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LA QUESTION DU CÉRÉMONIAL APLANIE

condotto alcuni cavalli à donare ail' Imperatore mandai à V. E. la planta dell' assedio di Vienna con la descrizione stampata, che à mè fù donata (i), dalla quale V. E. vedrà, che quando raccontavo i pericoli, non aggiungevo niente al vero ; La delineazione è assai ben fatta, ma non esprime al segno, che era la profondità délie fosse, et le cave sotterranee, fino à segno, di haverci fatto stanze selciate con i camini per far fuoco, et altre commodità per i bisogni délia natura, perché voleva il Primo Visir poterci stare senza scomodo, e pericolo per sollicitare il favori, e nello spianarli, e nel ricercare quei labirinti, hanno trovato una fossa tanto profonda, che passava sotto le fondamenta délia mura, et era già penetrata piii di 15 braccia dentro la città, e se havessero havuto tempo di perfezionare il lavoro, sarebbero penetrati i nemici nelle viscère, prima che i nostri se ne accorgessero ; ma la mano di Dio è stata piii potente, e si è servita per principale istrumento délia generosità, e délia sollecitudine di S. S*^ sempre più acclamata da tutti. Se usciranno altre piante, e descrizioni, che si stimino megliori, lemandero à V. E., acciô sempre più goda de i buoni successi, ne quali ella ancora hà havuta tanta parte, e col solito ecc.

Etj le 28, il écrit :

In conformità di quello, che accennai à V. E., la mattina di Natale rimperatore alleggieri lo scoruccio, e mangiô in publico, et io secondo il solito lo servii con l'abito cardinalizio, e restorno terminât! tutti i contrasti. Già sapeva l'Impératrice Eleonora quello che doveva seguire, e pero ancor essa haveva receduto dalla sua pretenzione, tuttavia anticipatamente le feci dire, che si compiacesse di accennarmi, se haveva più gusto, che io andassi con gl'altri à darle le buone feste all'hora délia tavola ma senza l'abito, 6 pure che andassi il giorno con tutta la solennità in audienza publica, e dichiarô che havrebbe più goduto di questo secondo modo, tanto più che questo era quello, che si praticava avanti la venuta dell'lmperatrice Margherita, che per non haver suggezione, haveva introdotto di ricevere nell'hora délia tavola, et io la servii, come desidero ; Dà quest'assersione di S. M. habbia V. E. la

(i) Le 22 janvier 1684, Cybo le remercie et écrit qu'on voit, d'après les ouvrages sous terre, la façon dont le gr. Vizir comptait prendre cette place, car les souterrains étaient déjà pavés et garnis avec des cheminées ; « mais la miséricorde divine, d'une main plus puissante et plus forte et par des moyens que nous n'avions pas conçus, a su la délivrer de tant de danger ; V. Em. tâchera de leur faire considérer qu'ils doivent en profiter pour bien se préparer. »

8l6 LA LIGUE ET LA GUERRE.

bontà di considerare, che avanti l'Impératrice Margherita non ci era l'uso di andare alla tavola à fare i complimenti, e doppo quest'uso, non ci sono mai stati cardinali, che habbiano havuta occasione di stare scoperti in simili giorni, perché il Sig^" Card^ Spinola parti subito, et il Sig'" Card^ Albrizio, benchè si fermasse alcuni mesi ; in quelli non ci fù occasione di tali giornate ; Si chè quelle, che si voleva introdurre con me era una novità pregiudiziale, alla quale non volse consentire ; Ma perché quando si vogliono mutare i ceremoniali ne nascono continui disordini, dal mio accomodamento è nata la rottura con gl'ambasciatori, perché l'Impératrice acciôché non spiccasse la differenza, fece dirli che desiderava andassero ancor essi il giorno, perché la mattina voleva godersi alla tavola con la Regina, e col S"" Duca di Lorena ; et essi si sono piccati, che si ammettesse alla tavola il Sig^ Duca in una mattina, che era destinata per loro, et hanno anche interpretato, che in loro pregiudizio S. M. volesse ragguagliarlo al Sig^ Elettore di Baviera, eperô si professano disgustati, e non hanno voluto accettare alcun temperamento, e non l'hanno complimentata ; Non hanno né meno voluto visitare la Regina per la sua pretenzione di non dar dà sedere, il che giustifica la mia, che é tanto più fondata, accordando che le Régine di Spagna fanno sedere i Cardinali, e contro di me non hanno più che dire, perché conoscono ch'io tolero i pregiudizij, che ho trovato introdotti, ma non ne voglio di nuovi, e questo più tosto mi accresce la stima, perché in sustanza la debolezza si sprezza. Hô poi visitato in abito i figliuoli dell'Imperatore, e questa volta ci hanno fatto essere il primogenito, e TArciduchessa Maria Antonia l'altro piccolo Arciduca, e la piccola Arciduchessa, e mi è stato più grato, non solo per vedere quei Principini, ma perché cosi venue ad essere una visita meno regolata, e dà non portare esempio, e per farla apparire più chiaramente taie, dicendomi il loro maggiordomo che cuoprissi, non volsi farlo, perché col far meno di quello, che faccio con l'Imperatore, si conoscesse, ch'era un atto d'ossequio senza formalità. Restano adesso le controversie con quest'ambasciatori assai inasprite, e non so quello che succédera. Et a V. E. faccio ecc.

CHRISTINA FXGINA

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