CHAPITRE XV
Dans rOccident de l'Europe.
En 1683, tandis que, dans la partie orientale de l'Europe, les forces des puissances limitrophes de l'empire ottoman étaient dirigées vers les Turcs, à l'occident la diplomatie des divers Etats se préoccupait de l'action de la France en Flandre, vers le Rhin et en Italie.
Le 3 janvier 1683, Visconti, nonce à Cologne, écrit à Cybo : Il Sig. principe Guglielmo di Furstemberg ha significato, che i.trattati in Ratisbona tra llmperio, e la Francia, vanno a passo molto lento, e che tal lentezza causera, che terminato il mese di Gennaro la Francia farà più alte dimande, e che non solo pretenderà di non haver più a restituire quello che doppo il mese d'Agosto dall'anno 1681 ha riunito alla sua corona, ma ancora si puol temere che proseguirà a fare altre riunioni, et in ogni caso se mai venisse a concedere altra dilatione di due mesi all'Imperio, non per questo S. M. christianissima tralascerebbe di mandare subito terminato il mese di Gennaro corrente le sue truppe ne stati di colonia, Treveri, et Magonza per non soggiacer più lungo tempo aile spese del mantenimento délie medesime, col motivo che egli resta obligato a trattenere dette truppe per le minaccie che vengono a lui fatte da tutto l'Imperio : et che per liberarsi questi Sig^ Elettori ecclesiastici da si imminente periocolo pensano di collegarsi con Mons. Vescovo di Munster, e col Sig. Elettore di Brandemburgo per mostrare al Re di Francia, che per essi non è restato che non siano state admesse le di lui proposition! al Congresso di Francofort,
Innocent XI. -— lll. 52
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per il quale fine il Sig. Elettore di Colonia ha pure risoluto di spedire un corriero alllmperatore per rappresentarli il pericolo nel quale si trova con questi Elettori, e per supplicare S. M. Cesarea a procurare che siano quanto prima accordate al Re di Francia le sue dimande, con dimostrarli, che se le truppe francesi entreranno in questi paesi, resteranno in brève totalmente da quelle distrutti : et in modo che per molti anni non sarebbero in stato di poter dare un minimo soccorso all'Imperatore contro il Turco, ne in tal caso potrebbe S. M. Cesarea sperare aiuto dal Sig. Elettore di Baviera, ne da altri principi dell'Imperio, perché avvicinandosi maggiormente le truppe francesi alli stati di detti principi, questi sarebbero storzati per guardare il proprio, abbandonare la causa comune. Finalmente dedusse peggiori conseguenze per l'Italia quando la Francia facesse guerra ancora aU'Imperio, perche, corne disse egli, non essendovi apparenzache questo possa resistere attesa la guerra dal Turco in Ungheria, il Re di Francia farebbe tutti quelli progressi che saprebbe desiderare, e con il denaro che caverebbe dalle provincie conqurstate in Germania, potrebbe più vigorosamente fare la guerra in Italia.
In quanto all'affare di Liegi dall'accluse stampe vedrà V. E. la propositione fatta dal Sig. délia Rodier in nome del Re di Francia al magistrato e popolo di Liegi : et in tal proposito mi ha riferito il medesimo Sig. principe Guglielmo, che il Sig. lodoci Inviato dell'Imperatore, per mezo di un suo corrispondente, haveva fatto intendere al detto magistrato, che non dovesse eseguire li ordini de' Ministri Francesi, se non voleva incontrare l'indignatione dell'Imperatore : ma che il magistrato non haveva fatto gran caso di questa dichiaratione : che egli non intendeva, come si volesse dà ministri Imperiali, e dal Sig. marchese di Grana governatore délia Fiandra impedire l'aggiustamento, mentre ridondava in vantaggio de loro principi : che questo era il vero modo di fare il giuoco per la Francia : e finalmente che egli credeva, che tal modo di operare haverebbe piuttosto stimolato il Re de Francia a procurare con maggior vigore l'aggiustamento. Mi disse in tal occasione il detto principe che si corre risico di perdere quel Vescovato, potendosi temere che il Re proseguisca ancora cola le riunioni già incominciate l'anno passato : e che quando egli fece nel mese di Maggio passato in nome del Re le propositioni già note al capitolo di Liegi, esibi la restitutione di tutto il Ducato di Buglione, il djenaro, et assistenza per la construzione di una nuova Cittadella nella città di Liegi, con sicurezza, che ne in caso di guerra, ne in alcun tempo haverebbe da S. M. di Francia ricevuta alcuna molestia detto Vescovato : e che