ENCORE SUR LA CONFERENCE
ambasciatore in Moscovia, mi dimando la benedizione, e per il buon viaggio, e per il prospero successo de' suoi negoziati, e mi disse che tiene ordine dà S. M. di far tutto il possibile per indurre i Moscoviti aile condizioni ultimamente accennate, e che si contengono nell' annessa scritura latina, altrimenti di partirsene con protesta.
Per quanto si dice vennero poi di Francia le lettere del Sig^ Gran Tesoriere, che s'aspettavano con gran ansietà, le quali portino le solite promesse di generosissimi soccorsi per la guerra offensiva, ma senza alcuna dichiarazione cathegorica. S'aspetta adesso in ogni ordinario di sentire l'arrivo alla Cortedi S. M. Xpma di quello Francese Gentilhuomo délia Caméra délia regina detto Monsieur de Viliers, che fù già di qiià spedito in diligenza come s'accenno.
Questo résidente Cesareo frà pochi giorni pensa di partira di quà per portarsi à trovare la M"^^ deirimpi"^ ad effetto di trattare in voce con la M'^ sua sopra gl'aftari correnti.
Le 22, Cybo lui répond :
E dal foglio, e dalla lettera di V. S. I , che l'accompagna assai ben si raccolgono si lo stato in cui trovasi la negoziazione costi cogl'ambasciatori Moscjviti, si le difficultà, che s'incontravano per la consecuzione del fine, che tanto importa. V. S. I. non lasci pero di contribuirvi
defectuum principum mediatorum ex parte Moschovitica. Cui petitioni post multa ratiocinia, et si ex parte nostra tam mediatorum principum legati, quam commissarii nostri esscnt in praecinctu, et si hic tractatus tam pacem perpetuam, quam reditionem provinciarum per Moschos detentarum, tum etiam decisiouem iniurarium nobis per subsidia non submissa factarum contineat.
Nihilhominus (sic) tamen Suae Mti placuit, et senatui etiam in hoc passu conclescendere, et Deum P. Maximum cordium scrutatorem, orbemque Xptianum testari, quantis illiciis gentem hanc et generosiora consilia ad mutuam nostri amorem pertrahere ceiisuerit Regia M'as, quam necdum deponit animum. Sed denuo mittit magnum Icgatum in Moschoviam, qui feliciori sidère, quam hactenus reincipiat, et finiat desideratum offensivi belli opus. lam hic tuae prudentiae constabit, quo modo hoc tractatu nihil quaesiverint Moschi, quem sine uUo in publicum commodo belli Turcici nos denuo onere gravare, se ipsos exonerare, etiam tam exiguorum promissorum nuUa securitate, Nam et obsides ab utrinque dari volunt, et stipulationem, seu guarantiam Principum tenuunt (?), sed omnia soli iuramento quod tamen intra quindecim annos ternis vicibus irritatum sensimus. Et probavimus, commissum volunt, et haec pauca pro certis et realibus, et ab homine tam ingenuo, quam rerum tractatarum gnaro, velim habeto.
400 l'empire et la POLOGNE.
tutte le diligenze sue, e colla M. del Rè, e coi Senatori ancora per superarle ; E faccia insieme qualunque altr'opera, che la sua prudenza stimerà propria del suo ministero, e del suo zelo à taie oggetto ; onde nelle savie negoziazioni del ministro apostolico si riconoscano in affare di tanto peso la sollecitudine pontificia di vederne traita ad eftetto la conclusione. Et à V. S. 111. ecc. (i).
Le 6 juillet, Cybo lui mande :
Neir abbracciarsi costi da V. S. L tutte le opportunità di tener rammentata al Rè, e à senatori la précisa nécessita, che hanno d'unirsi celeremente à i Moscoviti, ed à Cesare, affinche il pio, e generoso animo del Rè habbia stimolo, e di quanto prima disporvisi, e di procurar insieme, che altri ancora faccian lo stesso, rimangono da lei eseguite le parti proprie del zelo, ch'è richiesto all'importanza d'un tal aftare. Parendo impossibile, che finalmente la virtii eroica del Rè, e la prontezza, che si è trovata sempre in cotesta bellicosa nazione àgl'acquisti digloria, non debban muoversi à cosi grave urgenza de lor regni. Ottime, ben fondate, e savie sono state le ragioni, che nel coUoquio havutosi da lei co' gl'ambasciatori Moscoviti, hà ella loro addotte per eccitarli allô stabilimento d'una lega, che non puô, non esser proficua, e vantaggiosissima per ogni conto à ciascuna délie parti sopra il comune nemico. Non désista V. S. 111'"^. per tanto dalle sue diligenze coi Moscoviti, e col Rè, e con chi bisogni, onde se ne ritragga finalmente l'effetto, che tanto valerebbe anche per la publica sicurezza del Christianesimo, et le auguvo ecc. (2).
Le 9, Marteni lui annonce le départ des Moscovites, et celui de LL. MM. pour Villanova (3).
(i) Et, le même jour, il lui mande : « V. S. sait bien que l'archevêque de Gnesen est le Primat de royaume ; son autorité a une grande importance dans les affaires de la République et ses prédécesseurs ont toujours maintenu hautes leurs pérogatives. S. S. trouve étrange que ce prélat reste étranger dans des circonstances de summa rerum. V. S. doit l'admonester et l'exciter de la manière la plus chaude et ferme à l'accomplissement de ses devoirs. »
(2) Le 27, Cybo l'avertit qu'on lui a transmis par Rezzonico 100,000 flor. en acompte du demi million promis ; cl; il lui ordonne de les garder en attendant les ordres du pape. ''
(3) Et, le 28, Bonvisi, à son tour, écrit à Cybo :
« La partenza da Varsaria delli ambasciatori Moscoviti senza alcuna conclusione di trattati ; l'opposizione di alcuni Polacchi alla lega defensiva