperato, quando perè Fespediente proposto si stabilisse per decreto di Sua Maestà Cattolica, e fusse legge da osservarsi in perpetuo senza alcuna alterazione da tutti gli Ambasciatori di Spagna in Francia^ nella forma già accennata. Riprese il Sig. D. Grirolamo che questa condizione non era ragionevole, ne conseguibile, si per esser accidentale che il Sig. D. Giovanni tenga unito il maneggio délia Privanza onde non doversi estendere a legge perpétua, ciô che havea da finire in tempo determinato, si perché Sua Altezza nella proposizione del primo ripiego da lui progettato havrebbe forse